Matrimonio nerd, 10 domande a Claudia e Marco

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matrimonio nerd

Da bambino non sapevo niente dell’amore, e questo non è cambiato tanto. Sapevo però di essere innamorato dell’Infanta Imperatrice. Amavo anche Mariel, l’amica umana di Memole, ma lei, almeno fino a quando non ho visto Chi  ha incastrato Roger Rabbit?, mi pareva meno raggiungibile.

Entrambe diafane e in fin di vita, nel pieno rispetto del loro ruolo di principesse: una storia di lunga durata non era probabile né con l’Infanta né con la Mariel, afflitte da mali senza nome e senza rimedio. Ma non m’importava, l’amore ha la meglio su tutto. Yuk.

Intendiamoci, non è che guardassi La Storia Infinita con il cravattino e un mazzetto di margherite strette nella mano sudaticcia, però mi dicevo che Bastian una cosa sapeva fare: leggere.

E io a leggere ero bravissimo.

Leggevo di tutto, dappertutto, e neanche questo è cambiato tanto. Mi son chiesto se le letture (e quali) abbiano condizionato certe scelte, e ho invidiato l’apparente impassibilità con cui Federico Vergari qualche mese fa ha snocciolato i fumetti che gli hanno cambiato la vita. A me i fumetti hanno cambiato la vita? E i romanzi di fantascienza? E le storie d’amore?

Suppongo che le storie d’amore che ci hanno appassionato arredino il nostro immaginario di elementi fantastici. Elementi che poi condizionano la nostra percezione del reale, i nostri sogni e i desideri. Mi ha sempre colpito come la morte di un personaggio famoso, Robin Williams per esempio, affligga di più della morte di un vicino di casa. Del mio vicino di casa, per esempio. Chi abita la nostra vita interiore sono persone, ma anche personaggi.

matrimonio-nerdDa giovane adulto non so niente dell’amore, ma so che Claudia e Marco vogliono sposarsi. Si dicono nerd e cercano sponsor (o donazioni attraverso il crowdfunding) per convolare a nozze il prossimo settembre. Il #matrimonionerd. Non sono miei amici, e mi piace dare voce alla loro storia. Mi piace provare ad essergli utile.

In questo caso film, libri, giochi, videogiochi, fumetti hanno cambiato eccome le loro vite: hanno permesso loro di conoscersi. Li aiuteranno anche a sposarsi?

10 domande per un matrimonio nerd

Ciao Claudia, ciao Marco. Rivelo subito le mie carte: faccio il tifo per voi.

Ciao, Paolo. Grazie di cuore, non sai quanto sia importante per noi il sostegno di persone come te!

1. La prima domanda si fa da sola: chi siete?

Claudia: Dark e Daka, alias Marco e Claudia: una coppia di nerd. Veneto di 30 anni lui, toscana di 27 anni io, conosciuti grazie ai giochi di ruolo online, che a settembre diverremo marito e moglie, e potremo celebrare il momento anche grazie all’aiuto degli sponsor che troviamo.

2. L’uomo della strada (o la donna, ma suona meno chic) crede che essere nerd sia una sorta di iettatura. Io non ho niente contro l’uomo della strada, anzi. Ci raccontate cosa significa per voi “essere nerd”?

C: Quando ci pongono questa domanda rispondiamo sempre volentieri citando Wil Wheaton:

Non si tratta di ciò che ami, ma di come lo ami. […] Il modo in cui lo ami e il modo in cui trovi altri che lo amano allo stesso modo è ciò che rende splendido l’essere nerd.

Troviamo entrambi bellissime queste parole, e ci rispecchiamo in esse più che in qualunque altra definizione della nerditudine: si tratta di un modo di rapportarsi a sé stessi, ai propri interessi e agli altri, senza vergogna per l’entusiasmo puerile che ci mettiamo. Riconoscere a colpo d’occhio un altro che condivide le nostre stesse passioni e sentirsi subito a casa parlando con lui ci sembra tutto tranne che una iettatura!

3. E in effetti per me è stato così quando ci siamo sentiti per la prima volta. Ciò che gira di più sul web riguardo il vostro matrimonio nerd comincia così: “Sono le 4 di notte quando Marco sveglia Claudia”. Lo avete fatto un sacco di volte, I know, ma la raccontate anche a Le Nius?

Marco: Di solito lo racconta Claudia, ma stavolta sentirete questa storia dal mio punto di vista.

matrimonio nerdEra tarda notte. Lei dormiva beata nel mio letto ed io stavo giustamente scacciando l’ansia della proposta annegando il tutto – molto probabilmente – con un po’ di sano retrogaming. Tutto era già pronto in una chiavetta USB… ho svegliato la bella addormentata e – beccandomi giustamente un’occhiataccia da questo è impazzito– le ho chiesto/imposto di provare un videogame vecchio stile. Ignorava, insomma, il fatto che quel GdR 2D stile inizio anni ’90 fosse stato da me creato. Meno che meno si sarebbe aspettata la dichiarazione finale contenuta in quel brevissimo videogame, accompagnata dalla contestuale consegna dell’anello IRL.

4. Curiosità nerd: ma il videogioco come funzionava, che storia era?

M: Si trattava di una creazione fatta con RPG Maker, programma che forse i più smanettoni di voi conosceranno. Si tratta di un applicativo che permette – con un minimo di impegno – di creare un GdR stile Final Fantasy old school.

La breve storia trattava di due nostri alter ego in un mondo fantasy non meglio specificato. C’era fermento da parte di entrambi per un’imminente partenza verso destinazioni e quest misteriose (azzeccato con il matrimonio, in fondo, no?), un sacco di vespe assassine (che a momenti hanno rischiato di ammazzarla, cosa che non avevo previsto…) e, al termine, la proposta di matrimonio con annessa rottura della quarta parete con il mio alter ego che – rivolgendosi a Claudia e non più al suo personaggio – le faceva la fatidica proposta.

5. Forse oggi saremmo a raccontare un’altra storia se le api assassine avessero avuto la meglio su Daka. Nella mia biografia ho visto coppie andare in crisi per un sospetto, pure legittimo, a Lupus in Tabula, ed altre non spararsi a Bang! in nome dell’amore. Voi che coppia di giocatori siete? Competitivi?

C: Il gioco è una cosa seria! Ossimori a parte, non potremmo mai guastare lo spirito alla base del giocare insieme, il confrontarsi su un tabellone o da dietro un mazzo di carte, con favoritismi e concessioni… In amore “tutti per uno, uno per tutti”, ma in gioco “che vinca il migliore”. Io, in particolare, sono piuttosto competitiva, mentre Marco è un freddo calcolatore.

6. Quali sono il vostro videogioco e boardgame che preferite fare insieme?

matrimonio-nerdM: Sono troppi e dipendono molto dal mood del momento, ma a bruciapelo rispondiamo rispettivamente League of Legends e BANG! con amici e parenti, ovviamente: chi lo conosce sa che è un gran gioco da fare in gruppo.

C: Tra l’altro Emiliano Sciarra, creatore del gioco, sarà uno degli sponsor del nostro matrimonio e ne siamo molto fieri. BANG! è stato il primo regalo che ho fatto a Marco quando siamo diventati amici.

7. Visto che esprimere un’opinione in merito rientra nelle skills della vostra (nostra) categoria, cosa pensate della trilogia jacksoniana de Lo Hobbit?

M: A me non è dispiaciuta, ma non ho letto il libro.

C: Io, da fedele tolkieniana non ho perdonato al regista neozelandese lo scempio fatto del piccolo, perfetto capolavoro letterario. Per fortuna che il fantasy non è l’unica dimensione del nostro essere nerd!

8. Qual è la storia d’amore tratta da libri, fumetti, film o videogiochi che sta più a cuore a ciascuno di voi? Quella tra Mariel e Oscar non vale.

C: Domanda impegnativa… Romantica come sono, ho vissuto con trasporto praticamente ogni storia d’amore vista, letto o giocata sin da quando ero bambina; una delle prime, e forse per questo quella a cui più sono affezionata, è l’insolita relazione tra la determinata Jaheira e il balbettante, goffo Khalid del videogame Baldur’s Gate.

M: Anche la storia d’amore che è rimasta più impressa a me proviene da un videogioco: quella tra Bastila e il protagonista maschile di Knights of the Old Republic.

9. Non l’ho giocato. E se vi chiedessi quali sono ad oggi la sorpresa più positiva e la maggiore delusione dall’inizio della vostra campagna?

C: Quando ci siamo lanciati nel progetto “#matrimonionerd sponsorizzato” non ci saremmo aspettati tutto l’entusiasmo e il sostegno della popolazione nerd che invece riceviamo costantemente, prevalentemente su Internet: persone come te, Paolo, che hanno qualcosa in comune con noi e che “parlano la nostra lingua”. A tutti loro, per l’aiuto, per aver diffuso il nostro appello o anche solo per gli auguri che ci hanno fatto in questi mesi non smetteremo mai di dire grazie! Così come ai nostri sponsor, ciascuno di loro una splendida sorpresa lungo il cammino intrapreso.

Una cosa che invece avremmo dovuto aspettarci ma che ci ha colti più impreparati di quel che avremmo pensato è stata l’indifferenza della parte più tradizionalista delle nostre famiglie e conoscenze… Ma non biasimiamo nessuno: sappiamo bene quanto bizzarro possa apparire tutto questo.

10. Facciamo, e ve lo auguro davvero, che tra sponsor e crowdfunding riusciate a trovare tutti i fondi di cui abbisogniate e anche di più. Mi descrivete come sarà allora il vostro matrimonio nerd?

C: Grazie per l’augurio, anche se noi saremmo contenti già solo racimolando la metà di quello che abbiamo preventivato. Sin dal primo momento abbiamo entrambi saputo che sarebbe stato un matrimonio nerd, e le idee si sono nel tempo moltiplicate e accavallate, tanto che ad oggi facciamo fatica a distinguere ciò che realmente potremo concretizzare dal mero, squisito fantasticare.

Quando pensiamo a quel giorno, vediamo cosplay, tableau de mariage a tema videoludico, D-20 come bomboniere, schermi e console, mappe e stendardi… Ma mancano ancora sette mesi, e chi può sapere quali spunti e proposte ci verranno dai nostri attuali e futuri sponsor da qui al fatidico sì? Noi non mettiamo limiti alla fantasia!

1. Costo zero: condividi la loro storia sui social con l’hashtag #matrimonionerd

2. Costo zero: metti il like sulla pagina FacebookDarkDaka Diperdi

3. Costo zero: seguili sul blog Di per Di

4. Costo zero: conosci aziende, negozi, società che potrebbero essere interessate a far loro da sponsor? Segnalaglielo via mail

5. Costo 5 € (o quanto vuoi): partecipa al crowdfunding su kapipal per il #matrimonionerd e il tuo nome sarà sull’aisle runner della cerimonia

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Milanese milanista, per Le Nius redattore e formatore. Comunica per Fondazione Arché, blogga per Vita.it. Persegue la semplicità e, nel cammino, interroga il suo tempo. Ha sempre da imparare. paolo@lenius.it

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