Tbilisi: l’altra Georgia nel cuore del Caucaso

di
Viaggio Tbilisi Georgia
@tbilisi-property.com

Prima di tutto una piccola raccomandazione: spiegate bene a amici, parenti e conoscenti qual è la vostra prossima destinazione e attenti a non prenotare un biglietto aereo per Atlanta, vi ritrovereste dall’altra parte del globo! Scherzi a parte, può capitare che parlando di Georgia si crei un po’ di confusione tra quella che è considerata una delle tre capitali del Caucaso e il grande stato nel Sudest degli Stati Uniti.

Non ho ancora visitato la Georgia americana, ma pochi mesi fa sono stata nell’altra Georgia, Sakartvelo in lingua originale, situata accanto ad Armenia e Azerbaijan. Qui non ho trovato le atmosfere di Via col vento e della guerra di secessione, ma quelle quasi orientali del Cavaliere dalla pelle di tigre, il poema epico nazionale, che vi consiglio di leggere prima di partire. Andare a Tbilisi e visitare le città nei dintorni è un viaggio nel cuore del Caucaso, dove Europa e Asia si incontrano. Qui vi riempirete gli occhi di colline brulle e di chiese dal semplice splendore, conoscerete la particolare gastronomia georgiana e imparerete come il vino sia nato proprio in Georgia. Quindi, senza ulteriori dubbi, lasciamo a casa Rossella e Rhett e scopriamo piuttosto la romantica e triste storia di Ali e Nino. Ma prima alcuni consigli per organizzare il viaggio, prendete i taccuini!

Consigli pratici per organizzare il viaggio

1. Georgian Airways, la compagnia di bandiera georgiana, ha da poco introdotto voli diretti fra Bologna e Tbilisi. Le partenze sono il Mercoledì e il Venerdì, e si possono trovare voli a partire da poco più di 300 Euro.

2. Per entrare in Georgia, il documento richiesto è il passaporto con almeno sei mesi residui di validità, o, se si transita dai Paesi di Schengen, la carta d’identità anche in formato cartaceo. Non sussiste l’obbligo di visto per i cittadini italiani che soggiornino in Georgia per un periodo inferiore a un anno. La moneta è il Lari georgiano, che dovrete acquistare in loco. A meno che non scegliate un viaggio organizzato, ricordatevi di stipulare, prima della partenza, un’assicurazione sanitaria: in caso di imprevisti, vi eviterà conti salatissimi da pagare.

3. A Tbilisi si trovano diversi hotel di respiro internazionale, ma l’esperienza più autentica si avrà soggiornando in una delle piccole strutture del centro storico. Suggestivo il Metekhi’s Galavani Hostel, un ostello economico, ma molto carino. Per i più giovani e avventurosi c’è il Tbilisi Hostel, meno centrale ma davvero autentico. In alternativa, un appartamento prenotato su AirBnB vi farà sentire davvero indigeni!

4. Per muoversi a Tbilisi c’è a disposizione una metropolitana più che efficiente che, come in molti Paesi dell’Est, viaggia a diversi metri di profondità: le scale mobili vi sembreranno una discesa nel Regno dell’Ade. I taxi abbondano e le tariffe sono ottime. Per le gite fuori porta non avrete che l’imbarazzo della scelta: in molte vie centrali troverete parcheggiate auto, furgoncini e simili che vi offriranno ogni tipo di tour, individuale e di gruppo. Basta scegliere.

5. Due posti suggestivi e poco impegnativi per gustare la cucina georgiana. Art-Mone Café è, sì, un locale, ma anche un posto simpatico e curato per un light lunch o una cena. Più tranquillo e familiare Aramis, in Merab Kostava, suggestivo locale seminterrato, completamente in legno (a partire dall’ingresso a forma di botte), dove godere della vera cucina tradizionale in porzioni generose.

Tbilisi, città della convivenza

Dopo avere imparato bene il nome della città che vi accingete a visitare (non si dice Tibilisi, ma Tbilisi con la esse sonora), iniziate la vostra visita dal viale Shota Rustaveli, la via più centrale ed elegante di Tbilisi. Lì potrete ammirare il Parlamento e la Chiesa di Kashveti, ma anche constatare come, ormai, anche in Georgia siano arrivati i punti vendita in franchising delle principali marche di abbigliamento e non solo. Consolatevi riflettendo sul nome del viale, che è quello del poeta georgiano più celebre, autore del poema epico nazionale Il cavaliere nella pelle di tigre.

Tbilisi Georgia balconi
@cristina giuntini

Una volta pagato il prezzo alla globalizzazione proseguite per il centro storico, meravigliosamente conservato e appoggiato tra le colline e le sponde del fiume Kura. Vi salteranno subito all’occhio le abitazioni tipiche, caratterizzate dal grande numero di balconi che si affacciano su di un cortile comune. Questo tipo di unità abitativa è stata fondamentale per favorire l’integrazione e la pacifica convivenza fra le varie etnie e religioni ospiti della capitale georgiana. Qui, infatti, da sempre convivono pacificamente, e con grande orgoglio degli abitanti, persone di provenienza completamente diversa. Non stupitevi di trovarvi anche armeni e azeri alloggiati nello stesso palazzo, in una comunità allo stesso tempo antica e innovativa dove le differenze sono annullate.

Allo stesso modo, Tbilisi accoglie chiese e moschee, ed è aperta a qualsiasi culto. La contaminazione si manifesta anche nell’architettura: ad esempio, proprio nel centro storico si trova il futuristico Ponte della Pace, disegnato dall’architetto italiano Michele De Lucchi. Non è il solo edificio moderno che si trova a Tbilisi, che celebra, con questa sua alternanza di tradizione e futurismo, la convivenza e la varietà del mondo.

Le chiese ortodosse di Tbilisi

Iniziamo con una curiosità: a Tbilisi si trova la chiesa ortodossa più alta al mondo ed è di costruzione recente: è stata consacrata nel 2004. Si tratta della Cattedrale della Santissima Trinità, situata su di una collina e visibile praticamente da ogni punto della città. Comprende nove cappelle ed è circondata da un complesso che ospita, fra l’altro, un monastero, un seminario e un’accademia teologica.

In pieno centro storico sorge invece la suggestiva cattedrale di Sioni, a lungo la chiesa più importante della Georgia. La chiesa è nota soprattutto poiché vi si conserva la Croce di Santa Nino: si tratta di una croce sacra al popolo georgiano, i cui bracci non sono perpendicolari alla parte principale ma inclinati verso il basso. La croce è spesso rappresentata con tralci di vite intrecciati intorno ai suoi bracci e la tradizione vuole che Santa Nino l’abbia costruita e poi intrecciata con i propri capelli.

Tbilisi Georgia Basilica di Santa Maria Anchiskhati
@cristina giuntini

La più antica chiesa ortodossa della città è però la Basilica di Santa Maria Anchiskhati, sempre nel centro storico. È sicuramente la chiesa più suggestiva della città, con il suo ingresso ad arco e la sua pala d’altare della fine del diciassettesimo secolo.

Fra tante splendide chiese, non trascurate una visita alla moschea e alla sinagoga: l’interesse e il rispetto per ogni forma di culto non possono mancare in chi vuole davvero conoscere Tbilisi.

Tbilisi vista dal teatro

Vi sembrerà paradossale, ma il monumento simbolo di Tbilisi altro non è che un teatro di marionette. Proprio così: se, camminando per il centro storico, vi imbatterete in una curiosa torre colorata e talmente storta da non riuscire a capire come faccia a stare in piedi, siete davanti al Teatro Rezo Gabriadze. Rezo è un artista che, non prima del 2011, ha messo in piedi teatro, caffè e torre. Oltre ad assistere agli spettacoli delle marionette, ogni ora si può vedere l’angelo che si leva in volo sulla torre e ogni giorno alle 12:00, sotto l’orologio, viene rappresentato il ciclo della vita, impersonato da una coppia che si incontra, si sposa, ha figli e infine muore.

Monumento alla berikaoba
@cristina giuntini

Del resto, il grande amore dei georgiani per il teatro è testimoniato non solo dalla quantità di sale presenti in città, ma anche dal monumento alla berikaoba, un teatro popolare in maschera legato alla festa della fertilità. Gli attori di questo teatro, considerato l’antenato del teatro georgiano, sono chiamati berikebi.

Georgia oltre Tbilisi

Mtshketa, Uplistsikhe e Gori, città natale di Stalin

Georgia Mtshketa
@Cristina Giuntini

Tbilisi non ha sempre avuto l’onore di essere la Capitale del proprio Paese: fino all’altro medioevo, la Capitale della Georgia era Mtshketa. Situata alla confluenza di due fiumi, il Kura e l’Aragvi, la città godeva dei benefici pratici dati da questa posizione, ma era, per contro, facilmente attaccabile. Per questo si decise di spostarla. Oggi è meta dell’ancora modesto turismo di cui gode la Georgia, un fenomeno comunque in rapida crescita. Vicino a Mtshketa sorge il Monastero di Jvari, che la domina dall’alto di una roccia. Si tratta di una peculiare chiesa a quattro absidi dove, secondo la tradizione, Santa Nino eresse la sua croce poi diventata simbolo religioso georgiano. Non molto lontano troviamo Sveti Tshkoveli, la chiesa della colonna che dà la vita, un luogo sacro meta di pellegrinaggi che appartiene ai siti protetti dall’Unesco.

L’interessante gita fuori porta può proseguire con una meraviglia, la città rupestre di Uplistsikhe. Abitata fino al sedicesimo secolo, conserva strutture che risalgono anche all’Età del Ferro e oggi è importante testimonianza di vita a partire dalla preistoria. Le sue suggestive grotte ospitavano abitazioni, luoghi di commercio e perfino un teatro, mentre l’edificio più moderno è la chiesa, risalente al nono/decimo secolo.

Città rupestre di Uplistsikhe
@Cristina Giuntini

Vale la pena di allungare il viaggio fino a Gori, per scoprire quello che molti, “confusi” dal vecchio concetto di Unione Sovietica, neppure immaginano: che Joseph Stalin era georgiano. Nella sua città natale troverete un interessantissimo museo dedicato a lui, nel quale potrete ripercorrere tutta la sua parabola, oltre a osservare dipinti, pubblicazioni, foto, omaggi ricevuti e altri importanti reperti che vi daranno un quadro preciso non solo del personaggio, ma anche della Georgia e dell’Unione Sovietica durante il periodo della sua dominazione. Nella piazza antistante, protetta da una struttura in pietra, si trova proprio la casa natale di Stalin, conservata com’era all’epoca, mentre, a fianco del museo, si può visitare il vagone privato con il quale viaggiava per l’Unione Sovietica.

Tbilisi casa natale di Stalin a Gori
@Cristina Giuntini

Villa Čavčavadze e le cantine

Vissuto fra il Settecento e l’Ottocento, Alexandr Čavčavadze fu personaggio particolare e importantissimo per la Georgia. Grande poeta, ma anche generale e poi aristocratico molto stimato non solo in patria, lottò attivamente per l’indipendenza della Georgia dalla Russia e per la valorizzazione della cultura e della tradizione del proprio Paese.

Visitando la sua residenza estiva a Tsinandali vi sembrerà davvero di trovarvi nella Georgia americana, tanto lo stile poco imponente, le decorazioni a colonnine chiare e l’ampio prato verde antistante ricordano il tipo di abitazione caratteristico del Paese omonimo. Non lasciatevi confondere e apprezzate la visita di questo piccolo gioiello.

Villa Čavčavadze
@Cristina Giuntini

Proprio a villa Čavčavadze è ancora attiva l’azienda vinicola, ma, per una visita davvero interessante, vi consigliamo la Khareba Winery a Kvareli. Visitatela anche se siete astemi: il vino è assolutamente inscindibile dalla cultura georgiana. È recente la scoperta, vicino a Tbilisi, di due anfore risalenti al neolitico, fatto che testimonia come la vinificazione sia effettivamente nata proprio in Georgia. Ancora oggi nel Paese si vinifica usando l’antico metodo delle anfore interrate, che permette di conservare il vino molto più a lungo. Ne risultano vini, sia rossi che bianchi, molto corposi e dalla singolare complessità aromatica ai quali il palato occidentale non è molto abituato, ma che rappresentano un’ulteriore occasione di comprendere la Georgia nel profondo.

Una curiosità: anticamente il vino veniva servito non nei bicchieri, ma nei corni. Questo perché lo si doveva bere tutto d’un fiato, senza scuse, e il corno non poteva essere appoggiato sul tavolo senza che il prezioso nettare si versasse. In seguito sono stati inventati degli appositi supporti che rendono i corni molto più pratici oltre che suggestivi.

Batumi e lo sfortunato amore di Ali e Nino

Non è esattamente adatta per una gita di un giorno, distando più di cinque ore da Tbilisi, ma, se viaggiate per la Georgia, potrà capitarvi di arrivare sul Mar Nero e di soggiornare nella moderna località di villeggiatura di Batumi. Niente di rimarchevole a parte una gigantesca statua che non dovete assolutamente perdervi perché rappresenta l’amore eterno e la comprensione fra nazioni.

Si tratta di un uomo e di una donna le cui forme sono stilizzate da lamine di acciaio, opera realizzata dalla scultrice georgiana Tamar Kvesitazde nel 2010. Ogni giorno, dalle 17:00 in poi, ogni dieci minuti i due amanti si avvicinano ma non riescono a congiungersi: i loro corpi si attraversano senza potersi soffermare, allontanandosi poi fatalmente. Curiosamente, questo monumento è stato ispirato dal romanzo nazionale dell’Azerbaijan, Ali e Nino di Kurban Said. I protagonisti, l’azero e musulmano Ali e la Georgiana e cristiana Nino, vivono un amore tormentato e contrastato che, sebbene avviato verso un lieto fine, non riuscirà a raggiungerlo. Così come i due giganteschi amanti di acciaio si sfiorano, si attraversano, ma non si raggiungono mai veramente.

In Georgia si mangia!

Ora di pranzo! E no, non guardate con occhi bramosi quel fast food all’angolo, nè il ristorante italiano che vedete in fondo alla strada: perdersi la gastronomia georgiana è un vero e proprio delitto. Non di solo vino, infatti, vive questo Paese, ma di gustosi e sostanziosi piatti che vengono serviti con abbondanza sulle tavole dei ristoranti tradizionali.

Se la vecchia cena georgiana, quella in cui il cibo viene servito per ore e ore e accompagnato con balli e canti – e chi arriva in ritardo deve recuperare mangiando anche quello che si è perso fino a quel momento – non risulta molto adatta alla vita moderna, vi consigliamo comunque di prendervi il vostro tempo per gustare la gastronomia del Paese.

Vi trovate per strada e avete voglia di uno spuntino? Avvicinatevi a quegli strani bastoncini colorati che vedrete appesi a centinaia nelle bancarelle o in piccoli negozi. Si chiamano churchkhela e sono fatti di noci o nocciole ricoperte da un impasto fatto di succo d’uva e farina. Provateli almeno una volta, non li ritroverete da nessun’altra parte del mondo.

Tbilisi distesa di churchkhela
@Cristina Giuntini

A tavola il piatto fondamentale della cucina georgiana sono i khinkali: i ravioli georgiani. Hanno l’aspetto di un sacchetto con una chiusura centrale e possono essere ripieni di carne, funghi, formaggio o patate. Quelli tradizionali, di carne, sviluppano al proprio interno un brodo di cottura e vanno mangiati con una tecnica particolare, inserendo la forchetta nella chiusura, bucando la pasta del raviolo e bevendo prima il brodo.

Un ottimo piatto unico è l’acharuli khachapuri, sorta di focaccia a forma di occhio con al suo interno formaggio e un uovo al tegamino. Si mangia staccando un pezzo del bordo, mischiando con esso uovo e formaggio e facendo la scarpetta. Se preferite una focaccia più leggera, c’è il lobiani, che somiglia vagamente al pane arabo. Consigliabilissima la versione ripiena di fagioli. Come secondo, ottimo il pollo in salsa di noci: quest’ultima è una caratteristica della cucina georgiana così come la melagrana, che viene spesso usata per guarnire crostini e secondi.

Come dessert, che altro se non un pelamushi, budino tradizionale fatto di farina di mais e succo d’uva?

5 link per saperne di più

1. Il + goloso

Impariamo con questo tutorial a mangiare i khinkali, i tipici ravioli georgiani!

2. Il + romantico

La statua di Ali e Nino a Batumi.

3. Il + musicale

Per apprezzare la lingua e la musica della Georgia, ecco a voi la ethno-jazz band Iriao, i rappresentanti del Paese all’Eurovision Song Contest 2018 con il brano Sheni gulistvis.

4. Il + tradizionale

La storia e la tecnica del vino georgiano spiegate in un interessante video della CNN.

5. Il + panoramico

Impressioni di Tbilisi per una visione generale della città.

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Fiorentina per nascita, pratese per residenza, cittadina del mondo per vocazione. Ama viaggiare, studiare le lingue, scrivere racconti, cantare, ballare, la musica, il teatro, i musei, l’arte. Scrive per ogaeitaly.net e recensisce libri per sololibri.net. Il suo peggior difetto è essere curiosa della vita. O è un pregio?

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