LeBron James, Belinelli e la stagione NBA che verrà

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LeBron James, Belinelli e la stagione NBA che verrà

Quando mi hanno detto di preparare qualcosa sulla NBA, la scelta di LeBron James e tutto il resto accaduto in questa appassionante free agency, ho subito pensato di sfruttare le mie conoscenze. In pratica, ho chiesto alle persone con cui più mi confronto sul tema, di partecipare alla ormai classica intervista-chat di LeNius, trasformando una serie di curiosità in un vero e proprio articolo.

Dario Vismara, Lorenzo Neri aka TheBro e Fabrizio “Fazz” Gilardi* hanno risposto a tutto. Ma proprio tutto. Se non li conoscete, saprete tutto di questi ragazzi leggendo le loro biografie in fondo al pezzo, ma potete fidarvi che son tra i più competenti conoscitori di basket americano che abbiamo in Italia.

L’intervista – se così possiamo chiamarla – si è subito trasformata in una chiacchierata informale. Di certo, dopo averla letta, ne saprete molto di più sul mondo NBA.

 

Dato che il pubblico di LeNius non è così NBA addicted, chi ci spiega in breve cos’è la free agency?

Dario Vismara: Fazz, roba per te. Istruisci le masse.

Lorenzo Neri: è un #askFazz grosso come una casa.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Ecco, figuriamoci. La free agency è a tutti gli effetti l’inizio della nuova stagione NBA. Si tiene a partire dalla seconda settimana di luglio ed è la principale finestra di mercato. I free agents sono i giocatori senza contratto. Se devo approfondire, posso metterci altri due giorni.

Sintetico il giusto. Era una free agency molto attesa. Iniziamo a parlare dalla cosa più importante. LeBron James torna ai Cavs. Perché? E, soprattutto, ha fatto bene?

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: #CiaoDario

Dario Vismara:  Il perché direi che è spiegato più che bene nella lettera che ha scritto su Sports Illustrated con Lee Jenkins.  Il basket c’entra, certo, ma dietro al suo ritorno ci sono molte altre componenti, economiche, sociologiche e semplicemente umane. Se parliamo solo di basket, però, l’idea che mi sono fatto io è che a Miami non poteva fare più di quello che aveva già fatto, e anche vincere un altro titolo lì non avrebbe avuto il gusto di vincerne uno, il primo di sempre, a Cleveland, nel suo Stato natale.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Ecco, questo è un punto di vista interessante. Personalmente ero convinto che gli stimoli dati dal “not 5, not 6, not 7…” avrebbero reso Miami la candidata principale. Si era complicato la vita da solo, certamente. Però credevo che sperasse davvero di vincere tanto a Miami. Invece…

Lorenzo Neri: A mio modo di vedere è una scelta comprensibile. Cleveland fino a poco tempo fa (diciamo due mesi fa) era una squadra che non aveva possibilità di concorrere a LeBron. Gilbert e lo staff dirigenziale si sono mossi molto male finché non è arrivato David Griffin che ha fatto mosse ingegnose, togliendo contratti inutili come quello di Jack, ed ha avuto fortuna, con l’ennesima prima scelta assoluta. Un  Irving appena rinnovato e una squadra che con il suo innesto poteva diventare da corsa, vicino a casa sua, ecc…

Se Miami avesse vinto il titolo nel 2014, sarebbe andata a finire allo stesso modo?

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Difficile saperlo. Davvero, non ne ho idea. Nessuno lascia da vincitore. Ma lui con questa scelta ha dimostrato di essere un po’ diverso dagli altri. Possibile sarebbe stato il primo anche in caso di vittoria.

Restiamo a Cleveland (#ciaoDario) che è passata nel giro di due mesi dalla lottery a contender. Meglio prendere subito Love o crescersi in casa Wiggins?

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Eh però ci vuoi male. Domanda assassina.

Dario Vismara:  è una decisione talmente difficile che sono ben felice di non doverla fare.

Lorenzo Neri: Sto con Wiggins. Love è sicuramente un miglior giocatore al momento ed uno che potrebbe far fare il salto di qualità a Cleveland per vincere la Eastern in scioltezza. Ma dopo la Eastern?

Dario Vismara: Io, personalmente, terrei Wiggins e cercherei di prendere Love più in là, verso la deadline. Ma capisco che potrebbe non essere più disponibile, e capisco anche che se hai LeBron dall’altro capo del telefono che dice “voglio lui”, devi andare a prenderlo.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Pro Love: è sicuramente giocatore più pronto dei giovani di Cleveland, ed è probabilmente un attaccante migliore di quanto Wiggins possa diventare in tempi ragionevolmente brevi (3-4 anni, il “prime” di LeBron).

Lorenzo Neri: Non credo che comunque abbiano le qualità per arrivare al titolo sin da subito ed anzi credo che Wiggins nell’arco di un anno, e forse prima, possa dare un equilibrio pazzesco nel backcourt a livello difensivo ma anche come “taratura” atletica di una squadra. E non sottovaluterei la crescita accanto ad un santone come David Blatt ma anche a fianco di due discreti distributori come LeBron e Kyrie.

Dario Vismara: (Ovviamente prenderei Love alla deadline senza dare via Wiggins, ma cercando di mettere in mostra un po’ Waiters e Bennett per far girare l’offerta attorno a loro due).

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: (Auguri).

Restiamo ad Est. Anthony e Bosh son rimasti a NY e Miami. Gasol è arrivato ai Bulls. Gran parte delle prime scelte son rimaste da questa parte. Cresce un po’ il livello, come cambiano gli equilibri?

Lorenzo Neri: Il livello dell’altra Conference rimane inarrivabile. Intendo come distribuzione di talento.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Assolutamente inarrivabile.

Dario Vismara: Eastern sucks.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: L’ovest è livellato in alto, altissimo. Con 2-3 corazzate ed almeno altre 5 squadre di enorme caratura.

Dario Vismara: Diciamo che almeno 10 squadre dell’est non potrebbero neanche pensare di andare ai playoff a ovest.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: L’est è livellato, ma un po’ più in basso. Al momento è difficile individuare i valori. Senza i Big 3 di Miami e con Indiana che… boh. Manca una chiara favorita. Forse i Cavs, forse i Bulls, forse comunque Pacers e Heat.

Lorenzo Neri: Da una parte sai già quali sono quelle 2-3 squadre che troverai alla fase finale e che percorso faranno. Dall’altra non ci provi neanche a fare pronostici a questo punto della stagione, ma neanche all’inizio dei play-off!

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Davvero, per me anche l’est è apertissimo. Washington e Toronto possono essere noiosissime. Poi certo, “di là” manco si qualificherebbero.

Dario Vismara: Ad ovest direi che non si scappa da San Antonio-OKC-Clippers per la top3. È da lì in poi che è tonnara vera.

Lorenzo Neri: Washington e Toronto noiose, ma non al livello da andare ad impensierire una Cleveland ed una Miami, o una Chicago con Rose, a mio modo di vedere. E insieme a Washington e Toronto ci metto pure Indiana, che secondo me cala, non per la partenza di Stephenson, ma un po’ per tutto.

Dario Vismara: Per me la più noiosa di tutte rimane Miami, vi dirò. Io una serie contro Spoelstra da underdog non la vorrei mai fare.

Dato che ci siamo, anche se è prestissimo, possibili squadre rivelazione e possibili flop in entrambe le conference?

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Rivelazioni? Atlanta e Dallas. Flop? Brooklyn e Portland, temo.

Dario Vismara: Rivelazioni: Washington e NOLA. Delusioni: newyorkesi di default, e temo Memphis che non ringiovanisce mai. Giusto per fare nomi diversi dal Fazz.

Lorenzo Neri: Sulle rivelazioni sto con Fazz, non a caso sono due squadre allenate benissimo. Delusioni: Brooklyn e Houston.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: NOLA intrigantissima, porca miseria.

Lorenzo Neri: NOLA intrigante per uno solo (Anthony Davis ndr), non giriamoci intorno.

Dario Vismara: Assolutamente sì, però che “uno”.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Però siamo passati da “Monty Williams tiene in piedi un branco di cadaveri” a “Monty Williams è adatto ad allenare una squadra con ambizioni?” nel giro di pochi mesi. Ciò non toglie che quello là di cui sopra faccia spavento.

 

Qui segue divagazione ad interesse personalissimo sui Golden State Warriors, squadra per cui faccio il tifo tifo. La sostanza è che sarà un’altra stagione in cui si dovrebbe arrivare ai play-off e uscire orgogliosamente al primo o al secondo turno. Tutto nella norma, quindi.

 

Tocca fare una domanda da #askBro. A un mese dal draft, e dopo un bel po’ di Summer League, chi sembra più pronto tra i rookies? La “steal” del draft? Chi può essere già decisivo?

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Decisivo: McDermott, perché è l’unico rookie di livello in una contender e si incastra alla grande con le necessità della squadra. Se Thibodeau lo farà giocare, ovviamente.

Dario Vismara: Ho visto pochissima Summer League, per scelta e per overdose da basket in stagione, quindi lascio la parola al Bro.

Lorenzo Neri: Il più pronto, tra quelli scelti nelle prime 10 scelte sembra essere Jabari Parker. Che sbaglia tanto, fa errori e non legge bene le difese, ma è quello che ha meno paura di tutti e gioca con una sicurezza che già calamita attenzioni. Ed ha talento, tanto talento, anche se non tanto upside.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Steal: non so se si possa giudicare steal un giocatore pagato con due prime scelte (la 12 del 2014 e una del 2017), ma non posso che stare su my man Elfrid Payton. Il più pronto: CHIARAMENTE Embiid. Faccia tosta incredibile… Ah parlavamo di basket e non di Twitter?!? Jabari, sì.

Lorenzo Neri: Sul decisivo sto con McDermott perché è come se a Thibodeau fosse tornato in mano Kyle Korver. Per me lo farà giocare perché è un ossessivo come lui, uno che vive di tape e palestra, che cercherebbe di migliorarsi anche nello stare in panchina. E difende. Non in 1vs1 ma di squadra, capisce le dinamiche come pochissimi (nessuno) alla sua età.

Dario Vismara: (Comunque il migliore di tutti è sicuramente Anthony Bennett che è fortissimo, in formissima e pronto a dominare la lega. Per caso questo articolo viene letto anche a Minneapolis?)

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Su Bennett dovrai ricrederti. Te l’ho detto, è solo l’inizio, per metterti il tarlo.

Dario Vismara: Se non vedo (in NBA) non credo, Fazz.

Lorenzo Neri: Tra le scelte più basse occhio a Nick Johnson (42a scelta di Houston), che in una pallacanestro tutt’altro che ragionata come quella di McHale uno con energia e voglia di fare viene fuori.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: In pratica la nemesi di Harden. (Ok, ok, questa era gratuita…)

Dario Vismara: “Pallacanestro tutt’altro che ragionata di McHale” mi è piaciuto.

Lorenzo Neri: Sapevo che attiravo simpatie.

 

LeBron James, Belinelli e la stagione NBA che verrà

Andiamo più sul main stream italico con due diversi temi. Partiamo dai 4 italiani, uno campione in carica, uno sempre in panca e due al rientro da lunghi infortuni.

Dario Vismara: Ok, da chi partiamo degli italiani? Beli?

Vai col Beli (“meglio di LeBron“) 

Lorenzo Neri: Ecco, magari no.

Dario Vismara: Brrr, non mi ci far pensare.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Beli: bis. Magari leggermente peggio in RS per andare poi leggermente meglio ai Playoffs.

Dario Vismara: Eh, il Beli zitto zitto deve giocare per il contratto quest’anno. L’anno scorso ha rinunciato a diversi soldi per vincere, ed è andata più che bene. Però tolto “lo sfizio” dell’anello, credo che col prossimo cercherà di massimizzare i profitti cercando un contratto lungo. Visti i prezzi che stanno uscendo sui tiratori (JODIE FUCKING MEEKS), spero che prenda anche discreti soldi.

Lorenzo Neri: Se Beli ripetesse la scorsa stagione sarebbe un bene, ma la sensazione è che avrà più responsabilità e ai play off deve mostrare più presenza.

Il Gallo?

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Oh, c’è Afflalo che si aggira per Denver gridando che questa è una contender. Intanto saranno migliori dello scorso anno e al draft hanno dato spettacolo. Ma, mi sa che stanno fuori di nuovo.

Dario Vismara: #magnatranquilloArron. In questo Ovest non strappano l’8o seed.

Lorenzo Neri: Per me Danilo se fa un’annata da sano è bene, visto il seguito degli eventi.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Danilo, tra la gestione dell’infortunio e la situazione generale della franchigia non sembra sia felicissimo, ecco.

Dario Vismara: Sensazione personale, secondo me scambiano anche Danilo, se da garanzie fisiche ad un eventuale amatore.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: I primi mesi saranno, come per chiunque esca da un infortunio simile, abbastanza complicati. Sano sì, ma il rendimento non sarà eccellente, temo.

Lorenzo Neri: Il rischio che si trasformi da elemento importante ad asset c’è.

Bargnani?

Dario Vismara: MVP.

Lorenzo Neri: Bargnani ora o mai più, con una squadra che vedrà nuove facce un po’ dappertutto, un sistema “diverso” da quello visto in passato e fiducia, non deve sbagliare.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Secondo Phil potrà essere un elemento importante, nella triangolo. Ricordatemi i pregi del Mago, perché mi sa siamo ancora al “tiratore”.

Dario Vismara: è… uhm… alto? Next please.

Ho paura che Gigi Datome torni a casa l’anno prossimo.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Gigi: sono in 7 per due ruoli. Al training camp si gira con i coltelli.

Dario Vismara: Gigione… Gli hanno preso pure Caron Butler nel ruolo, dandogli 9 milioni in 2 anni.

Lorenzo Neri: Gigi non è uno che torna a casa con questa facilità secondo me, non finché non ha avuto modo di lottare in maniera giusta ed equa per un posto.

Dario Vismara: Eh ma temo che non sia nemmeno una scelta sua.

Lorenzo Neri: Il prossimo anno gli scade il contratto, ma secondo me una seconda chance se la dà, anche perchè ha 27 anni, non 30. Per tornare in Europa c’è tempo ed avrà ancora estimatori in EL, eccome.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Con Stan Van Gundy si parte tutti alla pari, le gerarchie date da status e contratto non esistono. A differenza di quanto accaduto lo scorso anno (sigh).

Dario Vismara: It’s a long way to the top, però incrociamo le dita.

Dato che siamo su temi italici, sviamo dalla NBA e spiegateci il caso Hackett. Sarebbe mai successa una cosa del genere con Team USA?

Dario Vismara: Solo perché non hanno mai convocato Boogie. Comunque no, non sarebbe successa perché gestiscono le cose in tutt’altro modo, ma non credo nemmeno che lo avrebbero squalificato per 5 mesi dalla NBA.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Temo di non poter spiegare il caso Hackett sia perché non lo ho capito sia perché a “microfoni aperti” non è il caso. Comunque: no. Lì si sta a casa prima, vedi Leonard e Aldridge. Non “obbligano” nessuno (e già mi sono sbilanciato troppo).

Lorenzo Neri:Quella tra Hackett e la Federazione secondo me è una di quelle situazioni dove nessuno ha ragione e tutti hanno torto per grossi errori di comunicazione. Quindi no, non sarebbe successa, anche perché la loro Federazione non l’avrebbe mai permesso. E qui la stoccata la lascio.

Ultime due cose, dato che in Italia si tifa per lo più Lakers e Celtics, quando verdi e gialloviola si giocheranno ancora un anello?

Lorenzo Neri: #MagnateTranquilli

Dario Vismara: Dipende quale anello. Di totano o di cipolla, assolutamente sì.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Dai, diamo una deadline. Lakers: non prima del 2018. Celtics: starei anche un po’ più in là, per le croniche difficoltà ad attrarre giocatori di talento via free agency.

Lorenzo Neri: Lakers: il nulla cosmico dirigenziale fa paura, altro che 2018. Celtics: se ne può parlare, ma secondo me, nel giro di 3/4 anni torneremo a parlare di loro.

Ultima, secca secca. Finals del 2015 e vincente dell’anello. Occhio, scripta manet.

Fabrizio ‘Fazz’ Gilardi: Qualcuno mi dirà che senza coach non si può vincere. Ma esistono le eccezioni alle “regole”, no? I Thunder, cribbio! Finals contro Cleveland (#CiaoDario).

Lorenzo Neri: Nooo. Amo Kevin Durant e Russell Westbrook, ma vedere Brooks trionfante è doloroso e non so se riuscirei a riprendermi.

Dario Vismara: Ouch. San Antonio – Chicago, con repeat.

Lorenzo Neri: Dico Cleveland-San Antonio con altra “grande macchia” per Lebron.

Dario Vismara: MANNAGGIA A VOI PUTTANA LA GALERA. (Dario tifa Cleveland, se non si fosse capito).
Lorenzo Neri: Insomma, vince ancora San Antonio, last run.

Immagini| latinpost.com| calcioweb.eu

*Lorenzo Neri è nato a Empoli nel 1984. Geometra con compiti catastali nei giorni feriali ma amante del basket a tempo pieno, ha iniziato a scrivere i suoi primi pezzi su PlayItUsa.com nel 2008 e tre anni più tardi ha aperto il blog Draftology, dove assieme a tre amici si occupa di esaminare i prospetti NBA collegiali e non. Sempre dal 2011 diventa speaker per Ball Don’t Lie, podcast settimanale di stampo NBA. Collabora anche con l’Ultimo Uomo e Dailybasket, per cui segue le vicende della Giorgio Tesi Group Pistoia, senza esserne tifoso, just for the love of the game.

Dario Vismara è nato a Busto Arsizio nel 1989. Laureato in linguaggi dei media con una tesi sulla costruzione mediatica della carriera di LeBron James, da giugno 2011 lavora come redattore a Rivista Ufficiale NBA. Collobora anche con l’Ultimo Uomo e ha tradotto “Pep Guardiola. Un altro modo di vincere” (Libreria dello Sport, 2013) e la biografia di Phil Jackson “Eleven Rings. L’anima del successo” (Libreria dello Sport 2014).

Fabrizio Gilardi è nato ad Abbiategrasso nel 1984. Il percorso formativo è quanto di meno lineare si possa immaginare: Liceo Classico, Ingegneria, occupazione nel settore sportivo e del fitness. Adoratore del basket NBA da qualsiasi punto di vista, che si tratti di amministrazione, dinamiche di mercato, statistiche e ovviamente gioco. Dal 2008 scrive su PlayItUsa, dal 2011 è speaker per Ball Don’t Lie, podcast NBA semiserio.

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Statistico atipico, ha curato la sezione Sport e amministrato i profili social di Le Nius. Formatore nei corsi di scrittura per il web e comunicazione social, ha fondato e conduce il podcast sul calcio Vox2Box e fa SEO a Storeis. Una volta ha intervistato Ruud Gullit, ma forse lui non si ricorda.

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