Isola dei famosi seconda puntata

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isola dei famosi seconda puntata

Giunti alla seconda puntata – terza, se contiamo anche la falsa partenza di due settimane fa – inizia a delinearsi uno schema: dietro la facciata del reality trash per casalinghe, quest’Isola dei Famosi marcata Mediaset nasconde una colossale allegoria della Storia del nostro pianeta. La tempesta che ha fatto saltare l’esordio era lì a simboleggiare il caos primigenio; il debutto, con quei concorrenti così spaesati e la prematura defezione di Catherine Spaak, riassumeva in modo un po’ frettoloso – del resto, si sa, i tempi televisivi… – la nascita della vita e l’era delle estinzioni di massa.

Isola dei famosi seconda puntata

La puntata di ieri ha affrontato uno snodo cruciale: l’origine dell’uomo. Già, ma quale origine? Creazionismo o evoluzionismo, Antico Testamento o teoria darwiniana? Non volendo offendere la sensibilità di nessuno, gli autori hanno saggiamente deciso di mettere in scena entrambe le versioni.

Si prenda ad esempio il sodalizio forzato tra Brice Martinet, professione: modello, e Cecilia Rodriguez, professione: sorella di Belen. Entrambi devono la loro fama al fatto di essere apparsi nudi in, rispettivamente, uno spot pubblicitario e un calendario. Nell’epoca felice che ha preceduto il loro approdo sull’Isola erano così a proprio agio con la nudità da farne un mestiere. Ma quando lasciano il Paradiso terreste della civiltà per approdare sull’Isola e sono costretti a spogliarsi di tutto sotto l’occhio onniveggente delle telecamere, la loro prima reazione è la vergogna; il primo istinto, cercare di nascondersi le pudenda alla bell’e meglio. Cito: “Allora si aprirono gli occhi di entrambi e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture” (Genesi, 3,7).

Intanto, altrove, per par condicio viene rappresentata l’alba dell’umanità da una prospettiva più laica. Non è un caso che la regia insista tanto nel mostrarci Patrizio Oliva, uomo rude, avvezzo allo scontro fisico e somaticamente anche un po’ scimmiesco, mentre cerca invano di accendere un fuoco: stiamo guardando un diorama animato di un immaginario Museo di Scienze Naturali. Il diverbio di Oliva con Melissa P., episodio solo in apparenza marginale, in realtà adombra i conflitti arcaici tra popoli di guerrieri nomadi e società matriarcali, plausibilmente descritti da miti come quello di Ercole e le Amazzoni. Mentre il fatto che il possente ma sprovveduto ex pugile vada in nomination a causa delle trame del gracile e infido Pierluigi Diaco è una metafora fin troppo trasparente dello sterminio dei Neanderthal per mano dei Sapiens.

Ma il vero tocco di genio è che a Oliva sia offerta l’opportunità di rimanere in gioco, a patto di prendere il posto di Martinet al fianco della Rodriguez: un passaggio di consegne da un Adamo etereo e mitologico a uno terreno e storico, un tentativo di ricomporre a livello simbolico la frattura secolare tra fede e scienza. Purtroppo il pubblico non coglie la finezza e vota per mandare a casa Oliva.

Cosa ci aspetta nelle prossima puntata? A rigor di correttezza storica dovremmo entrare nell’era delle prime civiltà agricole. Ecco perché, dovendo decidere se annettere al gruppo la sottile mannequin italo–francese Margot Ovani o l’abbondante soubrette calabrese Cristina Buccino, i naufraghi hanno scelto in massa la seconda, più rispondente all’ideale di bellezza delle potnie neolitiche.

Per questo, e perché una tettona fa sempre audience.

P.S.: la settimana scorsa ho scritto che Melissa P. sarebbe la prima scrittrice italiana a partecipare a un reality. Stefano Trucco, doppiamente esperto in materia in quanto scrittore e in quanto ex concorrente di Masterpiece, mi ha ricordato che prima dell’autrice siciliana c’è stato, proprio all’Isola dei Famosi, il grande Aldo Busi.

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Classe 1975, è laureato in Lettere. Lavora come editor in campo letterario, televisivo e cinematografico. Vive con la sua famiglia a Segrate, in provincia di Milano.

1 Comment

  1. Grazie per la menzione ma soprattutto grazie per il sacrificio che stai facendo per tutti noi, guardando l’Isola così che non si debba guardarla noi.

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