Roma-Atalanta: bibitaro occasionale, porti male

di
roma-atalanta
@Mao_A_Moon

Se tu non me voi bene: Roma-Atalanta e un dialogo nel vuoto

– Oh ma te sei sicuro che funziona?
– Shht! Stai zitto non fare il menagramo!
– Vabbè non sto a fa’ il menagramo, dico solo che non me sembra un’ottima idea.
– Me pare che ancora non c’hanno fermato! E levate quegli occhiali.
– Ah perché se mo’ il piano va storto è per colpa degli occhiali da sole? No perché se semo travestiti da bibitari  p’entra’ in curva sud? Ma te l’hai mai visti due bibitari in una curva vuota?
– E te l’hai mai visto un bibitaro coi Ray-Ban?
– è che cercavo carisma e sintomatico mistero.
– …!
– Manco più Battiato posso cita’?
– Senti la partita è appena cominciata, noi famo i vaghi, stamo qui seduti e se qualcuno ce viene a dì qualcosa col sorriso magico gli allunghiamo un paio de Borghetti e dimo che se semo sbajati. Facile no?
– Ok.
– Oh rigore!
– Daje!
– Contenemose se segna, sennò ce beccano.
– (a bassa voce) Gol!
– (a voce ancora più bassa) Bella Capita’!
– Daje, lo sapevo.
– Oh, ma guardate intorno.
– Dove?
– Qui. Non te pare quasi ‘n’atmosfera magica? Avemo segnato e al centro della curva semo solo io e te, surreale! Un deserto che conosco, tipo l’Equipe 84 ma meno rock.
– Ma non è mejo quando è piena?
– Vabbè grazie, de che stamo a parla’?
– Che poi i fuckin’ idiots che staranno a fa’ oggi pomeriggio?
– E che staranno a fa’? O sai quelli come so’ fatti… Vecchie maniere de quà, o stadio o radio dellà, occasionale de sopra, o stemma novo de sotto, non lo so, se saranno fatti ‘na passeggiata al Pontile con le cuffiette.
– Ma infatti. Mica se saranno messi a fa’ na manifestazione contro il presidente.
– Ma che dici! Piuttosto avranno disquisito della valenza storica e monumentale dell’Obelisco e sulla storia che non si cancella, seppure la scritta Dux riconduca a momenti certamente bui per il nostro Paese.
– …!
– Che voi?
– Ma come parli?
– Aò ma Astori che cazzo fa?
– Nooooo
– Treno pazzo Astori, limortaccitua!
– Ma c’era?
– E nun lo so, ma credo che se lo meritamo. Così sulla fiducia.
– Vabbè magari lo para.
– Se…
Ma te lo ricordi quando paravamo i rigori?
– Me sa de no e te?
– Manco io, ma sarà mai successo?
– Boh, chiederò a mi padre.
– Ecco fatto, unoauno.
– Vabbè ma quanto manca? Tanto ancora no?
– Infatti. Non se disunimo.
– Piuttosto mo’ che finisce il primo tempo direi de andasse a nasconde nei cessi. Hai visto mai che qualcuno ce vede.
– Ottima idea, pensa oggi quanto saranno puliti. Me te te li ricordi i cessi della Sud puliti?
– Eh vabbè. Qualche rigore forse lo avemo parato… ma i cessi della curva puliti non esistono. Secondo me so’ zozzi pure oggi che è vuota.
– I cessi zozzi della Sud so’ l’unica certezza de ‘sta vita infame.
Pensa a quanto li sta a carica’ il mister adesso nello spogliatoio. Escono che se la magnano, la palla.
– Davero… io è ‘na settimana che aggiungo nomi, cose, blog, tweet e animali alla mia lista nera. Se oggi vincemo non me devo leva’ un sassolino dalla scarpa, ma n’intera sacca de brecciolino.
– Eh, come te capisco.
– Vojo dì, il campionato è annato come è annato, se non se levamo la soddisfazione oggi de sfanculà un po’ de umanità miserrima quando lo famo?
E infatti quando cazzo lo famo?!
– Famo i turni pe’ anda’ al bagno?
– C’hai paura che ce fregano i posti?
– Un pochetto. Da qui se vede bene, alla fine.
– Davero.
– Passame un Borghetti.
– Sì ma damme spicci, che non c’ho il resto sennò.
– Vaffanculo.
– Vacce te.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

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