Renzi in Ucraina e Russia: la doppia faccia del governo in politica estera

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Renzi in Ucraina e Russia
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Matteo Renzi è in viaggio in Ucraina e Russia per incontrare i leader dei rispettivi paesi, quasi a voler ritagliare per l’Italia un ruolo (occupato da Germania e Francia) nella delicata situazione diplomatica russo-ucraina. A Kiev il premier italiano ha incontrato il primo ministro ucraino Poroshenko e ha ribadito il rispetto dell’indipendenza e della sovranità dell’Ucraina, soffermandosi sulla necessità di preservare gli accordi di Minsk per garantire la pace. L’impegno dell’Italia, secondo Renzi, è rappresentato dall’alto numero di italiani coinvolti nella missione Ocse per il monitoraggio sul rispetto del trattato.

Il cessate il fuoco sancito a febbraio sembra aver normalizzato la situazione in Ucraina, almeno per il momento. Ma la tregua durerà? Quali conseguenze avrebbe per il continente un conflitto armato nell’est Europa?

Il 15 Febbraio scorso i leader di Ucraina, Russia, Germania e Francia si sono riuniti a Minsk in Bielorussia per sancire una tregua per rilanciare il progetto di pace in Ucraina. I termini dell’accordo raggiunto prevedono in vari punti un cessate il fuoco fra i separatisti filo russi e l’esercito ucraino, un completo disarmo di tutti i gruppi armati illegali e una riforma costituzionale in Ucraina che conceda un’autonomia speciale alle regioni di Donetsk e Luhansk, teatro degli scontri degli ultimi mesi.

Anche se l’accordo è stato sottoscritto da tutte le parti in causa, non c’è ottimismo sulla realizzazione dei punti nel breve periodo. Entrambi gli schieramenti si stanno muovendo per il disarmo sul fronte al fine di creare una zona di sicurezza, ma i ritmi con cui procedono i lavori sono molti più lenti rispetto a quelli auspicati dal patto. I gruppi filorussi continuano il proprio addestramento in vista dello scoppio di una possibile guerra di annessione dell’Ucraina alla Russia e diversi soldati ucraini sono stati uccisi nel corso di combattimenti successivi al cessate il fuoco. Il Cremlino non ha manifestato un appoggio vero e proprio a questi gruppi isolati, ma il clima è tornato a farsi pesante.

Renzi in Ucraina e Russia:con Putin toni decisamente bassi

A Mosca con Putin il premier avrebbe dovuto ribadire i concetti espressi durante la sua visita in Ucraina, oltre a parlare con il leader russo di Medio Oriente e terrorismo. In perfetta tradizione italiana però, Renzi ha decisamente smorzato i toni con la Russia, dando l’impressione di essere tutt’altro che autorevole e dimostrando quanto poco sia coraggioso il governo quando si tratta di farsi sentire in questioni diplomatiche molto delicate.

Cosa ha ottenuto dunque Matteo Renzi dal suo viaggio, se non un po’ di visibilità e promesse già fatte da Poroshenko e Putin?

Quanto a Ucraina e Russia, se la situazione dovesse degenerare e si arrivasse ad un conflitto è difficile immaginare i potenziali scenari. L’intervento della Nato non sarebbe così scontato visto il ruolo che la Russia ricopre nell’ambito della fornitura energetica del continente europeo: se Putin dovesse decidere di chiudere i gasdotti dalla Siberia lascerebbe buona parte dell’Europa a corto di fornitura di gas, provocando ingenti danni economici per molti Paesi dell’Unione.

Questa prospettiva è stata più volte ribatita dal Cremlino già ai tempi del conflitto per la Crimea, circostanza non dissimile da quella che ci troviamo oggi a raccontare, quando sono cominciate ad arrivare le prime sanzioni internazionali. D’altro canto né gli USA né l’UE possono abbandonare il proprio alleato lasciando alla Russia il via libera di fare il bello e il cattivo tempo sui suoi ex-paesi satellite.

Un massiccio intervento armato non conviene a nessuna delle parti in causa vista la pericolosa reazione a catena che si potrebbe innescare nelle realtà del medio-oriente: molti Paesi arabi sono fortemente legati da rapporti economici sia agli Stati Uniti che alla Russia ed un possibile attrito fra le due potenze potrebbe sovvertire gli equilibri mai del tutto definiti della zona. Questa prospettiva fa ben sperare in una possibile soluzione diplomatica, ma ciò non esclude la possibilità che il conflitto a bassa intensità tra esercito ucraino e separatisti duri ancora a lungo.

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Fiorentino di nascita, nativo digitale e content creator di professione, anche se ancora devo capire in cosa consiste questo mestiere. Da nerd di prima categoria ho scelto di seguire la più emozionante delle mie passioni: la politica.

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