Big Ben theory: il simbolo di Londra che non suonerà per un po’

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Se Roma ha il Colosseo, Parigi la Tour Eiffel e Mosca il Cremlino, il simbolo di Londra è il Big Ben: quando si pensa a queste città la prima associazione che si attiva nel nostro cervello è proprio quella con il suo monumento più iconico. Che però starà in silenzio per un po’.

Photo @ Visualhunt
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Londra = Big Ben. Nonostante negli ultimi anni siano apparse lungo lo skyline della città altre costruzioni più grandi e riconoscibili, il fascino della torre campanaria più famosa del mondo è rimasto immutato, e poco importa se la prima impressione che si ha standoci sotto e guardando all’insù sia quella di pensare che in fondo non è poi così alto.

Andiamo con ordine e inziamo a fare un po’ di chiarezza su un punto: il Big Ben è la grande campana montata all’interno della torre che sorge accanto alla House of Parliament, il parlamento britannico. La torre in cima alla quale si trova la grande campana si chiamava in origine Clock Tower, mentre dal 2012 ha preso il nome di Elizabeth Tower in occasione del Giubileo della regina. Anche l’Elizabeth Tower viene comunemente (ed erroneamente) chiamata per estensione Big Ben, e davvero in pochi si riferiscono a lei con il suo nome ufficiale.

Sull’origine del nome Big Ben esistono due teorie: la prima dice che Ben sia Benjamin Hall, First Commissioner for Works dell’epoca, una sorta di ministro del lavoro, il cui nome è inciso sulla campana stessa. L’altra attesta che Big Ben sia in realtà Ben Caunt, campione di boxe a metà ottocento: una sorta di Floyd Maywheater ante litteram, anzi forse più un Connor McGregor, dato che il pugilato di allora poco aveva a che vedere con quello di oggi; per dire, Caunt nel 1840 ha vinto un incontro durato 101 round, meritandosi in ogni caso l’appellativo di Big Ben.

Quello che viene quasi unanimemente riconosciuto come il simbolo di Londra venne montato sulla torre dell’orologio nell’ottobre 1857, ma si ruppe immediatamente durante una prova. Ne fu quindi commissionata una nuova versione a una diversa fonderia, ma anche quest’altra campana subì immediatamente un danno, probabilmente a causa del batacchio troppo pesante. Riparato, il Big Ben entrò in servizio defintivo l’undici luglio del 1859, ma non per molto: due mesi dopo una nuova frattura nel metallo ammutolì la campana per i quattro anni successivi. Questa volta al Big Ben venne messa una “pezza” di metallo sulla zona danneggiata; la campana fu poi ruotata in modo tale che il batacchio ne colpisse una parte diversa. Il Big Ben è rimasto rattoppato in questo modo fino a oggi.

Collegato al Big Ben c’è un orologio preciso al secondo che consente alla campana di suonare l’ora con invidiabile precisione, salvo qualche intoppo imponderabile come nella notte di capodanno del 1962, quando a causa della neve e del ghiaccio accumulatosi sulle lancette la mezzanotte del nuovo anno suonò con dieci minuti di ritardo.

Pochi sanno che l’Elizabeth Tower pende leggermente, di circa 0.04 gradi, ma questo non gli ha impedito di rimanere in piedi anche sotto i bombardamenti degli aerei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale: una notte di maggio del 1941 un caccia tedesco sganciò una bomba diretta a distruggere il Big Ben, riuscendo però solo a danneggiare le decorazioni esterne della torre. La leggendaria resistenza britannica venne così testimoniata in prima persona anche dal suo simbolo più forte.

Ma anche i simboli più forti e gli edifici più imponenti necessitano a volte di cure: e così dallo scorso 21 agosto e per un po’ di tempo, il Big Ben non suonerà più allo scoccare di ogni ora. Sono infatti iniziati i lavori di ristrutturazione della Elizabeth Tower che dovrebbero durare circa quattro anni. Il Big Ben resterà fuori servizio per qualche mese, e farà sentire i suoi rintocchi solo per annunciare la mezzanotte del 2018. Non è la prima volta che la grande campana è costretta al silenzio, come abbiamo visto, ma in confronto a quello che ha passato, questa volta sembra proprio soltanto un intervento di routine.

Se capitate a Londra nelle prossime settimane forse rimarrete un po’ delusi  nel trovare il simbolo di Londra in una versione muta da lavori in corso, ma potrete sempre consolarvi scaricando sullo smartphone i rintocchi come suoneria oppure andando a visitare il Little Ben vicino alla Victoria Station, una riproduzione in miniatura del simbolo di Londra. Meglio di niente.

@tobiashm via Visualhunt.com

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Nato in provincia nel 1981. Dopo anni passati a minacciare di farlo, finalmente si trasferisce a Londra in tempo per godersi gli Hipsters, il Royal Wedding, le Olimpiadi e la Brexit.
Nel 2016 ha pubblicato il romanzo “novantaquattro” per la Nativi Digitali Edizioni.

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