Nba power ranking 2014/2015 (parte III)

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nba power ranking 2014/2015

Nba power ranking 2014/2015

FASCIA 4: BEST OF THE REST OF THE EAST

La concorrenza è abbastanza ridicola, quindi un posto ai Playoffs è assicurato.

MIAMI HEAT

La struttura, soprattutto in difesa, resta più che buona e con Bosh, Deng e Wade… ah, già, Wade. Stavolta non potrà riposarsi come nella stagione passata. Interessante vedere quanta autonomia gli è rimasta. Se in salute (tipo… ehm… The Artist Formerly Known As Danny Granger, che si è già rioperato al ginocchio) potrebbero anche fare vittime illustri, ma più ai Playoffs che in Regular Season. Se avete 10 minuti lettura consigliata: Lee Jenkins (SI) su Spoelstra.

ATLANTA HAWKS

Squadra che personalmente adoro, dal manico (Budenholzer, che negli anni da vice a San Antonio ha imparato da uno bravino) agli interpreti (Teague, Millsap, Korver, Horford). Manca una stella in grado di fare veramente la differenza in attacco, ma ci si accontenta e ci si diverte anche così.

WASHINGTON WIZARDS

Eccellente mix di solidità, esperienza e talento. Ditemi quanto cresceranno Wall e Beal e vi dirò se c’è spazio per sorprendere. Però c’è Randy Wittman, che si gioca con Kevin McHale e Scott Brooks il ben poco ambito titolo di peggior tattico tra gli allenatori che hanno per le mani materiale da Playoffs.

TORONTO RAPTORS

Ottimo gruppo, tanti giovani di buon livello, un Lowry nel contesto ideale per rendere, allenatore capace. Non sembrano esserci grossi margini per crescere ulteriormente, ma resta una squadra quadrata e che difficilmente fa regali alle avversarie.

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FASCIA 3: BEST OF THE REST OF THE WEST

La concorrenza è spietata, ma un posto ai Playoffs dovrebbe essere assicurato.

GOLDEN STATE WARRIORS

AAA cercasi talismano. O al limite anche una Stanza dello Spirito e del Tempo, un calderone di Panoramix, quello che vi pare, basta che possa preservare le caviglie di Steph Curry, le ginocchia e gli adduttori di Iguodala e soprattutto vari pezzi sparsi di Bogut, nella speranza che arrivino a maggio in salute. Il nuovo head coach Steve Kerr è chiamato a mantenere elevato il rendimento difensivo della squadra (non semplicissimo), migliorando la fluidità offensiva (tutt’altro che impossibile). I pezzi ci sono tutti, è solo che le probabilità che tutto funzioni al momento giusto sono relativamente basse.

DALLAS MAVERICKS

Un certo biondone tedesco doveva essere “finito” un paio di stagioni fa… ed invece ha messo in piedi un altro capolavoro, l’ennesimo della carriera. E, come se non fosse già abbastanza impossibile difendere contro di lui, pare stia anche lavorando per velocizzare il rilascio del tiro. Una di quelle cose cui puoi reagire solo con il più classico dei “eh ma così non vale…”, vedi Anthony Davis. Squadra rivoluzionata e ringiovanita, messa in mano a un grande e sottovalutato allenatore che ormai si è specializzato nel resuscitare le carriere dei propri giocatori. Chandler, Nelson e Felton i prossimi miracolati?

MEMPHIS GRIZZLIES

Senza l’infortunio di Marc Gasol avrebbero probabilmente avuto il fattore campo al primo turno degli scorsi Playoffs, riservato alle migliori quattro squadre della Conference. E sono andati a un paio di colpi da assoluti fuoriclasse di Durant e Westbrook dal mandare a casa i quotatissimi Thunder. La squadra è più o meno sempre la stessa, che mena, difende, difende, mena, mena, difende e difende. E mena. Anche in regular season, il che da un fastidio terribile a tutte le avversarie.

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FASCIA 2: PRETENDERS

Se va tutto -ma TUTTO TUTTO- bene potrebbero anche fare scherzi alle favorite.

CHICAGO BULLS

Che ve lo dico a fare? Derrick Rose.
Se sì, partono alla pari con Cleveland se non addirittura davanti, per chimica di squadra e solidità difensiva.
Se no, finiscono nel gruppone della fascia 4.
Eccellenti le mosse estive, con gli arrivi di Gasol e McDermott su tutti, ma devono essere messi nelle condizioni ideali per rendere.

LOS ANGELES CLIPPERS

Risolte le questioni extracestistiche, ci si può concentrare sul campo. Nel “tutto tutto bene” di cui sopra rientrano le condizioni fisiche di Chris Paul, che ormai da anni arriva ai Playoffs tenuto insieme con cerotti e bendaggi vari. E probabilmente serve che Griffin (eccellente nella scorsa stagione) e Jordan (molto positivo) facciano un ulteriore salto di qualità. Sono sempre i Clippers, ma stavolta è impossibile sminuirli per il logo stampato sulla maglia.

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FASCIA 1: CONTENDERS

Se a giugno il Commissioner Adam Silver consegnasse il titolo ad una delle altre 27 squadre sarei davvero sorpreso.
Ce la si gioca qui.

SAN ANTONIO SPURS

I campioni uscenti, con lo stesso identico gruppo dello scorso anno. Più Ettore Messina e Becky Hammon. Prima o poi l’anagrafe presenterà il conto, ma sono ormai 5 anni che si dice “vecchi, (cit. di un illustre collega) sarà questa la stagione in cui inizia l’inesorabile declino” e… e quindi facciamo che per il conto se ne riparla poi, dopo la frutta. L’impressione che siano a malapena ai formaggi, quelli che invecchiando migliorano, come un certo ex-nuotatore Caraibico.

OKLAHOMA CITY THUNDER

Un po’ di fretta c’è, dettata non certo dall’età media del gruppo, ma dalla prossimità delle scadenze dei contratti di Durant e Westbrook. Improbabile che i due scelgano altre destinazioni, ma direi che l’ultima offseason (vedi sotto) ha insegnato che è lecito avere sempre qualche dubbio. Ultima chiamata per Scott Brooks, o vince o salta. Così a spanne ci sarebbe da scommettere sulla seconda ipotesi, ma la squadra ha tanto di quel talento tecnico e atletico che potrebbe anche vincere NONOSTANTE il proprio allenatore. In fondo Derek Fisher allena i Knicks, non sarà possibile lasciarlo nuovamente in campo per gli ultimi 21 minuti della partita più importante della stagione…

CLEVELAND CAVALIERS

Impossibile non metterli in prima fascia, almeno per il semplice motivo che qualcuno dovrà pur vincere la Eastern Conference. Offensivamente faranno spavento, da subito. Dietro… c’è da lavorare. L’impressione è che la mancanza di un rim-protector, cioè un lungo verticale che offra intimidazione, sia destinata a farsi sentire, non a caso il GM Griffin si sta muovendo per ovviare, ora o tra una stagione. Ma il resto, tutto il resto, può essere top class da quasi subito.
Curiosità per Blatt, primo allenatore “international”. È un fenomeno, ma potrebbe servirgli del tempo.

Immagini| New York Times| Si.com| Philly.com| Scoutingcenter.net

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Nella vita reale faccio cose e vedo gente, basta che ci sia lo sport di mezzo. In quella virtuale non dormo per star dietro al basket NBA. Ogni domenica sera mi chiudo in ripostiglio con cuffie e pc, lo chiamano podcasting, a me continua a sembrare un grave disturbo di personalità.

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