Mahjong: storia, diffusione e regole di un passatempo originale

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Mahjong tessere
@behinddreaming via VisualHunt.com

Alzi la mano chi non ha mai sentito nominare il Mahjong, o chi perlomeno non si è imbattuto in qualche banner di questo gioco su un sito internet. Ora, alzi la mano chi non ha mai immaginato, d’istinto e prima di un eventuale approfondimento, che si trattasse di un’attività simile al domino, solo in una versione “orientaleggiante”: dopotutto ci sono un sacco di tessere decorate con simboli, no?

Ebbene, sappiate che ciò di cui stiamo parlando è uno dei giochi più diffusi al mondo, che è più vicino alla Scala 40 che al domino e che esiste addirittura una Federazione Italiana Mahjong. Ma andiamo con ordine.

Pocket Nius: da sapere in breve

1. Il Mahjong è un passatempo nato in Cina nell’Ottocento e diffuso, con regole diverse, in tutto il mondo.

2. Scopo del gioco originale è combinare le proprie tessere formando coppie, tris, poker e scale.

3. In Italia il Mahjong è regolamentato dalla Federazione Italiana Mah Jong, nata a Ravenna nel 1987.

4. Il Mahjong in solitario è una versione molto semplificata del gioco in cui si combinano coppie di tessere uguali.

5. Siti web come Mahjong.it permettono di giocare a Mahjong gratuitamente e provando diverse varianti.

Mahjong, una breve storia

Mahjong origini
@lizbukchoy via VisualHunt.com

Le origini del Mahjong sono da ricercare nella Cina del diciannovesimo secolo, dove il gioco sarebbe nato come derivazione da altri passatempo basati sulle carte e dal domino. Se si vuole ignorare la leggenda che attribuisce l’invenzione addirittura a Confucio, il Mahjong potrebbe essere stato creato da ufficiali dell’esercito cinese, da un nobile di Shanghai o da due fratelli di Ningbo, sempre intorno a metà Ottocento. In realtà, i simboli classici del gioco compaiono anche su carte molto più antiche, ma è la versione attuale su tessere (un tempo d’avorio, oggi in plastica) a essersi diffusa a livello globale.

Sul finire del secolo la fama del gioco superò i confini cinesi e conquistò gli Stati Uniti e il resto del mondo. In America cominciò tutto con articoli che descrivevano il Mahjong e le sue regole, non prive di modifiche, semplificazioni e imprecisioni tali da far nascere una vera e propria variante americana del gioco. Sull’onda dell’interesse suscitato da questi testi il Mahjong divenne di moda, specialmente tra le donne, diffondendosi al punto da vedere la nascita, nel 1937, della National Mah Jongg League (la versione americana aggiunge una “g” al nome originale) e di un regolamento ufficiale.

In Italia il Mahjong arrivò negli anni Venti. Nei grandi porti nazionali non era infrequente trovare venditori cinesi che ci giocavano. In particolare, il ravennate Michele Valvassori, incuriosito, fece produrre la prima versione italiana del gioco, che conquistò Ravenna – ancora oggi principale zona di riferimento per il Mahjong nazionale – e non solo. Sempre a Ravenna nacque, nel 1987, la Federazione Italiana Mah Jong. Nell’epoca dei computer e di internet, naturalmente, il gioco ha avuto una vastissima diffusione digitale, con siti dedicati in cui è possibile cimentarvisi.

Mahjong, regole fondamentali

Parlando di regole del Mahjong bisogna fare alcune precisazioni. La prima è che non esiste un regolamento unificato a livello mondiale, bensì diverse interpretazioni che si differenziano, in misura più o meno rilevante, dall’originale cinese: si va dal Mahjong giapponese a quello di Hong Kong, da quello americano a quello occidentale, fino a due versioni italiane, una tradizionale e una ufficiale definita dalla Federazione. La seconda distinzione è tra il Mahjong “vero” e la sua versione semplificata (in solitario), quest’ultima più facilmente accessibile su internet.

In linea generale, senza entrare in eccessivi dettagli – per i quali, per chiunque volesse approfondire, consigliamo il regolamento ufficiale italiano – il Mahjong classico prevede una dotazione di 144 tessere con simboli, numeri e semi diversi e due dadi. Il gruppo di gioco si compone di quattro giocatori. Le tessere, disposte inizialmente a faccia coperta su quattro file alte 2 e lunghe 18, vengono posizionate al centro di un tavolo a formare un quadrato definito “muraglia”.

Mahjong come si gioca
@yui* via VisualHunt.com

I giocatori, che prendono il nome dei punti cardinali, secondo un ordine sancito aleatoriamente pescano ognuno 13 tessere, fatta eccezione per Est che ne pesca 14, e le dispongono davanti a sé tenendole nascoste agli altri. Scopo del gioco è combinare le tessere formando coppie, tris, scale ed eventualmente poker. A ogni turno una tessera viene pescata dal mezzo e usata per una combinazione, scartandone un’altra che non serve, oppure scartata essa stessa. La manche finisce quando qualcuno realizza MahJong impegnando tutte le proprie tessere, ad esempio con quattro tris e una coppia.

Ogni partita prevede quattro turni da quattro manche ciascuno e il vincitore è colui che ha realizzato più punti, indipendentemente dal numero di manche vinte. I punti si calcolano sia partendo dalle combinazioni realizzate, che applicando diversi bonus e raddoppi. Va da sé che vincere una manche comporta un maggior numero di moltiplicatori applicabili ai punti realizzati, i cosiddetti punti di chiusura e raddoppi di chiusura.

Il Mahjong in solitario

Mahjong solitario
@blogtecnia.net

Il Mahjong in solitario non è che una versione semplificata del Mahjong classico, che ben si adatta alla fruizione in rete. Le tessere non sono disposte a muraglia, ma in una sorta di piramide, e lo scopo è formare coppie di simboli uguali fino ad esaurirle tutte, un po’ come un Memory a carte scoperte.

Il limite sta nella possibilità di accoppiare solo tessere che siano scoperte e che abbiano almeno un lato lungo libero (destra e/o sinistra). Finite tutte le sere, il solitario è completato. Si tratta di un passatempo gradevole e immediato per cui potete trovare infinite varianti su siti come Mahjong.it.

Mahjong, l’alternativa suggestiva

Ottima alternativa a giochi più noti e diffusi, il Mahjong si presta bene a un approfondimento in entrambe le sue versioni, per veloci partite online o per stupire gli amici con un’attività nuova e suggestiva. I disegni delle tessere e i nomi dei semi e delle fasi di gioco hanno infatti un sapore tutto orientaleggiante, che non può non colpire chi è abituato a carichi di coppe o poker d’assi. La prossima serata in compagnia, insomma, potrebbe essere scandita dall’entusiastico grido “Mahjong!”.

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Classe '85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura (ho pubblicato cinque romanzi) ed i videogiochi, non disprezzo fumetti, calcio, cinema e cucina. Eterno bambino, amo la vita e credo che sia troppo breve per non interessarsi a... tutto!

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