Ius soli in Italia: cosa dice la norma approvata alla Camera

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ius soli italia
@L’Italia sono anch’io

Martedì 13 ottobre la Camera dei Deputati ha approvato la norma per l’introduzione dello Ius Soli, il diritto per gli stranieri nati in Italia di ottenere la cittadinanza italiana. Il testo approvato è una sintesi di 24 diverse proposte di legge depositate negli anni per modificare direttamente la legge dello ius sanguinis del ’92, in cui si prevede la trasmissione della cittadinanza “per sangue” da genitori a figlio. Dopo lunghe discussioni e corpose modifiche, la norma approvata stabilisce requisiti e limitazioni ben precise per presentare la richiesta di cittadinanza, il testo però deve ancora superare la difficile prova del Senato per entrare in vigore. Per il momento, concentriamoci su cosa contiene il ddl passato alla Camera.

Ius Soli temperato

La cittadinanza italiana non sarà attribuita direttamente agli stranieri nati sul territorio della Repubblica, ma sarà necessaria la dichiarazione di volontà di uno dei genitori, o di chi ne fa le veci. La dichiarazione dovrà essere fatta pervenire presso l’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore prima del compimento del suo diciottesimo anno di età. Requisito fondamentale è che almeno uno dei genitori stranieri sia in possesso un un permesso di soggiorno UE di lungo periodo. Nel caso la dichiarazione non venga presentata nei termini, il diretto interessato, ormai maggiorenne, potrà richiederla in prima persona entro il ventesimo anno di età. Anche per i nati da genitori stranieri senza permesso di lungo periodo, ma comunque residenti legalmente in Italia senza interruzioni fino al compimento dei 18 anni, potranno presentare la dichiarazione di acquisto alla cittadinanza entro lo stesso ventesimo anno di età. I promotori della campagna L’Italia sono anch’io hanno però evidenziato come il requisito del permesso di soggiorno UE di lungo periodo introduca, di fatto, una discriminante economica per l’ottenimento della cittadinanza: per ottenerlo è infatti necessario possedere un livello di reddito “sufficiente alla composizione del nucleo familiare”, i cui importi sono stabiliti da apposite leggi in base alla composizione della famiglia. Secondo i promotori, questo tipo di limitazione comprometterebbe l’accesso alla cittadinanza per molti nascituri. Per questo motivo l’associazione che si batte per il diritto alla cittadinanza italiana spera che al Senato vengano rivisti i requisiti di accesso senza ulteriori compromessi al ribasso.

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Ius Culturae

Il grande cavallo di battaglia di Renzi nella formulazione delle proposta è stato il così detto Ius Culturae: il testo prevede che hanno diritto di cittadinanza i minori stranieri nati in Italia, o entrati entro il dodicesimo anno di età, che abbiano frequentato regolarmente per almeno cinque anni uno o più cicli di istruzione nelle scuole italiane o che abbiano seguito percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali. Un requisito fondamentale è la promozione al termine della frequenza del corso di istruzione primaria. Anche in questo caso è necessaria da dichiarazione da parte di un genitore con residenza legale in Italia o dell’interessato stesso, nel caso sia maggiorenne, entro il compimento dei 20 anni di età. Questa formula assume particolare rilevanza se osserviamo i dati rilasciati dal MIUR rilevati nell’anno scolastico 2013/2014: sono in tutto 802.785 gli studenti stranieri che frequentano le scuole italiane, ma di questi ben il 54% è nato in Italia (415.182 studenti).

A chi è rivolto lo Ius Soli

Le nuove norme non riguarderanno solo i nuovi nati dal momento dell’approvazione definitiva, ma il testo prevede anche possibilità di accesso alla cittadinanza anche per i nati già presenti sul territorio: gli stranieri in possesso dei nuovi requisiti che hanno superato il ventesimo anno di età possono effettuare la dichiarazione di volontà in prima persona per richiedere la cittadinanza italiana. Queste clausole sono state aggiunte per tutelare i diritti di chi è già in Italia da anni ed ormai fa parte del tessuto sociale del nostro Paese. Il principio dello “Ius Soli temperato” non si applicherà, invece, ai cittadini europei in quanto il permesso di soggiorno UE di lungo periodo, documento necessario per presentare la dichiarazione di volontà, è rilasciato solo per quegli stranieri provenienti da Stati fuori dall’Unione Europea.

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Fiorentino di nascita, nativo digitale e content creator di professione, anche se ancora devo capire in cosa consiste questo mestiere. Da nerd di prima categoria ho scelto di seguire la più emozionante delle mie passioni: la politica.

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