Referendum sul taglio dei parlamentari | Cosa c’è da sapere

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Dopo il rinvio per coronavirus, il referendum sul taglio dei parlamentari si terrà il 20 e 21 settembre 2020. Con il referendum gli italiani dovranno decidere se confermare o bocciare la riforma costituzionale che prevede appunto la riduzione del numero dei parlamentari.

In questa breve guida vediamo perché dobbiamo votare, come funziona il referendum sul taglio dei parlamentari e le sue possibili conseguenze.

referendum taglio parlamentari
Credits: Wikimedia Commons

Referendum taglio parlamentari: perché si vota

L’8 ottobre 2019 la Camera dei Deputati approva in via definitiva la riforma costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, che rappresentava un punto nevralgico del programma presentato dal Movimento 5 Stelle nel suo contratto di governo con la Lega, pilastro su cui è stato fondato il primo Governo Conte.

Tuttavia, la precedente approvazione in Senato non aveva raggiunto la maggioranza qualificata dei due terzi, necessaria per l’attuazione immediata della riforma costituzionale. Secondo l’articolo 138 della nostra Costituzione infatti, se in seconda deliberazione in una delle due Camere non viene raggiunta la maggioranza qualificata, vi è la possibilità di richiedere un referendum confermativo prima di rendere operativa la nuova riforma costituzionale. La richiesta può essere presentata da 500 mila elettori tramite la raccolta firme, da cinque Consigli Regionali o da almeno un quinto dei membri di una Camera.

Nel caso del referendum sul taglio dei parlamentari, sono stati proprio 71 senatori a depositare la richiesta alla Corte Suprema di Cassazione lo scorso 10 gennaio. Fra questi figurano non solo i senatori dell’allora opposizione (Partito Democratico e Forza Italia), ma anche esponenti della Lega e del Movimento 5 Stelle, partiti promotori della riforma. In particolare, i nove senatori della Lega aderenti sembrano essere stati determinanti per raggiungere il numero necessario di firme, che dovevano essere almeno 64.

Il 23 Gennaio, la Cassazione ha dato il via libera al referendum confermativo e l’attuale Consiglio dei ministri ha fissato la data per domenica 29 marzo 2020, data poi rinviata per l’emergenza coronavirus.

Cosa dice la riforma su cui dobbiamo votare

La riforma costituzionale modifica direttamente l’articolo 56 della Costituzione e prevede una riduzione netta del numero dei parlamentari. Un taglio totale di ben 345 seggi diviso fra le due Camere: dagli attuali 630 deputati si passa a 400 e dai 315 senatori di oggi si scende a 200. Trento e Bolzano verrebbero trattate come vere e proprie regioni, assicurando alle due province tre senatori a testa.

Inevitabilmente il numero di abitanti per deputato aumenterebbe da 96.006 a 151.210, mentre per i senatori crescerebbe da 188.424 a 302.420. Ridotto anche il numero dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero: dai 12 deputati attuali a 8 e da 7 senatori a solo 3.

Viene inoltre eliminata l’ambiguità sul numero massimo dei Senatori a Vita che il Presidente della Repubblica può nominare: in Senato non potranno mai sedere più di cinque Senatori a Vita.

Le disposizioni della riforma, se confermate dal referendum, entreranno in vigore dopo la fine della legislatura in corso, dopo cioè lo scioglimento delle attuali Camere.

Come funziona il referendum sul taglio dei parlamentari

Come da decreto del Presidente della Repubblica del 28 gennaio 2020, il quesito referendario su cui andremo a votare sarà il seguente:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – Serie generale – n° 240 del 12 ottobre 2019?”

Il referendum sarà confermativo: per approvare la riforma del taglio dei parlamentari, l’elettore dovrà rispondere SI; al contrario, se vuole bocciare la riforma, dovrà rispondere NO.

Possono votare tutti i cittadini italiani maggiorenni che alla data del referendum abbiano compiuto 18 anni d’età. Saranno necessari un documento d’identità valido e la tessera elettorale. In caso di infermità che non permette di lasciare la propria casa, si può fare domanda per il voto a domicilio presso il proprio Comune.

Il referendum confermativo non ha quorum, quindi il suo risultato sarà valido a prescindere dal numero di elettori che si presenteranno alle urne.

Le conseguenze del referendum sul taglio dei parlamentari

Se al referendum dovesse vincere il NO, allora la Costituzione non subirebbe alcuna modifica e la composizione delle Camere e il numero dei parlamentari rimarrebbero quelli di oggi anche per le prossime legislature.

Nel caso invece vincesse il SI, il cambiamento si avrebbe solo con le prossime elezioni politiche: le attuali Camere continuerebbero a lavorare fino al loro scioglimento, ma per la composizione del prossimo Parlamento (e dei successivi) si seguiranno la composizione e i numeri dettati dalla riforma.

Inoltre, nel caso di conferma, l’esecutivo sarà chiamato a presentare una nuova legge elettorale adatta alla nuova composizione del Parlamento e a studiare una nuova divisione dei seggi a livello territoriale.

Gli ultimi sondaggi di gennaio 2020 mostravano un forte consenso verso la riduzione del numero dei parlamentari, ma dobbiamo ricordarci anche che nel passato recente gli elettori italiani hanno sempre bocciato tramite referendum le proposte di modifica della Carta Costituzionale: nel 2006 con la revisione della parte II della Costituzione (riforma del Senato, potenziamento della Camera, elezione diretta del Primo Ministro) e nel 2016 con la riforma Renzi-Boschi (riduzione del numero dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto, revisione titolo V della parte II della Costituzione).

Per quanto il risultato possa apparire scontato, quindi, non è detto che la riforma venga approvata con una maggioranza così schiacciante.

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Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it

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