Come funziona il Ranking ATP4 min read

20 Ottobre 2016 Uncategorized -

Come funziona il Ranking ATP4 min read

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Nato ufficialmente il 23 agosto 1973, il Ranking ATP è il sistema che permette di stilare la graduatoria di tutti i tennisti prendenti parte agli eventi ATP, Challenger e Futures e che hanno guadagnato almeno un punto in uno dei tornei disputati.come funziona il ranking atp

Ma come funziona il Ranking ATP?

Innanzitutto va precisato che esistono due classifiche parallele: l’ATP Ranking e l’ATP Race. La prima è la classifica su cui ci si basa per definire le posizioni dei tennisti durante l’anno e su questa vengono stilate le entry list dei tabelloni dei vari tornei.

ATP Ranking e ATP Race

L’ATP Ranking viene stilato sui risultati ottenuti nelle ultime 52 settimane: i punti ottenuti in un torneo hanno validità per quel determinato lasso di tempo, al termine del quale vengono scartati ed eventualmente sostituiti dai nuovi punti guadagnati.

L’ATP Race invece considera soltanto i risultati acquisiti durante la stagione in corso e serve da riferimento per la qualificazione alle ATP World Tour Finals, a cui vengono ammessi gli 8 giocatori che hanno ottenuto il maggior numero di punti nell’anno solare.

Il sistema ATP prevede varie categorie di tornei, ciascuna con un certo numero di punti da assegnare in base al piazzamento ottenuto: in cima alla piramide abbiamo i tornei del Gran Slam, poi i Masters 1000, gli ATP 500, gli ATP 250, e infine i Challenger e i Futures che possiedono una sotto-distinzione a seconda del montepremi offerto.

Discorso a parte meritano le ATP World Tour Finals, a cui, come detto, accedono solo i primi 8 della Race annuale, mentre da quest’anno la Coppa Davis non assegnerà più punti per il Ranking.

Nella tabella in basso ecco la distribuzione completa dei punti per ogni torneo.

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Tra parentesi la distinzione tra Singolare (S) e Doppio (D) e il numero di iscritti al tabellone principale del torneo | @wikipedia

Quanti tornei danno punteggio? Quali sono quelli obbligatori?

I punti che vengono sommati in classifica sono quelli che il tennista ottiene in 18 tornei, 19 per i migliori 8 che possono vantare anche quelli ottenuti alle ATP Finals.

Gli obblighi dei tennisti in top 100

C’è una profonda differenza tra un tennista di alta classifica e un tennista fuori dai primi 100 del mondo: il primo è tenuto a partecipare obbligatoriamente a determinati tornei – vedremo adesso quali – mentre il secondo può riempire i suoi 18 slot con i suoi migliori risultati senza vincoli particolari. I giocatori che hanno la classifica per entrare direttamente nei 9 tornei Masters 1000 della stagione sono obbligati a giocarne 8, eccezion fatta per il torneo di Monte Carlo che non rientra negli obblighi: la loro classifica dunque comprenderà i punti guadagnati nei 4 Grand Slam, negli 8 Masters 1000 e in altri sei tornei.

Gli obblighi dei tennisti in top 30

Ci sono ulteriori restrizioni per i giocatori che hanno concluso l’anno precedente nella top 30 della classifica: essi sono obbligati a partecipare a 4 tornei ATP 500, di cui uno da disputare dopo lo US Open. Per questi giocatori dunque la composizione dei 18 tornei dovrà essere la seguente: 4 tornei del Grand Slam, 8 tornei Masters 1000, 4 tornei ATP 500 e 2 tornei ATP 250. Il torneo di Monte Carlo può prendere il posto di un torneo 500. Qualora un giocatore si trovasse a dare forfait in uno degli eventi obbligatori non potrebbe rimpiazzare quello 0 con i punti di altri tornei. Esempio: se Djokovic dà forfait a Wimbledon non può rimpiazzare il torneo con un terzo ATP 250 o con un quinto ATP 500.

Un’eccezione per i tennisti più anziani

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@facebook.com/federer

Esiste però una regola che permette di ridurre a 7 il numero di Masters 1000 obbligatori, il che è possibile se il giocatore in questione soddisfa almeno uno di questi tre requisiti:

  • Aver giocato almeno 600 match in carriera alla data del 1 gennaio della stagione corrente
  • Avere alle spalle almeno 12 anni di carriera
  • Avere 31 anni alla data del 1 gennaio della stagione corrente

Se il giocatore soddisfa tutti e tre i requisiti allora è totalmente esentato dal disputare i Masters 1000.

E che cos’è il ranking protetto?

Infine, per i giocatori che a causa di infortunio sono rimasti fermi per almeno sei mesi, c’è la possibilità di usufruire del cosiddetto “ranking protetto”. In questo modo il giocatore al rientro dall’infortunio può iscriversi all’entry list di un torneo sfruttando il ranking che egli ricopriva prima del lungo stop. Il ranking sarà determinato facendo una media delle posizioni ricoperte in classifica negli ultimi tre mesi di attività prima dell’infortunio.

Il ranking protetto potrà essere sfruttato per entrare a fare parte dei tabelloni principali o di quelli di qualificazioni dei primi nove tornei disputati dal giocatore e per un periodo massimo di nove mesi. Di questi nove tornei solo due al massimo possono essere tornei del Grande Slam. Se l’infortunio ha costretto il tennista ad alcun torneo per un per un periodo almeno di dodici mesi, il ranking protetto potrà essere utilizzato per i primi dodici tornei a cui prenderà parte.

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Piero Vassallo

Classe 1991, nato a Palermo e cresciuto a pane (e panelle), Milan e fumetti Disney. Folgorato da Federer durante Wimbledon 2003, ho iniziato ad interessarmi anche al tennis, praticandolo da autodidatta e con pessimi risultati. Divoratore di pizza, appassionato e ossessionato da ogni tipo di statistica, studio Comunicazione ma odio comunicare.
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