Lane, -10 al ritiro. A che punto siamo?

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Vicenza - LivornoNon manca molto: oggi parte la campagna abbonamenti e tra 10 giorni si comincia con il ritiro… Calcio finalmente di nuovo giocato, dove si potrà – finalmente – iniziare a vedere sul serio con che squadra ci dovremmo sudare, tutti insieme, la salvezza nel prossimo campionato. E appunto perché non manca molto e qualche tassello ha iniziato a muoversi, possiamo ora cominciare a sbilanciarci, provando a definire da dove ripartiamo, cosa si è mosso e dove si deve intervenire alla svelta, sulla base – ovviamente ed esclusivamente – di quello che c’è di ufficiale, che di imitare i Pedullà e i Criscitiello della situazione non se ne sente proprio il bisogno.

Quindi vediamo un po’ come siamo messi, in difesa, centrocampo e attacco. Partiamo dalla prima: confermato Benussi, il cui rinnovo in caso di salvezza era automatico, va salutato con piacere il rinnovo di Adejo, il fratello-bodyguard di Brighenti, con il quale andrà a riformare la coppia centrale dello scorso anno. E fino a qui tutto bene. Se passiamo alle fasce cominciano però le incognite. Mollato Laverone, che ritroverà la corsa da qualche altra parte, Sampirisi e D’Elia sono i due che, oggettivamente, in campionati di Serie A potrebbero giocarci, e che sarà difficile trattenere e rimpiazzare. Tenerli tutti e due sarebbe grasso che cola, almeno uno… semplicemente la cosa giusta da fare. Non giriamoci attorno, se vogliamo un “campionato tranquillo” si parte prima di tutto da qui.

Poi c’è il centrocampo, e qui c’è la madre di tutte le priorità. Andato Moretti, chi prende in mano questa squadra? Chi regola il ritmo, il gioco, la fa respirare quand’è il momento? Non facciamo nomi, anche se almeno quelli che girano non sono fermi da un anno con tre partite giocate negli ultimi due, ma qui va fatto lo sforzo. Il profilo è chiaro: uno di esperienza, che sappia correre e lanciare in fascia evitando gli spettatori in tribuna e distinti. Se da qui al 17 luglio lo prendiamo, ci portiamo di gran lunga avanti su tutto il lavoro.

Infine l’attacco, e qui si parte in un territorio di variabili incrociate difficili da prevedere. Di sicuro c’è che Ebagua non ha rinnovato – qualcuno lo dà addirittura vicino al Dallas FC – Vita era a fine prestito, e in rosa ci sono Galano, Raicevic e l’appena operato Giacomelli, oltre al nuovo arrivato Di Piazza. Di massima servono esterni e risolvere i dilemmi Bellomo – vediamo quanto torna – e soprattutto Pozzi, su cui ormai pende il punto di domanda più grande della storia del calcio.

Questa è la situazione, più o meno, da cui si riparte. Non male, ma nemmeno benissimo. Di occasioni ce ne sono, l’obbligo di 25 giocatori in rosa in Serie A ha alzato il livello di chi può essere disponibile, e basta saper pescare i nomi giusti, ma da fare ce n’è molto… quindi su, al lavoro, che il “sole mangia le ore”.

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Collettivo della curva sud del Romeo Menti, teatro delle imprese del Lanerossi Vicenza. Qui saremo la sirena d’allarme per un calcio moderno alla deriva: in trasferta ci portiamo il cabernet, non la tessera. Allo stadio andiamo con la sciarpa biancorossa, non i bastoni. Potrà cambiare il clima ed il cielo, mai la nostra bandiera, biancorossa per sempre.

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