Io, me e Luciano

di
luciano spalletti
@ luciano spalletti.it

Ross e Rachel
Dawson e Joey.
Brenda e Dylan.
Lippi in Nazionale.
Armstrong al Tour de France.
Zeman alla Roma.
Mike a Sanremo 96.
Baldini a Radio Deejay.
Capello al Milan.

Questi sono solo alcuni degli esempi che mi vengono in mente per perorare la mia teoria che i ritorni non funzionano mai. Ma proprio mai. Nello sport e in tv, almeno. È una legge e se Pallotta mi avesse fatto uno squillo io la mia teoria gliel’avrei pure detta. Anzi che dico detta, gliel’avrei regalata. Gli avrei detto, Preside’ prendila e brevettala che è una teoria infallibile e poi gira il mondo a insegnare il giuoco del Pallone.

E invece il telefono mio è rimasto muto ed è apparso in tv Luciano Spalletti da Certaldo in volo verso Miami. Che poi questo è il periodo giusto per un italiano coi soldi per andare a svernare a Miami. E che male c’è? Chi siamo noi per dire a Spalletti quello che deve e quello che non deve fare? Io magari da Certaldo sarei andato a Panzano a mangiare una bistecca, ma insomma avete capito. E invece non stava andando a Miami a prendere il sole e a farsi fotografare immerso mezzo busto nell’acqua marrone. Stava a Miami a firma’ pella Roma.

Luciano Spalletti, il ritorno. Spalletti is Back. Il risveglio della forza. L’uomo d’occidente che ha vinto in Russia. Dopo Rocky.

Insomma io ai ritorni non ci credo. Ma in un campionato così equilibrato (scarso?) dove l’unica cosa certa a metà strada è che pure quest’anno non vinco un cazzo al fantacalcio, che dire se non buon lavoro mister? Niente, appunto. Buon lavoro Mister. Regalace un punto ogni c aspirata e ti saremo debitori a vita.

P.S. Ciao Rudi, grazie per tutto il pesce. E pure per le dieci vittorie consecutive e i tifosi che se tifano contro sono laziali e per un libro con Mondadori che io ho comprato e letto, per carità ho letto di peggio, ma ecco forse ha portato un po’ sfiga e io avrei aspettato un po’ prima di cedere ala tentazione dell’istant book, ché in fondo a me quella chiesetta al centro del villaggio non mi disgarbava affatto. Disgache? Lucia’ spiegaglielo te. Dai inizia a fa qualcosa.
Buona fortuna.
A tutti.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

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