Effetti del No: a rischio diversi provvedimenti tra cui la legalizzazione della cannabis3 min read

16 Dicembre 2016 Politica Politica interna -

Effetti del No: a rischio diversi provvedimenti tra cui la legalizzazione della cannabis3 min read

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Dopo mesi di dibattiti, scontri, scenari più o meno verosimili tratteggiati da ambo le parti in riferimento al futuro del nostro Paese, va finalmente in soffitta la questione legata al referendum costituzionale.

Ha vinto il No, come noto, con tutto ciò che questo esito comporta e implica. Sono stati mesi caratterizzati da una campagna elettorale sfrenata, spesso basata su aspetti neanche troppo veritieri. E il fatto che ora sia tutto terminato può essere accolto come una benedizione, perché si può tornare a parlare di temi più concreti legati alla realtà del Paese.

Tuttavia il referendum rischia di avere uno strascico notevole su questi argomenti; perché la vittoria del No e le susseguenti dimissioni del premier Matteo Renzi mettono in naftalina molte questioni che erano sul tavolo del dibattito politico. Da accordi di vario genere già decisi a provvedimenti che si stavano dibattendo in Parlamento.

Cosa resta in sospeso?
Sono molte le questioni che erano state lasciate in stand by e che ora rischiano di finire nel dimenticatoio: prendiamo il Jobs Act ad esempio, la riforma del lavoro tanto voluta dal premier Renzi. Ebbene, una buona parte dell’impianto di questa legge rischia ora di saltare; per la precisione, quella relativa al collocamento pubblico, che resta materia concorrente tra Stato e Regioni. In caso di vittoria del Sì sarebbe passato interamente nelle mani statali.

Potrebbe finire su un binario morto anche la riforma della giustizia, in particolare il processo penale, il cui funzionamento era stato rivisto da un ddl che ne cambiava le regole. A creare i maggiori problemi potrebbe essere la legge Madia, ovvero la riforma della Pubblica Amministrazione.

Dopo che la Consulta l’ha dichiarata incostituzionale lo scorso 25 novembre, avrebbe dovuto essere modificata in alcune sue parti, per consentire comunque di diventare effettiva ed evitare una pioggia di ricorsi soprattutto sull’aspetto legato ai provvedimenti contro i cosiddetti furbetti del cartellino, dipendenti pubblici che timbrano e poi si allontanano dal luogo di lavoro. Ebbene, finché non si andranno a correggere gli aspetti legati a questa parte della legge, c’è il rischio di restare in sospeso. Oltre che di dare il via a ricorsi in serie da parte dei lavoratori.

Cannabis e legalizzazione
Il tema è molto d’attualità e, un po’ a sorpresa, era entrato nel dibattito politico italiano, andando anche e trovare un certo terreno fertile. In Parlamento era addirittura nato un Intergruppo trasversale per legiferare in materia. Si parlava di dar vita ad una legge antiproibizionista, che consentisse, entro determinati paletti, la coltivazione in proprio della cannabis; anche per evitare la contraddizione che vede, oggi, la possibilità di acquistare semi di cannabis su negozi online, pur restando l’azione di coltivare in proprio un reato.

Malgrado la valanga di emendamenti, soprattutto dall’ala più conservatrice del Parlamento, che aveva messo un po’ in naftalina il provvedimento, questa volta sembrava essere quella buona per andare ad approvare una legge per certi versi rivoluzionaria e legalizzare in parte la cannabis. Anche in questo caso la crisi di Governo che si è aperta rischia di rimandare tutto a data da destinarsi. Con la speranza, da parte dei fautori della legalizzazione, che il tutto non passi in cavalleria proprio adesso che si era ad un passo da un traguardo storico.

Effetti del No: a rischio diversi provvedimenti tra cui la legalizzazione della cannabis
@Don Goofy

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