Energia: le opportunità del mercato

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energiaIl 2013 ha fatto registrare nel mercato italiano dell’energia elettrica un abbassamento del costo della materia prima. Il valore medio del prezzo dell’energia elettrica (PUN – Prezzo Unico Nazionale) formatosi in borsa nel 2013 segna una diminuzione di circa 16% rispetto al valore formatosi nel 2012, grazie anche alla contrazione della domanda e all’apporto crescente e a costo zero dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Pur mantenendo questo trend sul 2014, il prezzo dell’energia elettrica all’utente finale per il primo trimestre del nuovo anno è aumentato dello 0,7%. In particolare, il maggior onere è determinato dall’introduzione di una nuova componente, AE, da cui si prevede un ricavo di circa 1,2 miliardi di euro entro la fine del 2014 destinato alle imprese a forte consumo di energia elettrica sotto forma di agevolazioni nelle soglie di consumo più elevate.

Ovviamente l’onere della sostenibilità economica rimane sempre in capo agli utenti domestici e alle piccole imprese che si vedono incrementare le loro bollette di giorno in giorno. Di certo, non si discute sulla correttezza degli sgravi agli energivori, ma si potrebbe pensare ad una politica un po’ più lungimirante e ad una comunicazione chiara della strategia energetica nazionale (anche di prezzo) e non a quello che potrebbe sembrare un “regalo” una  tantum.

Nel mezzo della discussione su quanto debbano pesare nella bolletta elettrica gli oneri derivanti da incentivi alle rinnovabili e smantellamento delle centrali nucleari, giunge un provvedimento dell’Autorità per l’Energia Elettrica che le consente di utilizzare, “assicurando l’assenza di incrementi tariffari”, i vari conti bancari riferiti alle diverse componenti tariffarie intestate alla Cassa Conguaglio del Settore Elettrico per pagarsi l’IMU…

E mentre gli oneri legati all’incentivazione delle rinnovabili dovrebbero diminuire per l’effetto del nuovo valore dei prezzi minimi garantiti agli impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza fino a 1 MW, il GSE invece ne segnala un possibile aumento per coprire eventuali oneri legati ai CIP6 (incentivi legati agli impianti che utilizzano anche combustibili fossili a basso impatto ambientale).

Se non si sfruttano al meglio le opportunità che il mercato offre e non si definisce una strategia chiara e a lungo termine, come si può sperare di diminuire il costo dell’energia per dare un po’ di competitività al settore e attrarre investimenti magari anche dall’estero? Il rischio è che tutto si configuri come un regalo alle solite aziende o nel miglior dei casi come una mancanza di comunicazione.

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Fondatore di Climalia, prima società italiana di servizi climatici per la resilienza territoriale. Collabora con il Kyoto Club come responsabile della cooperazione internazionale e come esperto di politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Consulente del Ministero dell’Ambiente, Acclimatise UK, AzzeroCO2 e Commissione Europea.

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