Torino-Roma 1988, una storia verosimile

di
torino-roma 1988
@almanaccogiallorosso.it

Di solito funziona sempre così.
Sei lì che dormi bello sereno. Ieri sera pizza da zia che si sposa a giugno, tu che ti annoi e l’unica cosa che capisci è che “la chiesa di Ostia Antica, se mai ti servirà Cosetto, devi prenotarla con più di un anno d’anticipo”.
– Ma a me fanno schifo le femmine, zia. Bleah!

Di solito funziona sempre così. Almeno per noi che ormai siamo studenti di prima elementare, navigati. La sera fai un po’ tardi perché sei un ometto e la mattina dopo vorresti dormire, ma tua madre come ogni domenica passa l’aspirapolvere alle 9 di mattina.
Vai a letto da maggiorenne che sfiora la mezzanotte e ti svegli ribelle perché c’è casino in casa… ma siccome non sei in grado di farti il latte e nesquik la regressione, poi, è imminente.
– Ciao Cosetto, ben svegliato. Tu’ nonna te manda i biscotti de Fiano Romano de zì Anna. C’ha paura che te sciupi.*
– Ufff! Oggi giochiamo col Torino vero? Ma quando mi ci porti allo stadio papà?
– Oggi giochiamo a Torino sì, e sei ancora troppo piccolo per lo stadio**
– Uffa dici sempre così… vado a giocare dillà dici a Chicca di non darmi fastidio? Voglio attaccare le figurine, quest’anno sono convinto che finisco l’album. ***

Di solito funziona sempre così.
Mentre pranziamo il pranzo (pranzare il pranzo si può dire. A casa mia se dice non rompete il cazzo) a un certo punto mio padre scatta dalla sedia e corre in salone perché a Meeting stanno facendo i pronostici di Torino-Roma. Che io davanti a quello colla erre moscia che dice cose strane tipo stato fisico/stato psicologico titubo un po’, pure se il significato del verbo titubare lo imparerò in terza media, credo. Il fatto è che secondo papà quella è scienza e lui ce crede, io penso che porti una sfiga della madonna invece, pure se nel 1988 sfiga ancora non ha sfondato a Roma e se dice jella.

Di solito funziona sempre così.
Ahhh che buono il mio caffè Fantini sponsor ufficiale di In campo con Roma e Lazio, e perché non correggerlo con un po’ di Pallini Gran Mistra’? Ma al mio Pringeps Jamaica sound è l’ora del calcio di inizio! Linea quindi al Delle Alpi per Torino-Roma, valido per la ventinovesima giornata del campionato di calcio di Serie A.
Penso che il ciccione con il cognome dell’attrice bella è un coglione, ma non posso dire le parolacce a casa sennò mamma s’incazza. A proposito, arriva.
– Cosetto, ma hai fatto il copiato? La maestra Chiara lo sai che è severa con i compiti di italiano.
– Lo so mamma ma a me non mi piace l’italiano, io voglio fare lo scienziato e non lavorare con le parole, mica sono femmina.
– Adesso usciamo e appena torniamo finisci il copiato sennò domani non ti compro le figurine****
– Come usciamo? Ma c’è la Roma!
– La sentiamo per radio mentre andiamo da zia.
– Ancora da zia? E poi io la Roma la voglio sentire in TV!

Di solito funziona sempre così.
Con la radiolina in mano sto con mio padre a comprare le pastarelle sotto casa di zia. Che poi è casa di nonna, ma vabbè.
Gentili ascoltatori il risultato è bloccata sullo 0-0, poco fa un buon tiro tiro del numero 11 granata, l’intenzione è stata molto forte, quasi acrobatica ma la palla è finita nel campo per destinazione e Tancredi il portiere dei giallorossi, oggi di bianco vestiti, ha rimesso il pallone in gioco. Siamo al quarto minuto del secondo tempo linea a Genova!
– Papà ma perché quelle pastarelle so’ così piccole?
– Boh, se saranno sbagliati, noi prendemo queste grosse che ce frega.
– Ma a chi possono piacere così piccole? Perché?
– Boh vedrai che non le mangeremo mai passeranno subito de moda… zitto… zitto… No! Ha segnato il Torino…
– Come? (io)
– Come? (il pasticcere)
– Eh (mì padre)
– Io non voglio venirci da zia se la Roma perde. Poi zio Claudio mi prende in giro.
– Bello de papà zio Claudio è della Lazio e sta in serie B, se te dice qualcosa rispondigli così: SERIE B. Mo andamo da zia, magnamo le pastarelle e poi mentre aspettamo novantesimo minuto andiamo a gioca’ a pallone al Pontile, che io non me capacito de come hai fatto a diventa’ mancino de piede.
– E il copiato?
– Il copiato stasera tardi, tanto alla fine tu vuoi fare lo scienziato no?
– Sì, chissenefrega delle parole da scrivere, papà. Mica so’ femmina.
– Ecco mica semo femmine noi! Dai che mo pareggiamo eh!*****
– Dici papà!
– Avoja.

 

 

*Forse da ragazzino ero ciccionissimo, per quanto ci tengo ad affermare che nessuno mi hai chiamato Cosetto.
** Padre tirchio e pigro che mi porterà allo stadio solo 3 anni dopo per la prima volta
*** Sorella in fase preadolescenziale; non ho MAI finito un album e ad oggi per la stagione 2014-2015, mi mancano 89 figurine.
**** Capite perché non finivo gli album?
***** Liberamente ispirato a Torino-Roma 2-0 dell’8 maggio 1988 di cui non ricordo assolutamente nulla ma ci sono buone possibilità che sia andata realmente così. Ogni riferimento a persona fatti trasmissioni realmente esistenti è da ritenersi volontario. Mi scuso con chi ha meno di 30 anni che forse capirà poco e con i non romani che non capiranno niente. Ah poi mia zia s’è sposata e oggi il suo secondogenito fa pure diciott’anni.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

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