Io odio il calcio (e i videogiochi di calcio)

di
Io odio il calcio e i videogiochi di calcio
@Sarah Joy

Benvenuti simpatici fagiani mannari, che vi aggirate nella notte inseguiti da perfidi giocatori che vi cliccano sopra finché non esplodete, vi auguro il più eterno dei riposi qui nel mio castello! Volete forse unirvi a me nella contemplazione della mia sala Yoga? Venite pure!

Oggi è giorno di grande autocritica. Personalmente non sono sempre stato lo sportivo che sono ora, anzi da piccolo ero una calamità inarrestabile, ma non certo qualcuno capace di stare in cortile a giocare a calcio.

Io odio il calcio e i videogiochi di calcio
@Keoni Cabral

Già, il calcio. Uno sport che non ho mai capito: milioni di tifosi che perdono intere domeniche a scannarsi per filosofeggiare su regolamenti che evidentemente sono volutamente dubbi, giocati da persone fisicamente prestanti spesso con il quoziente intellettivo di un murloc sverzo.

Io odio il calcio e i videogiochi di calcio
@Monsieur Gordon

Seriamente: non capirò mai il senso di questo sport. Anche ora che ho scoperto i pregi di diverse attività atletiche, mi viene l’orticaria alla sola idea di passare più di cinque minuti alle prese col suddetto ciarpame. Io odio il calcio; l’eccezione è costituita dai Mondiali: qui mi trasformo in tifoso di dannunziana memoria.

Io odio il calcio e i videogiochi di calcio (5)
@Kantenflimmern

Tale idiosincrasia si riversa anche sui videogiochi di calcio: dalla notte dei tempi le case produttrici si sono ostinate a creare titoli che potessero ricalcare la bolgia infernale che tanto piace in Europa. Fino all’alba dell’Amiga e del Super Nintendo era sì e no possibile imitare l’idea di rincorrere la palla con un omino, grosso quanto mezzo televisore: inutile dire che se già di mio detestavo il calcio, figuriamoci come potevo vivere il sacrificio di tempo preziosissimo altrimenti impiegato a salvare la principessa Zelda o Peach.

Perché io odio il calcio (e i videogiochi di calcio)

Sono emblematici gli eventi importanti, quali le festività regalomunite. Tu arrivavi al compleanno, al Natale o a qualsiasi altro periodo in cui già con la mente fantasticavi sull’immane quantità di titoli con cui avresti ampliato il tuo parco giochi, iniziavi avidamente a scartare il pacchetto, gongolavi per interminabili secondi, iniziavi a leggere il titolo e… S… O… C… C…E… R. Soccer.

Wow… (gli occhi iniziano a gonfiarsi di lacrime), bello… (magone imperante). Volevo proprio questo... (vorresti scappare per sempre). Non vedo l’ora di provarlo…! (morte dell’anima).

E ti toccava provare davanti a tutti tale zozzeria, nemmeno giocabile, perché richiedeva l’intuito e lo spirito di adattamento al passaggio da regole reali a regole videoludiche: se non capivi le prime, era impossibile comprendere le seconde, storpiate e adattate a una piattaforma che non ha la stessa fantasia interpretativa degli arbitri e dei tifosi.

Una tortura ingiustificata. Sarà per questo che perfino ora, che i giochi di calcio sono graficamente perfetti e le regole quasi realistiche, non sprecherei mai più di mezzo minuto a rincorrere un pallone virtuale. E mai capirò perché la gente si diverta a farlo.

Io odio il calcio e i videogiochi di calcio (4)
@Paul Kalupnieks

Suppongo voi abbiate dei pensieri in merito, per quanto la cosa possa suonare ironica. Dite, dite pure. Io nel frattempo vado a contare le vedove nere in cantina, in attesa della prossima partita dell’Italia. Buona serata!

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La persona che non vorresti mai incontrare, un prof. Un folle. Peggio: un prof che adora giocare a giochi di strategia, avventure e giochi in scatola. Per non parlare dei giochi di ruolo e quelli di carte. L'importante è essere competitivi, fino alla morte. L'anima? È rimasta incastrata da qualche parte tra un rush e uno zerg... Se qualcuno la trova, può spedirmela via mail, eventualmente. Nessuno si aspetti favoritismi nei commenti, cinici si nasce, non si diventa!

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