Migranti, il tariffario della vergogna

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Migranti, il tariffario della vergogna

Se vuoi il salvagente devi pagarlo a parte, 200 dollari

Un articolo di Alessandra Ziniti su Repubblica di oggi ha rivelato ciò che tanti tra i cooperanti e gli addetti ai lavori conoscono: il lucro sulla tratta dei migranti, il tariffario della vergogna. Le uniche vittime di quella che è una vera e propria estorsione e detenzione sono i migranti, maltrattati sin dalla partenza e accolti come ingombro da un’Europa tutt’altro che solidale, dove in questo periodo storico di crisi sono i Farage e le Le Pen a fare la voce grossa.

Oltre alle migliaia di dollari per una tratta che in molti casi li condurrà alla morte, i migranti devono pagare per avere un po’ d’acqua, un tozzo di pane o una scatoletta di tonno. Devono pagare profumatamente per poter fare una chiamata o per scegliere il posto nel barcone della morte.

Approfittando di Mare Nostrum, i trafficanti di uomini guadagnano fino a 1 milione di euro per portare le carrette (divise in prima, seconda e terza classe) in acque libiche, dove poi vengono mollate al loro destino, spesso tragico.

Migranti, il tariffario della vergogna: salvagente, acqua, pane, telefono

Spesso ormai non sono più neanche i criminali che gestiscono le tratte, ma dei pescatori con qualche nozione marittima che vorrebbero partire e a cui vengono promessi 1500 dollari per “accompagnare” i migranti. Così racconta Karim El Hamdi, il primo scafista “pentito” che, vistosi scoperto dal nucleo della squadra mobile di Ragusa, ha deciso di vuotare il sacco e ricostruisce il terrificante panorama degli optional: 200 dollari per un salvagente, compresi donne incinte e bambini, altrimenti niente.

Solitamente, racconta Karim, sono i siriani che possono permettersi di elargire un extra, pagando fino a 2.500 euro, così da scegliere i posti migliori e magari cercando di ottenere uno “sconto famiglia”. Questi sono i “fortunati”, per gli altri ogni angolo è buono, anche in piedi per giorni o sottocoperta, con il rischio che il barcone si rovesci. 200 o 300 euro è anche il prezzo di un satellitare, che viene proposto ai partenti sempre dai trafficanti.

È difficile immaginare cosa possa significare per una persona in fuga da una guerra, trovarsi continuamente a pagare per non essere abbandonati in mezzo al deserto o in mezzo al mare: i migranti in fuga non hanno nessuna protezione e sono costretti a pagare 3 o 4 volte all’interno dello stesso viaggio.

Nella traversata per avere un po’ di acqua o del cibo si arriva a pagare fino a 150/200 euro altrimenti, altrimenti si viene lasciati in balia della sete e della fame. Il racket non si ferma qui: nel “tariffario” compare anche la possibilità del trasporto una volta fuggiti dai campi di accoglienza. Per trasportare un minore senza genitori la famiglia arriva a pagare sino a 1500 euro, nella speranza che il piccolo arrivi sano e salvo, trovi un lavoro e inizi a mandare i soldi a casa.

Immagini| Daily Mail

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Le materie che lo hanno sempre affascinato di più sono la filosofia e la semiotica. Prova a prendersi cura della comunità di Le Nius, in pratica delle relazioni con le persone. Formatore nelle scuole. Per lavoro si occupa di strategie digitali. davide@lenius.it

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