Mai fidarsi del carbone2 min read

4 Febbraio 2022 Ambiente -

Mai fidarsi del carbone2 min read

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La macchina sognante è una rivista trimestrale online fondata da un gruppo di scrittori e poeti. La redazione di Le Nius sceglie un articolo per ogni numero e lo pubblica. Questo articolo è uscito sul numero 23 della rivista ed è scritto da Sergio Sichenze. Qui tutti gli articoli scelti da La Macchina Sognante.

carbone
Photo by Chris LeBoutillier on Unsplash

Il carbone, la fonte energetica primaria che consentì l’ascesa inarrestabile dell’industrializzazione moderna, è ritornato in auge alla Conferenza delle parti sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite di Glasgow: Cop 26.

Il nero combustibile fossile, nonostante la sbandierata e propugnata transizione ecologica, ha proseguito indisturbato il suo necroforo lavoro d’infallibile killer, lasciando una scia di morti a causa del suo elevato potere di inquinante atmosferico, in quanto, a seguito della sua combustione, miliardi di sottili particelle carboniose, definite particolato sospeso (particulate matter o PM), vengono inalate, provocando danni soprattutto a carico del sistema respiratorio.

La lunga carriera del carbone non fu interrotta nemmeno nel 1952. Un evento catastrofico, passato alla storia come il Grande smog di Londra, provocò una vera e propria strage (12 mila decessi in pochi giorni, e oltre 100 mila nel tempo, per le conseguenze di tale accidente).

Tra il 5 e il 9 dicembre, uno strato di aria calda superiore intrappolò al suolo aria fredda stagnante, generando una completa assenza di ventilazione e impedendo qualsiasi ricambio atmosferico. Le rigide temperature spinsero i londinesi ad aumentare il consumo di carbone per il riscaldamento domestico, producendo in tal modo un’enorme quantità di smog che si andò a sommare a quello già abbondantemente prodotto dalle ciminiere industriali.

La conferenza di Glasgow, città la cui etimologia viene fatta risalire a “Piccola Valle Verde” (che coincidenza!), che si è tenuta dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, aveva in agenda molteplici temi negoziali da concludere, con un “Patto per il clima” che ne ha rappresentato l’atto finale.

Gli asettici numeri parlano di 39.509 i partecipanti registrati provenienti da 197 paesi. Quelli che afferivano agli Stati sono stati 21.695, mentre le organizzazioni non governative contavano 11.734 persone. Per la stampa, sono stati 3.781 gli accrediti rilasciati.

Questo imponente schieramento cosa ha prodotto? e soprattutto cosa c’entra il carbone? Presto detto.

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