Perché visitare Porto, colorato gioiello del Portogallo del Nord

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visitare Porto
@independent.co.uk

Il Portogallo è la destinazione dell’anno: lo aveva affermato l’autorevole voce del giornale di viaggi Travel + Leisure, descrivendo con toni entusiasti la crescita degli arrivi internazionali e la dinamicità di questo piccolo ma splendido paese. E dato che era da tempo che mi ronzava nel cervello l’idea di tornare nel paese degli esploratori, ho colto al volo un’offerta da 40€ della Ryanair per Porto (sì, come il vino) e mi sono imbarcata in una nuova avventura!

I miei ricordi portoghesi risalivano a un viaggio a Lisbona di ormai 15 anni fa, passato sballottata da un pullman all’altro in preda a un febbrone da cavallo: nonostante la situazione avversa, non ho mai dimenticato i colori intensi di questo paese, gli straordinari palazzi ornati da bellissimi azulejos (piastrelle bianche e blu in ceramica decorate con motivi geometrici, floreali o figure) e in generale l’atmosfera di un paese vivace e incantato, quasi da favola.

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@Millán via VisualHunt.com | Torre dos Clerigos

E così ho convinto una mia amica a seguirmi in un’altra zingarata e siamo partite alla volta di Porto. Nonostante non fosse ancora marzo, una volta atterrate il freddo milanese che lasciavamo alle spalle sembrava un ricordo lontano: temperature miti già da primavera inoltrata: sole, sole e sole, un paradiso per una come me che depennerebbe l’inverno dal calendario! Ovviamente, la mia fedele e affezionata nuvoletta di Fantozzi non si è fatta attendere troppo e 3 giorni su 5 ha poi piovuto (ma io sarei capace di far piovere anche nel deserto, quindi non dateci troppo peso).

Meteorologia a parte, scoprite con me perché visitare Porto e lasciatevi incantare dalle sue case colorate, dalle barche che scorrono placide sul rio Douro e dai fiumi di vino che altrettanto placidamente scorrono dalla bottiglia al calice per poi sparire magicamente.

Che il Portogallo sia davvero un paese incantato?

1. Perché visitare Porto

1. Una meta low cost

Il primo e fondamentale dei miei “perché visitare Porto” è perché è una meta davvero low cost. Un motivo non da poco per noi viaggiatori incalliti e squattrinati, sempre in cerca di nuove destinazioni a portata di portafogli. Visitare la città portoghese non conviene solo per il biglietto aereo, grazie ai voli di “Santa Ryanair”, ma anche per il costo della vita locale.

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@NunoCardoso via VisualHunt.com | Francesinha especial

Ad esempio, resterete stupiti da quanto poco spenderete in cibo, che decidiate di fare la spesa al supermercato o di mangiare al ristorante (solitamente parola a me sconosciuta in viaggio). Da provare assolutamente il caldo verde e le altre ottime zuppe che in Portogallo si usano come antipasto, il bacalhau in una delle sue 365 versioni (una per ogni giorno dell’anno, dicono) e la bomba calorica che va sotto il nome di francesinha, un toast ripieno di carne e ricoperto di formaggio fuso, annegato poi in una saporitissima salsa alla birra (per i più audaci esiste anche la versione especial, con uovo fritto e patatine).

Per quanto riguarda gli alloggi, dai prezzi più che abbordabili, vi consiglio caldamente di cercare un appartamento che dà sul fiume: viste mozzafiato assicurate, sia di giorno che di notte!

2. L’incanto dell’architettura

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@Andurinha via VisualHunt.com | Il quartiere Ribeira

La bellezza di questa città, affacciata sul possente oceano Atlantico e attraversata dal fiume Douro, si respira davvero in ogni strada. Anche solo andando a zonzo per il centro storico, ne resterete sicuramente catturati. Un percorso alla scoperta di Porto non può che partire dal suo cuore pulsante, la Ribeira: questo quartiere di origine medievale, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si sviluppa su una collina che digrada nelle acque del Douro, su cui si specchiano coloratissime e pittoresche case con balconi in ferro battuto. La Ribeira è un quartiere ricco di ristoranti e locali ed è il punto di partenza dei battelli che fanno fare il giro del Douro, andata e ritorno fino alla foce del fiume. È la zona perfetta per passare un pomeriggio all’aria aperta, per ammirare i colori del tramonto e vedere a poco a poco accendersi le luci della città riflesse nelle acque scure del fiume.

Lasciando alle spalle Ribeira e addentrandoci nella parte nord di Porto, immancabili tappe sono la Igreja de São Francisco, monumentale chiesa gotica all’esterno e vero e proprio trionfo barocco di intarsi dorati all’interno, e la Sé do Porto, la maestosa cattedrale che troneggia dall’alto sulla città, con forme che ricordano quelle di una fortezza massiccia.

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@Arslua via VisualHunt.com | Cattedrale Sé do Porto

Proseguendo a nord lungo Avenida Dom Afonso Henriques raggiungerete poi la stazione centrale dei treni, São Bento, che riserva una straordinaria sorpresa al suo interno: pareti completamente decorate da oltre ventimila azulejos, straordinario esempio di integrazione di architettura e arti cosiddette “minori”. Alzando gli occhi verso il fregio di piastrelle colorate più in alto potrete ripercorrere la storia dei mezzi di trasporto fino all’avvento del treno, guidati dall’abilità tecnica e narrativa dell’artista portoghese Jorge Colaço. La fascia centrale e quella inferiore delle pareti sono invece interamente decorate da azulejos bianchi e blu che raffigurano importanti avvenimenti della storia del paese, come l’ingresso solenne in città di re João I e di Filippa di Lancaster, la conquista di Ceuta in Marocco da parte del principe Enrico il Navigatore e la Battaglia di Arcos de Valdevez.

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@Jaime.Silva via VisualHunt.com | Stazione Sao Bento

Risalendo poi verso ovest, si raggiunge la Torre dos Clerigos, monumento simbolo della città del XVII secolo. Solo circa 240 gradini in granito vi separano dalla sua cima, dai cui 75 metri di altezza si può abbracciare con lo sguardo tutta la città. E a pochi minuti a piedi dalla torre si trovano altre due chicche imperdibili: la Igreja do Carmo, con la facciata laterale destra completamente rivestiva di azulejos (che personalmente trovo stupendi, se non si fosse ancora capito), e in Rua das Carmelitas la Livraria Lello & Irmão, una delle più belle librerie al mondo, con interni in legno intarsiato, libri a perdita d’occhio e un maestoso scalone rosso centrale a onda. Per inciso, l’ingresso costa 4€, commutabile poi in buono sconto sull’acquisto di un libro, ma non mi sembra davvero il caso di lesinare di fronte a tutto questo splendore. E se vi dico che la Livraria Lello avrebbe ispirato alla Rowling le ambientazioni della libreria di Diagon Alley e di Hogwarts, ci credete che Porto è davvero magica?

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@loves.domusweb.it | Libreria Lello

3. Vino, vino e… l’ho già detto vino?

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@globeholidays.net

Ok, io non sono un’esperta, ma date a Cesare ciò che è di Cesare e a Porto ciò che è di Porto: il vino della valle del Douro lascia davvero senza parole! Non per niente, il Vinho do Porto è considerato uno dei migliori vini liquorosi in assoluto e scorre giù che è un piacere nonostante (o, forse, proprio per) la sua gradazione alcolica, che si aggira attorno al 20%.

Il Porto è prodotto solamente con uve della regione del Douro, riconosciuta nel 1756 appunto come suo territorio esclusivo di produzione. Dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2001, questa fertile e rigogliosa vallata divenne terra di coltivazione della vite nel I secolo a.C., durante la dominazione romana.

Non potendo disquisire con cognizione di causa sulle 7 tipologie diverse di Porto, vi consiglio di provarle direttamente tutte per scegliere la vostra preferita: dal quartiere Ribeira percorrete l’imponente ponte di ferro Dom Luís I per raggiungere la sponda sud del Douro, dove potrete degustare i vini nelle cantine che costellano l’area.

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@Guillenperez via VisualHunt.com | Cantina Sandeman

Calém, Sandeman, Ferreira, Graham’s, Offley, Burmester, Ramos Pinto, Taylor’s sono solo alcuni dei nomi dei produttori di Porto, nelle cui cantine potrete provare wine tasting e prendere parte a visite guidate alla scoperta della storia e della lavorazione di questo vero e proprio oro liquido.

4. Nel cuore di una regione bellissima

Ma la bellezza di Porto non resta confinata solo alla città stessa: è infatti la base perfetta per andare alla scoperta del Portogallo del Nord, in macchina o anche in treno, organizzando bene la tabella di marcia con gli orari delle linee in partenza dalla stazione di São Bento.

Nord: Guimarães e Braga

Visitabili entrambe in giornata, a Nord di Porto si trovano i paesi di Guimarães e Braga. Partiamo dall’incantevole cittadina di Guimarães, la culla del Portogallo stesso e dell’identità nazionale portoghese: qui nacque infatti Alfonso Henriques il Conquistatore, primo re di Portogallo (1139), che unì i territori dell’attuale paese sconfiggendo in battaglia sua madre Teresa, appoggiata dai sovrani spagnoli del regno di León, e i Mori a sud. Arrivando a Guimarães dalla stazione, raggiungete la chiesa di Nossa Senhora de Consolação e percorrete Largo República do Brasil, con le sue aiuole fiorite. Da lì, entrate poi nel centro storico, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, e attraversatelo verso nord alla volta del Palazzo dei Duchi di Bragança e del massiccio Castello, antica roccaforte costruita in cima al Monte Largo per difendere gli abitanti dalle orde dei Vichinghi da nord e dei Musulmani da sud. Se avete ancora tempo, consiglierei una passeggiata nel Parque da Penha, raggiungibile in funivia.

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@Kadege59 via Visual Hunt.com | Sanctuário de Bom Jesus do Monte a Braga

Se siete riusciti a condensare il tutto in mattinata come miracolosamente sono riuscita a fare io, spostatevi per il pomeriggio a Braga, importante insediamento romano che visse poi una vivace evoluzione storica nel corso dei secoli. Elegante città di chiese e di monasteri, il suo edificio più famoso è sicuramente il Sanctuário de Bom Jesus do Monte, con la sua incredibile scalinata barocca. Raggiungibile in bus, il Santuario si trova però a mezz’ora di tragitto dal cuore della città, quindi consiglierei prima di girovagare per il centro storico, da scoprirsi senza fretta, tra stradine pittoresche, negozi ed edifici antichi.

Est: la Valle del Douro

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@Porto Convention and Visitors Bureau via VisualHunt.com | Valle del Douro

A est di Porto si dispiega la valle del Douro in tutta la sua magnificenza. Da Porto, si può andare in esplorazione della vallata in auto, in treno, in barca o addirittura anche elicottero. Premesso che immagino che in elicottero la vista sia ancor più mozzafiato, per noi comuni mortali credo che il battello sia la soluzione migliore: esclusi i mesi invernali, vi sono delle navi che partono direttamente dal quartiere di Ribeira e che si inoltrano sempre più in questa valle incantata.

In qualunque modo decidiate di visitare la valle del Douro, bisogna dedicare un’intera giornata a quest’esperienza di scoperta quasi panica della natura. Il fiume si fa largo placidamente con mille dolci anse tra rigogliose colline terrazzate, ricoperte dai celebri vigneti dove si produce il Porto e costellate di pittoreschi paesini. Se capitate nel periodo giusto, diverse tenute agricole oltre alle degustazioni di vino offrono agli ospiti anche la possibilità di prender parte alla vendemmia!

Se avete tempo di visitare anche qualche paesino immerso nel verde, consiglierei Peso da Régua col suo famoso Museu do Douro e Lamego, celebre per la straordinaria scalinata di 700 gradini del santuario di Nossa Senhora dos Remedios, ricoperta dagli azulejos blu e bianchi che tanto ci piacciono.

Sud: Aveiro e Coimbra

Altra combo giornaliera difficile, ma fattibile, è Aveiro – Coimbra. A meno di un’ora di treno da Porto, il primo paese è noto come la Venezia portoghese: situato infatti tra l’oceano e la laguna, il centro della città si sviluppa attorno a pittoreschi canali che rimandano a quelli della Serenissima. Affascinanti edifici in stile Art Nouveau si affacciano sulle acque dei canali, su cui navigano i moliceros, tipiche imbarcazioni a mezzaluna variopinte usate un tempo per la raccolta delle alghe e oggi al servizio del turismo fluviale.

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@colegioweb.com.br

Proseguendo verso Sud, merita sicuramente una visita Coimbra, cittadina medievale arroccata su una collina e sede di una celebre e prestigiosa università, una delle più antiche d’Europa. Va da sé che anche l’Università di Coimbra è stata inserita dall’UNESCO nella lista del Patrimonio mondiale dell’umanità (farebbero prima a inserire il Portogallo in toto). Visitando il complesso universitario, scoprirete la Sala dos Capelos, dove si svolgono ancor oggi le cerimonie più importanti, la Capela de São Miguel, ornata da bellissimi azulejos e da un imponente organo barocco e la Biblioteca Joanina, tempio del sapere che custodisce oltre 300 mila volumi disposti su scaffali in legno intarsiato. Una piccola curiosità: i temibili insetti e parassiti della carta che danneggiano spesso irrimediabilmente i volumi antichi sono qui debellati dalla colonia di pipistrelli che ha eletto la Joanina a propria dimora. E ogni sera i custodi della biblioteca si adoperano per stendere teli su tavoli e scaffali, per proteggere i libri dagli escrementi di questi insoliti inquilini notturni…

Ovest: Foz do Douro

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@JAMoutinho via VisualHunt.com | Foz do Douro

Ritorniamo a Porto per concludere il nostro giro della rosa dei venti e prendiamo il bus 500 o il tram storico 1 verso la foce del Douro, per andare a respirare a pieni polmoni l’aria dell’oceano e sentirci come intrepidi esploratori che scrutano l’orizzonte. Il quartiere che si sviluppa attorno alla foce del fiume presenta un elegante lungomare e numerosi caffè e ristoranti con vista oceano, aperti sia di giorno sia di sera.

Da qui, la costa della città si estende a nord e a sud con decine di spiagge insignite della bandiera blu. Se anche non andaste in periodo balneare, non mancate di fare un salto al faro Molhe do Douro, massiccia struttura in calcestruzzo in grado di resistere all’urto delle potenti onde che si infrangono incessantemente sugli scogli. È il punto perfetto per ammirare il tramonto e il mare, ma accettate un consiglio dal cuore: se esistono dei cartelli con scritto “Perigo – Danger: Do not pass this point”, ci sarà un motivo. E il motivo è che, forse, andare a bucare onde alte 20 metri con un ombrellino scassato non è un’idea particolarmente brillante…

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Amante dell’arte, dei viaggi, dell’ultimate frisbee e del genere fantasy, cerca di guardare il mondo con lo sguardo limpido e curioso dei bambini, sulla scia di Bruno Munari: “Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare”.

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