Roma-Bayern, 10 motivi che hanno spinto il mio vicino di posto ad abbandonare lo stadio a fine primo tempo

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Non c’è modo migliore per chiudere una nefasta serata sportiva che vedere la tua squadra sotto la curva; uno stadio intero senza più voce che trova ancora la forza di intonare “vinceremo il tricolor”.

Uno stadio intero meno una persona, in realtà. Perché a fine primo tempo ho perso le tracce del tipo accanto a me. Si è alzato e non si è ripresentato all’inizio della ripresa. Ma che può spingere un uomo maturo ad abbandonare la barca al quarantacinquesimo?

Nel viaggio di ritorno verso casa io e il mio compagno di stadio Alessandro ci siamo divertiti a stilare la classifica dei motivi che potrebbero averlo fatto scappare precipitosamente dall’Olimpico.

Roma-Bayern, 10 motivi che hanno spinto il mio vicino di posto ad abbandonare lo stadio a fine primo tempo

10) Ma avrò chiuso il finestrino della macchina? E se piove e poi entra l’acqua? Chi la sente domani mi moje che se fracica i vestiti per anda’ al lavoro?

9) Era stasera il gruppo di lettura della Bibbia?

8) Daje parziale primo tempo 0-5, preso! Passo a ritira’ alla SNAI e domani me licenzio insultando quella merda del mio capo.

7) Whatsapp di LEI: Certo stasera se non dovevi andare allo stadio sarei potuta essere parecchio generosa che peccato (Combo: emoticon con faccina sconsolata + emoticon con faccina che tira bacio) Whatsapp di LUI: Arrivo! (Combo: emoticon con faccina del maiale + emoticon con omino che corre)

6) Troppi tifosi occasionali. Io non ho niente da spartire con loro. O loro o me. Se non se svota l’Olimpico al 45esimo me ne vado io.

5) Mi si nota di più se resto e critico o se mi alzo e sventolando le chiavi della macchina urlo: non mi vedrete mai più?

4) Ah! Ma non era stasera Lazio–Torino? Che è invece? Champions? Che significa?

3) Stadio Olimpico, Teatro Olimpico chi non s’è mai sbagliato almeno una volta?

2) Lo scambio tra microfilm e la valigia coi soldi avverrà all’intervallo di Roma–Bayern. I due agenti entreranno in contatto nei bagni della curva sud per poi prendere direzioni opposte. Questo messaggio si autodistruggerà entro il terzo gol di Mario Götze.

1) Vabbè dai ho rosicato. Mo’ diteme che voi l’avete vissuta serenamente. No dai, ditemelo se c’avete il coraggio!

Ps Dedico l’ultimo pensiero prima di chiudere questa faticosa giornata al ragazzino seduto dietro di me che sul 5-0, con gli occhi lucidi, ha chiesto al padre di andare a casa. Il padre sorridendo gli ha detto: stai qui, ma ‘ndo voi anda’?

Ecco, piccoletto, tu oggi sei diventato un vero romanista. E un giorno ‘sta serata con tuo padre sarà uno dei ricordi più belli della tua vita. Sarà un lungo cammino di sofferenze, ma te non l’abbandonerai mai la squadra in difficoltà.
Daje.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

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