Sicilia 2017: parte la scalata del Movimento 5 Stelle?

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Elezioni regionali Sicilia 2017: l’impopolarità di Rosario Crocetta

In attesa di sapere se ci toccherà andare a votare per eleggere un nuovo parlamento, in Sicilia già si scaldano i motori per le regionali d’autunno. Rumors insistenti danno quasi per scontata la vittoria del Movimento 5 stelle. Il Movimento fondato da Grillo e Casaleggio sorprese tutti già cinque anni fa quando segnò, proprio nell’isola, uno dei primi risultati importanti della sua storia laureandosi prima lista con il 18% dei consensi. Un risultato confermato e incrementato alle europee del 2014 quando arrivò secondo nel col 26,31% riducendo a soli 7 punti percentuali il distacco col PD di Renzi, distacco che nella media del resto del Paese si aggirava intorno ai venti punti.

Sulla percezione della probabile vittoria grillina influisce lo scarso consenso del governo Crocetta. La classifica del Sole 24 ore che lo colloca ultimo per gradimento tra i governatori è la cartina tornasole di un governo regionale che non è mai riuscito a trovare una bussola che gli conferisse una direzione chiara. I 55 assessori nominati nel corso del suo mandato sono la spia di una gestione “zampariniana” della squadra.

Per il resto tra il 2012 e oggi, l’occupazione, già in calo in seguito alla crisi, ha perso ancora l’1,3 per cento, mentre la disoccupazione è salita dal 18,4 per cento del 2012 al 21,4 per cento del 2015. Tra il 2014 e il 2015 è cresciuto anche il “tasso di povertà”: in Sicilia è al 25,3 per cento. Il naufragio del piano giovani, costato la poltrona ad un paio di assessori, e la difficoltà ad intercettare finanziamenti europei non hanno certo aiutato. Resta il merito di aver tentato di mettere mano allo spreco immondo costituito dalla formazione siciliana, milioni di euro spartiti per anni in modo ultraclientelare, con il neo di aver portato a termine la pars destruens senza essere ancora riusciti a costruire un’alternativa valida ed efficiente.

elezioni regionali Sicilia 2017
@ Montecitorio

Tutto questo mentre a turno i partiti della maggioranza minacciavano di “staccare la spina” al governo senza avere poi il coraggio di farlo realmente. Crocetta ci ha tenuto a far sapere che lui si considera già candidato per un secondo mandato, resta da capire con chi, visto che sabato parte “Cambiamenti”, la Leopolda in salsa sicula che, sostengono i più, servirà a lanciare la candidatura di Davide Faraone, plenipotenziario renziano sull’isola.

Mentre il centrodestra al momento tace scalda i motori anche Giancarlo Cancellieri, candidato in pectore grillino fresco fresco dalla vittoria conseguita a Palermo dove, anche grazie allo scandalo firme false, è riuscito a mettere fuori gioco la Riccardo Nuti e i suoi “monaci” imponendo il proprio candidato alla poltrona a sindaco.

Elezioni amministrative Palermo 2017: sarà Leoluca Orlando contro Movimento 5 Stelle

E proprio la sfida di Palermo potrebbe rappresentare un interessante aperitivo della competizione su scala regionale. Le amministrative palermitane si terranno di domenica in una data che sta tra il 15 aprile e il 15 giugno: qui il sempiterno Leoluca Orlando è riuscito con una amministrazione energica a riportare in attivo le casse del comune dando poi una impronta ben precisa al proprio operato fondandolo su due cardini: il primo è l’accoglienza, sono oltre mille i minori stranieri non accompagnati accolti a Palermo, praticamente il più alto numero in Italia, mentre il sindaco si fa promotore dell’abolizione del permesso di soggiorno formalizzandola nella Carta di Palermo che sostiene l’inalienabilità del diritto a migrare.

Il secondo sono mobilità e ambiente, con l’inaugurazione di tre nuove linee di tram e la messa in cantiere di altrettante, il bike e car sharing pubblico, l’istituzione della ztl (zona a traffico limitato) e la pedonalizzazione delle più importanti strade e piazze del centro storico. Scelte che hanno diviso la città e portato a scontri duri in piazza e nei tribunali amministrativi.

Su questo, e sullo scontento causato dal prolungarsi dei lavori per anello e passante ferroviario contano i suoi principali competitor. Da un lato Fabrizio Ferrandelli, golden boy della politica palermitana già battuto da Orlando cinque anni fa al ballottaggio, che ha compiuto la sua ennesima giravolta abbandonando a dicembre il Partito Democratico e candidandosi da indipendente, nonostante intrattenga da mesi un lungo tira e molla con un centrodestra ancora senza candidato. La stella dell’ex pupillo e poi sfidante di Orlando è stata però offuscata prima dalla condanna di una sua rappresentante di lista per i brogli consumatisi alle primarie di cinque anni fa ai danni di Rita Borsellino. Poi dall’inchiesta per voto di scambio politico-mafioso (sempre riferita alle scorse amministrative e alle seguenti regionali) nella quale lo hanno trascinato le rivelazioni di due pentiti.

Ben più splendente è invece la stella di Ugo Forello, fondatore ed ex avvocato di Addiopizzo al quale la fortuna ha invece arriso non poco. L’inchiesta delle Iene (e poi della procura) sulle firme false raccolte alle scorse amministrative ha infatti messo fuori gioco i suoi principali competitor alle comunarie, compresa la nutiana Samantha Busalacchi che era data da molti in pole per la candidatura. Il divieto da parte della questura di presentarsi alla graticola (il reality grillino destinato ai candidati a sindaco) comminato a Igor Gelarda (poliziotto sindacalista), ultimo vero sfidante rimasto a quel punto, ha fatto il resto.

Elezioni amministrative Palermo 2017
@BlogSicilia

Forello, da sempre in buoni rapporti con le istituzioni e con la Palermo che conta e figura importante dell’antimafia, è forse il candidato a sindaco meno grillino di sempre. Pende su di lui un’inchiesta avviata a seguito dell’esposto presentato dalla componente nutiana esclusa dai giochi che lo accusa di aver usato le sue conoscenze in procura e alcune dichiarazioni dei “pentiti” a 5 stelle per pilotare l’affaire firme false. Inchiesta che sembra però destinata a sgonfiarsi. Dovendo fare una previsione è probabile che, a meno di colpi di scena, sarà lui a sfidare il sindaco uscente (appoggiato dalla sinistra e “in trattativa” con il PD) al ballottaggio.

Chiunque si troverà ad amministrare la città avrà l’onere e l’onore di gestire alcuni importanti processi e finanziamenti. A differenza del governo regionale l’amministrazione comunale si è infatti mossa molto bene nell’intercettare fondi, eventi e riconoscimenti. L’itinerario arabo-normanno è stato infatti riconosciuto patrimonio dell’Unesco mentre Palermo sarà capitale italiana dei giovani nel 2017 e della cultura nel 2018, quando ospiterà anche la biennale d’arte Manifesta. Una pioggia di finanziamenti verrà poi dal Patto per Palermo (332 milioni di euro) e dal PON metro (86 milioni). Non altrettanto ricco di opportunità potrebbe rivelarsi il compito di chi si ritroverà a gestire la regione.

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Quest'anno ho fatto il blogger, il copywriter, il cameriere, l'indoratore, il web designer, il dottorando in storia, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrei fare l'astronauta, il rapinatore, il cardiochirurgo, l'apicoltore, il ballerino e il giocatore di poker prof.

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