Lane, tieni il tuo Capitano

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Il caso Brighenti tiene in ansia la tifoseria biancorossa, che teme di perdere il capitano dopo il rinnovo che sembrava aver dissolto le nubi.
@vicenzacalcio.com

Telenovela Brighenti. Speravamo che con l’inizio del ritiro e delle prime amichevoli ci si potesse mettere un po’ l’anima in pace. Osservando i primi giorni di lavoro, guardando – ben sapendo del loro valore relativo – le prime amichevoli e aspettando i comunicati ufficiali sulle operazioni di mercato. Invece no, ci si è messa di mezzo la telenovela Brighenti a mettere un’altra volta un po’ di pepe e preoccupazione su questo luglio vicentino. Quindi, invece di parlare della valanga di giovani che sono in ritiro e degli esperimenti sul modulo da parte di Lerda, ci tocca per forza parlare di lui.

Dal rinnovo al Chievo. Il quale, da bandiera biancorossa oramai ufficializzata, fresco di adeguamento e opzione di rinnovo, si sta rapidamente trasformando in un problema da risolvere. Colpa del Chievo, delle rose della Serie A che devono avere 4 giovani del vivaio, e del fatto che siamo – ancora – un po’ “poareti”, e quindi se altre squadre si presentano con un’offertona (seria, mica quelle per le quali abbiamo svenduto all’epoca Frison e Salifu, per dirne due) non possiamo fare le barricate per evitare che i nostri migliori giocatori partano.

Brighenti: facciamo un’eccezione. In linea di massima il discorso ci sta e dovrebbe valere per tutti, ma per Brighenti onestamente speravamo di no. E il motivo è semplice. È vero che i giocatori passano ma il Lane resta, ma lui è uno dei pochi che, in squadra, sa veramente che cosa vuol dire giocare nel Vicenza, indossare questi colori, avere il cieco sostegno da parte della tifoseria. Un po’ perché l’abbiamo visto soffrire quando si è infortunato – rischiando di brutto – al pancreas, un po’ perché – con la grinta che ha sempre dimostrato e messo in campo – ne abbiamo fatto il nostro gladiatore, ammirandolo perché è un esempio di serietà e impegno. Qualità che vorremmo vedere in ogni giocatore che indossa la maglia biancorossa, simboli di quel calcio antico al quale ci riferiamo sempre con nostalgia.

Niente amichevole. È chiaro, perciò, che una volta letto il comunicato che di fatto lo tratteneva a Vicenza ci eravamo tranquillizzati e un po’ avevamo esultato. “Se rimane lui siamo in una botte di ferro” ci siamo detti. E invece non abbiamo fatto nemmeno in tempo a stappare una bottiglia che ci tocca sentire Lerda che dice, in occasione della prima amichevole, che “Brighenti non ha giocato per sua espressa volontà”. No, così no, così non va bene. Non si può proprio sentire.

Lane, tieni il tuo Capitano. E tu, “Brighella”, sai benissimo che non troverai da nessuna altra parte quello che ti sei conquistato qui. Quindi forza, andiamo avanti insieme.

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Collettivo della curva sud del Romeo Menti, teatro delle imprese del Lanerossi Vicenza. Qui saremo la sirena d’allarme per un calcio moderno alla deriva: in trasferta ci portiamo il cabernet, non la tessera. Allo stadio andiamo con la sciarpa biancorossa, non i bastoni. Potrà cambiare il clima ed il cielo, mai la nostra bandiera, biancorossa per sempre.

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