Il referendum costituzionale del 4 dicembre spiegato per bene

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Il referendum costituzionale del 4 dicembre spiegato per bene
@emilius da atlantide

Referendum costituzionale del 4 dicembre: cosa votare?

Il prossimo 4 dicembre gli italiani saranno chiamati ad esprimere il proprio voto sulla riforma costituzionale promossa dal governo Renzi. I cittadini dovranno decidere con un SÌ o con un NO se approvare le modifiche alla nostra Costituzione previste dal ddl Boschi. La riforma è già stata approvata dal nostro Parlamento, ma potrà entrare in vigore solo se il referendum confermativo avrà esito positivo. Ricordiamo che per questo tipo di consultazione non è previsto alcun tipo di quorum: qualunque sarà l’affluenza alle urne, il risultato sancirà il futuro della nostra carta costituzionale.

In un dibattito inquinato da interessi di parte e di partito, propaganda spiccia e retorica stucchevole, cerchiamo di andare al cuore della proposta per capire in cosa potrebbe migliorare il sistema italiano e in cosa no. Per farlo vi proponiamo cinque motivi per cui votare SÌ al referendum ed altri cinque motivi per cui invece potreste votare NO.

Referendum costituzionale: i motivi del SÌ

1) Superamento del bicameralismo perfetto
Col sistema attuale, il nostro Parlamento è formato da Camera e Senato entrambe coi medesimi poteri di modifica delle leggi e sfiducia verso il governo. Con la riforma, il Senato subirebbe una vera e propria rivoluzione. Dagli odierni 315 eletti direttamente dai cittadini, si passerebbe a solo 100 rappresentati eletti in maniera indiretta, con funzioni molto limitate rispetto ad oggi.

• Il Senato discuterà e voterà assieme alla Camera solo le leggi che riguardano i rapporti tra Stato, Unione Europea e territorio, oltre che su leggi costituzionali, revisioni della Costituzione, leggi sui referendum popolari, leggi elettorali, leggi sulla Pubblica Amministrazione, leggi su organi di governo e sulle funzioni di Comuni e Città Metropolitane.
• Per quanto riguarda le altre leggi ordinarie, il Senato può chiedere alla Camera la revisione di una legge entro 10 giorni dalla sua presentazione, su richiesta di 1/3 dei suoi componenti. La Camera può decidere di non accogliere le modifiche proposte e andare alla votazione finale senza ascoltare il Senato. Le eventuali modifiche proposte alle leggi di bilancio o su leggi riguardanti competenze che vengono assegnate esclusivamente alle Regioni, possono essere ignorate dalla Camera solo se viene superata nella votazione la maggioranza assoluta.
• I senatori possono presentare disegni di legge alla Camera solo se il Senato appoggia la proposta a maggioranza assoluta.

L’intento più volte dichiarato dal governo è quello di trasformare il Senato in una “Camera delle Regioni” e cercare di velocizzare l’iter legislativo garantendo più poteri alla Camera dei Deputati.

2) Abolizione degli organi costituzionali superflui
Con la riforma viene abolito il Consiglio Nazionale dell’Economia del Lavoro (CNEL). Nel testo costituzionale attuale, il CNEL ha potere di proposta legislativa sui temi legati all’economia ed al lavoro ma nella storia italiana non ha mai inciso in maniera rilevante nell’iter legislativo. Le funzioni per cui era stato pensato dai padri costituenti sono ormai prerogativa di altre istituzioni e la sua abolizione permetterà di risparmiare diversi milioni all’anno. Sulla stessa linea di principio, verranno abolite del tutto anche le Province e le loro funzioni saranno spartite fra Comuni e Città Metropolitane.

3) Leggi di iniziativa popolare e partecipazione
La riforma prevede nuove modalità per le leggi proposte dai cittadini: per presentare un ddl di iniziativa popolare in Parlamento saranno necessarie 150.000 firme (contro le 50.000 attuali), ma vi sarà la garanzia costituzionale che queste dovranno essere discusse e votate in Parlamento. Viene anche introdotto un nuovo tipo di referendum: il referendum “propositivo” o “di indirizzo” permetterà ai cittadini di richiedere al Parlamento di emanare una nuova legge su un particolare tema. Questo tipo di consultazione esiste già in Valle d’Aosta e nella provincia di Bolzano, ma è la prima volta che viene proposto anche su scala nazionale.

4) Riduzione dei parlamentari e taglio dei costi
Come già evidenziato, il Senato non conterà più 315 membri eletti direttamente dai cittadini ma sarà composto da soli 100 membri: 74 verranno nominati all’interno dei vari Consigli Regionali con un metodo proporzionale in base alla popolazione e ai voti presi dai partiti, mentre 21 saranno scelti dagli stessi Consigli Regionali fra i sindaci della Regione (ogni regione avrà un sindaco in rappresentanza, mentre il Trentino Alto Adige ne avrà due). Ogni senatore ricoprirà la propria carica per tutta la durata del suo mandato amministrativo e non riceverà alcun compenso per la sua attività parlamentare. I 5 senatori rimanenti verranno nominati dal Presidente della Repubblica e rimarranno in carica per sette anni. La carica di Senatore a Vita rimarrà in vigore solo per gli ex-Presidenti della Repubblica e per coloro che già la ricoprono. I tagli complessivi della riforma dovrebbero far risparmiare al governo intorno ai 500 milioni di euro, cifra contestata dagli oppositori, in particolare dal Movimento 5 Stelle che nelle ultime settimane ha portato in Parlamento il suo disegno di legge taglia-stipendi (che trovate spiegato qui).

5) Stabilità del governo
Il Senato non avrà più il potere di sfiduciare il governo in carica, ma questo potere rimarrà prerogativa della Camera dei Deputati. Grazie soprattutto all’Italicum, la nuova composizione della Camera garantirà alla coalizione vincitrice un numero adeguato di deputati per formare un governo stabile e duraturo. Sono previsti anche limiti precisi che l’esecutivo dovrà seguire per l’emissione di decreti legge, strumento legislativo di cui i governi hanno da sempre abusato per attuare i propri programmi.

Referendum costituzionale: i motivi del NO

1) Il nuovo Senato
La principale accusa che viene mossa al nuovo Senato riguarda le competenze che esso dovrebbe condividere con la Camera dei Deputati: nella riforma sono specificati gli ambiti in cui le due Camere hanno di potere legislativo concorrenziale, ma non vengono indicati i criteri con cui riconoscere le leggi che rientrano in queste fattispecie. È probabile che verranno sollevati numerosi dubbi di competenza e che quindi le leggi debbano essere studiate caso per caso per capire se includono prerogative affidate al Senato. Questo rischia di rallentare di molto l’iter legislativo entrando in netto contrasto con l’intenzione primaria della riforma. Inoltre, diversi costituzionalisti criticano il fatto di aver ridotto troppo i poteri del Senato, rendendolo inutile come vero “raccordo” tra Stato e amministrazioni locali e denunciano il rischio di trasformare i senatori in “rappresentanti della maggioranza al potere nella singola regione, più che della regione in quanto tale”, viste le modalità di nomina. Forti polemiche si sono sollevate anche per il mantenimento dell’immunità parlamentare per i nuovi senatori.

2) Governo “autocratico”
Il governo avrà la facoltà di richiedere al Parlamento una “via preferenziale” per l’approvazione delle leggi ritenute necessarie per l’attuazione del proprio programma. La Camera avrà tempo 5 giorni per accogliere la richiesta e, se venisse accolta, 70 per approvarla con massimo 15 giorni di rinvio. Questa formula non potrà essere applicata alle leggi di competenza del Senato, alle leggi elettorali, alla ratifica di trattati internazionali, alle leggi di amnistia e indulto e alle leggi di bilancio. Dati i numeri garantiti alla maggioranza dalla legge elettorale attuale, l’Italicum, secondo alcuni con questa formula vi è un forte sbilanciamento di potere verso l’esecutivo, il quale può far velocemente approvare i propri disegni di legge senza un’adeguata discussione nella Camera. Alcuni costituzionalisti sono arrivati addirittura a delineare il rischio di un governo “autocratico”, che detta le proprie priorità ad un Parlamento incapace di controllare in maniera adeguata il suo operato.

3) Riforma Titolo V e caos competenze
La riforma Titolo V è sicuramente uno degli aspetti più dibattuti e difficili da comprendere per chi non ha nozioni di diritto costituzionale. Vengono ridefinite diverse competenze prima esclusive delle Regione che, post-riforma, tornerebbero in mano allo Stato. In particolare:

• Viene cancellata la definizione di “competenza concorrente” fra Stato e Regione, con le diverse materie ridistribuite fra le due istituzioni.
• Viene introdotta la nuova “clausola di supremazia”, che permette allo Stato di intervenire sulle questioni di competenza non “esclusiva” delle Regioni nei casi in cui è necessario un intervento per l’unità giuridica/economica dello Stato, o di più generico “interesse nazionale”.
• Viene introdotto anche il cosiddetto “regionalismo differenziato”, grazie al quale alle Regioni non a Statuto Speciale possono essere attribuite particolari forme di autonomia, a condizione che presentino un bilancio in equilibrio. L’attribuzione del regionalismo differenziato dev’essere approvata da Camera e Senato ed è inoltre richiesto un dialogo tra Stato e Regione interessata.

In linea generale vi è quindi un forte accentramento di potere nelle mani dello Stato. Scenario decisamente opposto rispetto alla situazione attuale. In una lettera aperta al governo inviata lo scorso aprile, 56 costituzionalisti hanno anche evidenziato la possibilità che si verifichi un forte rischio di confusione legislativa: con questa revisione del Titolo V, la procedura legislativa andrà a complicarsi in quanto prevederà “leggi bicamerali, leggi monocamerali ma con possibilità di emendamenti da parte del Senato, differenziate a seconda che tali emendamenti possano essere respinti dalla Camera a maggioranza semplice o a maggioranza assoluta”. Un caos di leggi decisamente in controtendenza con le aspettative di semplificazione e velocizzazione degli iter legislativi.

4) Criticità di forma
Nella stessa lettera citata nel punto precedente, i 56 costituzionalisti criticano la riforma in maniera formale e sostanziale, soffermandosi anche sulle modalità di approvazione oltre che nel mero contenuto: la riforma costituzionale è stata approvata con una maggioranza risicatissima al Senato, segno di non essere espressione di una volontà politica condivisa di cambiamento. A queste osservazioni di forma, si aggiungono anche quelle promosse dai vari comitati del NO: la riforma non è scritta in maniera corretta e lascia troppa libertà di interpretazione nell’attuazione sia legislativa che nel regolamento delle due Camere; non è frutto della volontà autonoma dell’organo legislativo ma è stata voluta, imposta ed approvata dal Parlamento sotto forte pressione del governo; inoltre, secondo i più critici, l’intera riforma costituzionale è illegittima in quanto prodotta da un Parlamento eletto nella sua interezza da una legge elettorale dichiarata incostituzionale (il Porcellum).

5) Volontà politica: ovvero far cadere il governo Renzi
Anche se questo punto non è legato strettamente al merito della riforma costituzionale, è innegabile che a spingere in molti a votare per il NO ci sia una forte volontà politica per far cadere il governo Renzi. È difficile prevedere come Renzi gestirebbe una potenziale vittoria del NO ma è certo che se effettivamente i cittadini non riconoscessero legittimo uno dei principali punti del programma di governo, i rappresentanti in Parlamento non potrebbero ignorare il significato politico del risultato. Con la dovuta pressione delle opposizioni, si aprirebbero la possibilità di presentare una mozione di sfiducia per la quale il governo rischia di non trovare più i numeri.

Perché voto NO al referendum del 4 dicembre

Perché voto SI al referendum del 4 dicembre

Per conoscere gli ultimi numeri sul referendum, chi vota SI, chi vota NO, astenuti e indecisi vai sulla nostra pagina dei sondaggi politici.

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Fiorentino di nascita, nativo digitale e content creator di professione, anche se ancora devo capire in cosa consiste questo mestiere. Da nerd di prima categoria ho scelto di seguire la più emozionante delle mie passioni: la politica.

78 Comments

    • Io voto no ho la sensazione che ci restringono la libertà
      La costituzione non si tocca perché deve essere chiara
      e invece inseriscono confusione e la peggiorano
      Perché’ non Eliminiamo 500 parlamentari assieme ai 200 senatori
      Dove è’ scritto che se passa il no non si possa fare una proposta migliore.
      Se fosse veramente positiva per la gente comune non staremmo qui a discutere per il si o per il no ma saremmo tutti d’accordo.
      Quindi voto no

      • Io sono perplesso, mi sembra che molti votino no perchè si potrebbe fare di meglio. Mi sembra che il “migliorismo” sia una delle classiche malattie italiane. Cominciamo a fare “bene” e il meglio verrà da se. Non capisco dove diminuisce la “democrazia”. ieri Fassina argomentava che non è giusto che una scelta sia fatta con una maggioranza, paradossale, di solo 1 Italiano. A parte il fatto che se si ragiona, come dicevo prima per paradossi e eccezioni e non per buon senso, se si fossero fatti questi ragionamenti nel 1946 ci saremmo tenuti la monarchia.

        • Mi spiace darti una “triste” novella: pare che i sospetti di brogli al referendum da te citato siano purtroppo veri. La monarchia ce l’avremmo ancora. Questo per dire che innanzi tutto la “verità” non sempre corrisponde alla realtà; dovremmo imparare ad analizzare razionalmente i problemi, le proposte di soluzione ed infine le conseguenze delle nostre scelte. Molti voteranno sì (come Prodi ad esempio) non tanto nel merito della riforma proposta ma per le conseguenze paventate: spread in rialzo, agitazione dei mercati finanziari, possibile attacco speculativo sui titoli italiani, indebolimento ulteriore del nostro potere di acquisto. Mi viene il dubbio che molti pensino davvero che siamo un popolo sovrano: con le basi NATO in casa, con le testate nucleari controllate dai generali USA, senza alcun potere contrattuale di fatto rispetto a Berlino e Londra? A volte anche i sudditi si ribellano anche se ci sarà un prezzo elevato da pagare. Auguri Italia.

      • Se passa il NO é sicura che nessuna riforma verrà attuata. Basta pensare che le obsolete forze politiche che ancora oggi purtroppo ci rappresentano, si sono giocate la palla a nostro discapito. Nessuno vuole lasciare la poltrona di Senatore, e nessuno vuole ridursi gli stipendi. Renzi ha avuto questo coraggio di farlo.
        Carlo

        • Scusate ma perchè votare NO se resterà tutto come prima e più ingarbugliato di prima, di una cosa mi dispiace che SILVIO BERLUSCONI sia per il NO che tutto quanto resterà con tantissimi dubbi e peggio ancora di adesso.Ero simpatizzante di SILVIO BERLUSCONI ma dopo questo accanimento solo a spodestare RENZI in ogni modo non valutando che votando per il NO l’ITALIA la lasciamo senza rotta e destinazione.Che futuro daremo ai nostri figli.Puntualizzo
          SILVIO mi hai tradito e deluso e come me un infinità di tuoi simpatizzanti che hanno un inteligenza per capire quale il giusto e quale no perciò non fatevi dirottare solo per antipatia verso RENZI.Fra un po’ di anni RENZI sarà cambiato ma l’ITALIA sarà anche più forte…..

  1. L’articolo l’ho trovato abbastanza equilibrato. Però mi avrebbe fatto piacere capire se votando “SI” si è con i poveri o contro i poveri.

    • Io credo che con le nuove riforme chi sarà deputato a governare, dovrà pensare a le categorie svantaggiate. Votiamo tutti SI’
      Renato Piacenza

      • Lei mi diverte con “dovrà pensare a le categorie svantaggiate”. Tutta la manovra referendaria è volta a rafforzare il potere del governo di regime inserendo i soliti amichetti compiacenti al senato in modo da no essere contrastati in caso di leggi anticostituzionali. Dei poveri se ne fregano altamente. Cordiali saluti

        • scusami, tutti i governi, come l’attuale, ricevono o no la fiducia delle camere, camere composte da parlamentari eletti dal popolo, oppure non e così?

          • Scusa, io sono allibito da alcuni commenti. Come quelli che ti hanno preceduto: mi sembra che siamo in perfetta malafede.
            La costituzionalità di una legge non la decide il Governo, o le Camere, la decide la Corte Costituzionale. Che non è toccata dalla riforma.
            Chi è per il No, mi sembra che miri più a fare confusione che a esporre ragioni

    • qualunque sia il tuo voto, per i poveri non ce sarà ugualmente speranza di cambiamento.
      il NO lascia le cose come già stanno,
      il Si ti potrebbe levare la libertà e tornare alla dittatura.
      noi con quella costutuzione (quel foglio che renzi vuole modificare) siamo liberi, se ha carta bianca potrebbe fare anche cose assurde. Salvini ha la mia stessa idea, Berlusconi è chiaro come sempre.
      diciamo che questa è una prova che l’Italia ci sta ponendo contro.
      ogni scelta una conseguenza.

      • Se votando sì l’Italia rischierebbe di diventare una dittatura… Personalmente non credo che sia poi così differente dalla situazione attuale dato che la maggioranza non va più a votare e chi va a votare a volte vota per simpatia.. Se la situazione rimane questa attuale, per questo Paese non c’è speranza, se la situazione cambia, gli italiani temono il cambiamento, da non trascurare il fatto che, essendo appena diciottenne, molti della mia età votano NO per antipatia.. e questo è il degrado..

        • Alle politiche non voto da 35 anni. Già allora si vedeva chiaramente che votavano soltanto i servi di uno dei due gruppi di potere in campo. Appena ho constatato che quel potere veniva spartito tra i due schieramenti in modo chiaramente mafioso, ho cessato di dare il mio consenso al sistema. Per consenso intendo anche soltanto mettere piede al seggio.
          Ho invece votato a qualche referendum dei quali, naturalmente, ne è sempre stato disatteso l’esito da questi due gruppi.
          Constatato, ancora, che a tutt’oggi, vanno a votare alle politiche soltanto i collusi con l’unico gruppo (perché divenuto unico anche se con sigle diverse) gestore di questo potere, constatato che le istituzioni non sono più tali ma strumento di questo unico potere, constatata la cialtroneria e truffaldineria del quesito referendario, anche questa volta andrò a votare per il no.
          Che, se dovesse vincere, verrà comunque disatteso nella sostanza con qualche scusa o reinterpretazione delle finalità del quesito.
          I giochi sono già fatti: ma senza il mio consenso.

          • CASPITA NN VAI MAI A VOTARE E TI LAAMENTI SE LE COSE NN CAMBIANO COSI NN TOGLIERAI MAI QUEL NOCCIOLO DURO CHE AVRA SEMPRE VANTAGGI DALLA POLITICA INOLTRE VAI A VOTARE AI REFERENDUM IL CUI RISULTATO E’ SEMPRE STATO RIBALTATO RICORDA IL FINANZIAMENTO AI PARTITIù
            MAURIZIO

        • io penso che “anche” grazie a te e quelli ( che non votano poi danno la colpa agli altri) come te che siamo in questa situazione se tutti quelli che non votano(che sono un bel po’) votassero forse saremmo in un altra situazione non so quale ma forse la avrebbe decisa la maggioranza del popolo

  2. Penso che le ragioni del SI’ prevalgano sul NO dobbiamo comunque snellire le procedure parlamentari!! Costi quel che costi.

    • In questo modo non le snellisci ma crei ancora piu’ confusione. Il governo acquisisce piu’ potere. Il governo e’ un governo non votato dal popolo ma rappresenta POTERI FORTI (BANCHE-BOSCHI) che ci stanno dissanguando e strumentalizzando. Poi siete liberi di votare quello che volete ma siate consci che avete tutti una grossa responsabilita’. Sappiate che se voterete “si” dovremmo sorbirci il tutto per almeno 40 ANNI!!! PS. Ho scritto su questo forum esclusivamente per diffondere una notizia per qualcuno che non ne fosse ancora al corrente. Come abbattere il debito pubblico che ci sta soffocando? Cercate il significato di “DEBITO DETESTABILE” Buon proseguimento

  3. L’articolo è molto chiaro e mi ha convinto ancora di più che è meglio votare per il NO. E’ troppa infatti la confusione del testo, che potrebbe dare adito a moltissime interpretazioni diverse nel tempo. La Costituzione, in quanto legge di base di uno Stato, deve essere secondo me, chiara, leggibile, comprensibile da tutti anche da coloro che non hanno studiato e sanno appena leggere. Non ce ne dimentichiamo!!

    • Concordo il popolo ė sovrano ed è costituito da tutti i ceti sociali ricchi, poveri, dottori, diplomati e non. Ma tutti abbiamo il diritto di esprimere il nostro voto e per farlo la costituzione dev’essere chiara e comprensibile a tutti. Purtroppo voterò No anche se 200 senatori in meno fanno comodo ( mi sembra più uno specchietto per le allodole ) non mi convince il potere dei nuovi sindaci … Ops senatori.

  4. Un problema che mi rende ancora dubbioso è l’immunità concessa ai senatori nella riforma, situazione che darà la possibilità agli indagati di arrivare anche fino alla prescrizione del reato. E sono molti i casi, soprattutto a livello regionale in cui sarebbe stato giusto nei confronti dei cittadini derubati di denaro e dignità arrivare a un processo ad una inevitabile condanna dei politici responsabili.

    • Ho avuto la stessa sensazione. Inoltre invece di un sistema federale, si ritornerebbe ad un più rigido sistema centrale…!
      Io sto leggendo diversi blog, ma se devo essere sincero nemmeno questo è così molto chiaro per chi non mastica il diritto, anche se è tra i più chiari.
      Vorrei votare bene e con coscienza, e tutti sovremmo farlo. Abbiamo il dovere tutti di fare del nostro meglio.

  5. Voterò No, perché la Riforma è scritta in maniera confusa e creerà grande complicazioni nella promulgazione delle nuove leggi. Inoltre temo che il fatto che i senatori, che non saranno pagati per fare i senatori, saranno spinti ad ubbidire ai propri Padrini politici per raccimolare soldi con altri incarichi.
    Ho grande nostalgia di un De Gasperi!

  6. non sarà una riforma perfetta , ma abbiamo la possibilità di mandare a casa tutta la vecchia classe politica che non ha capito dove sta andando il mondo.
    siamo un grande paese che deve avere la capacità di cambiare

  7. Voterò no perché l’Italia ha già avuto una legge simile al tempo del fascismo ed i risultati si sono visti

  8. uhm io consiglio anche di leggere in ordine prima il no e poi il si’ , la prima lettura influenza molto e cercare di capire se la legge e’ fatta per loro e l’ azienda stato o per noi

  9. Il fatto che i ministri del nostro governo (quello della Germania intendo) ci chiedano a ripetizione di votare Si mi sembra un motivo più che sufficiente per il No.

  10. Mi astengo non andrò a votare ci stanno vendendo questo referendum come la cosa più importante a cui siamo chiamati .Tutto ciò non mi è chiaro come sempre c e un altra verità ma non vogliono dircelo.

  11. Estremamente sbagliato questa volta sarebbe NON VOTARE, per questo referendum non c’è il cuorum è valido anche se a votare ci vado solo io 🙂

  12. credo che votare SI faccia smuovere un po’ le acque. a cosa potrebbe portare il no? alla caduta del governo, quindi altri anni di staticità? SI, poi se ci saranno problemi in futuro ,si affronteranno e sicuramente ci saranno.

  13. Io voto no perché il testo della miss mondo boschi non è per niente chiaro. Mi spiego, il governo attuale non votato dal popolo vuole non eliminare il senato ma indebolire il suo potere per aumentare il potere al capo del governo. In seguito alla prossima elezione del capo di stato mettere uno del governo attuale è non un pacifista tra i partiti di maggioranza utile per il popolo. Il CNEL ugualmente vivrà sotto forma di altro ente come Equitalia, inoltre le banche saranno sempre protette da eventuali crisi finanziarie e non i risparmiatori. In fine mi chiedo perché questo cambiamento lo vuole l’America e la Germania per quale fine ?. A dimenticavo che i politici che hanno commesso reati saranno inseriti nei 100 per essere salvati dalla prigione, però come faranno a decidere quali, sono in troppi. Mi dispiace ma il vero politico non esiste più sono tutti incompetenti malefici e volta gabbana gli interessano solo i soldi e la mitica poltrona. “Che cinema” ciao.

    • cosa vuol dire “il governo attuale non votato dal popolo”? chi è che ha eletto li parlamentari che hanno dato la fiducia a questo governo?

  14. Inizialmente avevo tutte le intenzioni di votare SI, ma approfondendo la cosa e leggendo più notizie sull’argomento, credo quasi sicuramente di orientare il mio voto per il NO.
    Non và cambiata la Costituzione ma il Sistema!!!
    Accentrare il potere è cosa molto pericolosa, soprattutto se di mezzo ci sono interessi Bancari Internazionali!
    Perché non snellire anche la Camera e solo il Senato? Che equità è questa???
    Purtroppo ci saranno tante persone che per svogliatezza e/o pigrizia non voteranno o voteranno SI perché avranno ascoltato solo ed esclusivamente i bei discori di Renzi.
    Meditate gente, meditate….
    NO

    • Avere il coraggio di cambiare,di mettersi in discussione e togliere un po di ruggine da questa Italia.
      Io sono per il cambiamento.
      Peggio di così……….
      Chi dice che si ridurrà la democtavia è illuso di vivere in un paese democratico.
      VOTO SI

  15. Voterò NO perché una riforma costituzionale è un argomento troppo importante per la vita del Paese e non può essere frutto di un governo non eletto. Non serve essere dei tecnici per capire che la riduzione del numero dei Senatori è solo uno specchietto per le allodole per celare la indicibile confusione legislativa che si verrà a creare.

  16. Al “Si poteva fare meglio”, e rimanere come prima, allorché si son persi anni in chiacchiere ripugnanti, mi sembra più che logico Votare “sì” ! Mi auguro di essere in tanti !

  17. Come al solito si tenta di cambiare il sistema solo per rafforzare i poteri forti, e lasciare il popolo nell’ignoranza e dopo “dicono ” che ” la legge non ammette ignoranza ” …quando gli fa comodo a loro. Complimenti a tutti i politici degli ultimi 50 anni …un vero esempio di onestà e coerenza …e dove ci hanno portato.. ? .votero’ no…con vero piacere

  18. Onestamente sono molto propenso per il NO.Per quanto possa essere allettante una riduzione di questi “onorevoli” ADESSO,ovvero il prima possibile (perchè siamo stufi,siamo indignati,siamo disgustati…) ricordiamoci che ongi 2×3 uno di questi signori viene indagato x qualcosa,ha le mani “in quella specifica marmellata”…Personalmente gradirei che la costituzione venisse “modificata” da uomini giusti,possibilmente eletti dagli italiani e meritevoli di quella posizione.Ricordiamoci che hanno votato tutti subito,nel giro di 1 giorno quando si trattava di dimezzarsi gli stipendi,ed hanno votato no.Posso pensare che la burocrazia della politica odierna sia direttamente proporzionale al quanto gli torni comodo.

    “per presentare un ddl di iniziativa popolare in Parlamento saranno necessarie 150.000 firme (contro le 50.000 attuali), ma vi sarà la garanzia costituzionale che queste dovranno essere discusse e votate in Parlamento”

    Centralizzano il potere,triplicano il numero di firme (come popolo ITALIANO siamo molto uniti e solidali tra di noi…ai mondiali #sarcarsmo),i 100 senatori vengono eletti da loro tra di loro,immunità parlamentare,“via preferenziale” per l’approvazione delle leggi ritenute necessarie (sicuramente per i cittadini e il paese #sarcasmo)…

    Il fatto che si voti No oggi,non esclude la possibilità che si possa votare SI domani x un qualcosa che sia meglio,è vero che ormai siamo abiutati al segliere il meno peggio.Ma stiamo dando al meno peggio (che abbiamo dovuto scegliere o che ci è stato imposto),il potere sostanzialmente di farsi i cazzi loro senza troppo diritto di replica e verifica.imo

  19. Mi pare che aver proposto un unico quesito aumenti di molto la complessità per l’elettore. Personalmente, d esempio, mi ritrovo in alcuni cambiamenti, come il superamento del bicameralismo, meno in altri, come la riforma del titolo V fatta in questo modo. In ogni caso, per chi volesse approfondire, consiglio i libri che ho letto: Le ragioni del NO di Duccio Facchini, editore Altreconomia e Aggiornare la costituzione di Carlo Fusaro e Guido Crainz, edizione Donzelli. Uno contro e uno a favore della riforma, riescono in maniera chiara ad evidenziare pregi e criticità della riforma.

  20. Franco io voterei SI x poter cambiare qualcosa dopo tanti anni di peggioramento

    Ricordando a tutti gli elettori che il 4 dicembre non si vota x attuale governo,
    Ma x il contenuto del referendum

    E INUTILE URLARE CHE NON SI CAMBIA
    MAI NULLA SE VOTI NO

  21. In un paese dove non sappiamo altro che lamentarci di tutti senza mai
    cercare di cambiare la situazione in meglio
    Adesso si ha la possibilita di un cambiamento, l’europa l’america appoggia
    renzi nel referendum, nonostante questo il no e in vantaggio
    Il “SI” e visto in positivo, ed e quello che votero perche voglio dei
    cambiamenti dato che fino ad ora si e andati in male in peggio

  22. Scusate ho bisogno di un informazione,il 4 Dicembre solo gli italiani dovranno andare a votare o lo possono fare anche i cittadini comunitari residenti in Italia???Grazie!!!

    • Ciao Slimane, da quello che ci risulta i cittadini comunitari possono votare alle comunali e alle elezioni europee ma non al referendum.

  23. Grazie Davide per aver risposto.Che peccato avrei voluto aiutare i miei amici ed esprimere anche la mia opinione votando.

  24. Nei motivi per votare Si ci sono questi due punti, non sono in opposizione? O io non ho capito?

    1) Superamento del bicameralismo perfetto

    Col sistema attuale, il nostro Parlamento è formato da Camera e Senato entrambe coi medesimi poteri di modifica delle leggi e sfiducia verso il governo.

    5) Stabilità del governo

    Il Senato non avrà più il potere di sfiduciare il governo in carica, ma questo potere rimarrà prerogativa della Camera dei Deputati.

    • Ciao Enzo, non sono in opposizione. Il senato non avrà più potere di sfiduciare il governo, come oggi, quindi la maggioranza sarà più solida (avendo la Camera premi di maggioranza ampi) e un governo sarà più stabile (o rovesciando, sarà più difficile far cadere un governo o mettergli i bastoni tra le ruote). Il Senato, anche a causa della legge elettorale, è stato spesso fautore di crisi di governo: un esempio il governo Prodi nel 2008, che si dimise per il voto di fiducia al governo con 156 sì e 161 no (tra i quali i “famosi” no di Mastella e di De Gregorio).

    • Renzi è un esponente di un partito di mafiosi che di democratico hanno solo il nome… Un mafioso mi dice vota si cosi non ti faccio eleggere manco piu i senatori e io rispondo va bene l’importante secondo me e non rimanere attuali tanto peggio di cosi… UN GENIO!!!!!!! Se volete cambiale qualcosa iniziate aiutando gli italiani a mandare a casa il PD che non rappresenta nessun cittadino di quelli che si alzano alle 5 per andare a lavorare!!! E basta con ste cazzate che avere la boschi e Verdini padri costituenti sia una cosa positiva x i cittadini… Sono dei banchieri criminali condannati! Pace

  25. I problemi toccati dal referendum sono criticità che da molti anni sono oggetto di discussione e vari costituzionalisti ed esperti ritengono che siano stati affrontati troppo frettolosamente. Ora io non sono in grado di dire se hanno ragione loro oppure coloro che sostengono il contrario, ma il fatto è che se non subentra ora un cambiamento, anche se non è il migliore possibile, quanta acqua dovrà passare sotto i ponti prima che queste problematiche vengano di nuovo affrontate?

  26. Io voterò un NO secco, ma pienamente motivato e consapevole.
    Le motivazioni del no non sono solo di carattere economico e finanziario, ma anche di carattere etico e morale, culturale ed anche spirituale, dato che i temi legati all’economia son certo ipmortantissimi, ma ogni altro tema non è meno importante, lavoro, si, famiglia, casa, servizi, sanità, stato sociale, povertà, istruzoine e scuola, e tutto il resto, spirituale perchè l’uomo, la persona, dal più piccolo al più grande, i diritti dei più piccoli e dei più deboli, non sono compresi e, soprattutto, vanno in secondo piano.
    Un referendum leggittimo, si, ma non una riforma non condivisa ampiamente e sorattutto che mette in condizioni un partito politico, nu’alleanza, una coalizione, di governare con un potere troppo acentratore, autocentrico, con una maggioranza solo relativa, sulla base della nuova legge elettorale, italicum,
    le cose non possono essere scisse, sono inscindibilmente legate.
    Da più parti sono state fatte proposte al governo Renzi di vedere insieme insieme un progetto di cambiamento della Costituzione, per individuare e valutare attentamente e bene, tutti insieme, alle parti sociali, le possibili modifiche da apportare. In questo modo avremmo avuto delle modifiche molto meglio valutate e formulate, non certo confusionarie e molto ambigue, come risulta evidente. Ma è stato risposto di no.
    Di fatto Renzi e il suo entourage ha tirato dritto fregandosene altamente, come ha, anzi hanno, già fatto vedere di essere capaci. E’ ovvio, quindi, che questa riforma ha preso solo in considerazione quello che egli, o loro, hanno stabilito ed è, quindi, di parte. Senza contare che ci sono anche le pressioni e i grandi interessi di lobbyes internazionali, ed è risaputo.
    Nonostante ciò, contrariamente a quanto si sostiene, o molti sostengono, come indica l’ultimo punto dell’articolo di Margheri, che il No è una scelta politica contro Renzi e i “Suoi”, maggioranza pd e alleati di governo, il No, da parte di tantissimi, compreso me, non è contro Renzi, o per mandare a casa lui e gli altri, assolutamente no, ma è perche questa riforma fa acqua da tutte le parti, pur condividendo qualche buono aspetto, troppo pochi, ce ne sono troppi che non vanno e, ripeto, c’è troppa poca chiarezza e molta ambiguità;
    chiunque e qualunque partito, o coalizione politica, o partitica, o movimento, avesse proposto una riforma siffatta, formulata in questo modo, e di parte, avrebbe in ogni caso avuto il nostro NO (dico nostro riferendomi, ovviamente, a tutti quelli che dissentono da questa riforma e che voteranno No).
    Non si fa demagogia e strumentalizzazione, e non si è contro qualcuno; il NO è profondamente motivato dall’insufficienza e ambiguità della riforma.
    Più vado avanti nell’approfondire i contenuti e i risvolti della riforma, e valutando tutte le possibili conseguenze,
    ci si convince ancora di più della bontà delle motivazioni del NO, che fra l’altro vanno aumentando.
    Questa riforma ha veramente, chiaramente e concretamente, elementi di fortissimo accentramento di potere e autoritarismo, e antidemocraticità. – Senza contare le aumentate condizioni di asservimento a fortissimi poteri extranazionali, che calpesterebbero anche la nostra grande e millenaria cultura e le nostre tradizioni.
    Non è vero nemmeno , assolutamente, che non si possa proporre e far più una riforma della Costituzione anche nel prossimo futuro; che se non cogliamo adesso questa occasione non l’avremmo mai più;
    questa è demagogia e strumentalizzazione. Come la favola del risparmio economico a seguito dell’eliminazione di gran parte dei senatori, veramente minimo rispetto ai costi strutturali.
    Perchè mai non sarebbe più possibile proporre e formulare una riforma in seguito; questo è falso e strumentale, come strumentale e damagogico dire che torneremmo in ditero di 30 anni. Ma che dicono !!???
    Questa è aria fritta, carbonizzata.
    Le cose anzi, avremmo , e avremo. l’opportunità di fare proposte di riforma valutate molto più attentamente, molto più chiare, condivise e sostenibili. C’è tutta la volontà di portare dei cambiamenti significativi, concretamente.
    Ma non in questo modo , non con questa riforma e non con questa legge elettorale.
    Il mio, il “Nostro” NO, è convinto e irrevocabile.

  27. considerato che il no è appoggiato da gente tipo dalema (sfruttatore dello stato) e da demita (banca dell’irpinia 89 anni di furti) secondo voi questa gente vuole il cambiamento.Alcuni dicono di votare no perche non è un vero cambiamento, ma secondo voi in italia è possibile fare un drastico cambiamento, se non con una rivoluzione???. E’ vero che si accentra il potere ma almeno sapremo anche di chi è la colpa se le cose vanno male.Costituzionalisti, moralisti e berbenisti devono andare a casa perche è grazie a loro se non abbiamo un futuro. La babilonia di prima è finita, il mondo sta cambiando…

  28. Avere il coraggio di cambiare non è mai facile. Non si può avere paura che la democrazia venga ridotta se tutt’ora viviamo in un paese che del democratico ha poco o nulla…non può andare peggio di così…
    Io sono per il cambiamento.

    VOTO SI

    • Tutt’ora non abbiamo nulla di democratico perche siamo stati governati 30 anni da quelli che ti dicono di votare si! Peggio di cosi si può andare e come! Sai che cambiamento a dare consenso a chi ti racconta cazzate da 30 anni

  29. Si può trovare al link sotto il testo integrale con comparazione prima/dopo di tutte le modifiche:
    documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/ac0500n.pdf

  30. Approffitto dell’ottimo riassunto dell’oggetto del referendum per spiegare perché, io, sono favorevole al si e voterò in questo modo.
    In primo credo sia necessario chiarire in che situazione, da 30 anni, lo Stato si trova.
    Tre anni fa, se non ricordo male, all’elezione del Presidente della Repubblica, non riuscendo a trovare un accordo su un nome, veniva rieletto Napolitano. Il suo discorso di insediamento consisteva di fatto in una manifestazione di disprezzo verso le Camere che avrebbero dovuto fare delle riforme e non erano state capaci di farne nemmeno una.
    Mi sembra importante sottolineare che l’intera Assemblea riunita applaudiva a scena aperta il Presidente che chiaramente gli diceva “ siete degli incapaci”.
    Mi sembra importante ricordarlo: Tutti ad applaudire mentre gli si diceva “ Incapaci”
    Sono trent’anni che si sostiene che è necessario riformare lo stato e la pubblica amministrazione, tutti sono d’accordo ma al momento di impegnarsi si tirano indietro: anche adesso, senza vergogna, pronunciano frasi come “ si è vero, bisogna fare le riforme…le faremo dopo”; oppure : “diciamo di non a questa proposta di riforma, poi ne faremo un’altra”. E chi ci crede? Chi ci può credere? Chi ci vuole Credere?
    Io trovo imbarazzante che questa costituzione sia difesa da chi, in ordine sparso e giusto per esempio, solo pochi anni fa proponeva la secessione ( lega); chi si è proposto, in tempi diversi, sostenendo la riforma di questo Stato ma poi, evidentemente, non ci trova troppo male ( Grillo e Berlusconi); chi difende questa costituzione ma è la prosecuzione di idee e valori che, in origine, l’avrebbero volentieri soffocata nel nascere ( Fratelli d’Italia, ex Msi) ; forme politiche che dimostrano che la geometria non è un’opinione e gli estremi collimano ( Casa Pound che stringe la mano ai centri sociali di sinistra).
    Ci manca solo un Neo movimento Monarchico che difenda i valori di questa costituzione che è, evidentemente e senza dubbio, “la più bella del mondo”; Non si capisce perché ma lo slogan deve funzionare bene. Un po’ come “nessuno tocchi Caino” che tanto di Abele “chissenefrega”.
    Io trovo veramente incredibile che si porti l’attuale Costituzione come esempio positivo; Una Costituzione , tra l’altro, che è ancora in parte inattuata e che nessuno ha veramente intenzione di applicare integralmente: basti pensare al CNEL che sarebbe stato un organo fondamentale dei rapporti politico economici e che invece è stato lasciato morire di inedia.
    Detto questo ci deve comunque confrontare nell’ambito di una democrazia che, nessuno lo dice ma penso proprio che sia così, è tremendamente malata.
    La percentuale di votanti è sempre minore, e sempre di più sono i cittadini che non credono nel valore del loro voto e nella possibilità del cambiamento; il tutto a vantaggio di un’altra parte dell’elettorato: quella del voto di scambio più bieco, quella in cui il voto viene pagato, quella in cui l’illegittimo interesse è, a mio parere, protetto da questo paludoso ( usate voi altri aggettivi) ambiente politico.
    Questi sono una percentuale rilevante di chi vota.
    Per questo io credo sia necessario riappropriarsi delle proprie capacità elettorali e votare per un cambiamento che cambi drasticamente gli equilibri di questa palude e – spero – consenta l’arrivo di una corrente più salubre.
    Quindi alla fine il mio ragionamento è questo: non nego che tanti siano indecisi e temano che il “si” possa portare una diminuzione di libertà ( io non credo), ma sono comunque convinto che tanti, tantissimi, voteranno “no” perché pienamente soddisfatti del malgoverno, della cattiva politica.
    Io non sono soddisfatto di questo Stato, sono 30 anni che mi lamento, sono trent’anni che spero in un cambiamento. Questo non è il cambiamento che avrei voluto ma preferisco questo al rimanere nella putrescenza attuale e spero di convincere qualcuno a fare come me
    Saluti a tutti, e scusatemi per la lungaggine

  31. Grazie per la chiarezza espressa in questo articolo. Io voterò SÌ e spero che col Sì inizi davvero un radicale cambiamento che dia la possibilità a chi vince di incidere davvero sul paese. Sarà cura di noi tutti prestare più attenzione quando voteremo un candidato. Penso che le incongruenze potrebbero presto essere risolte dallo stesso governo o da chi per esso in caso di vittoria del Sì. L’importante sarà poter cambiare governo dopo 7 o meglio sarebbe 5 anni con voto libero…. Fatemi capire bene solo questo. Dino

  32. Io penso che votare si per avere un cambiamento sia la cosa più banale e cretina che ho letto in vita mia. Io intendo per cambiamento un programma politico serio rivolto all’economia al sociale al lavoro che dia i suoi frutti (l’opposto di quello che sta facendo il governo renzi). Le modifiche che vogliono apportare alla costituzione non attuano miglioramenti in nessuno ambito sociale economico lavorativo. Cambieranno il sistema politico senza sapere però se in meglio o in peggio è una sorta di roulette russa. Io penso che non sia la costituzione a dover cambiare ma il modo di metterla in pratica e tutto il sistema ormai marcio. È una riforma inutile. Io voto NO

    • Indipendentemente dalle motivazioni dell’uno e dell’altro schieramento, entrambe con punti a favore e con punti dubbi, credo anche io che questo mantra del “cambiare è meglio che stare fermi” lasci il tempo che trova. Se vogliamo dire che “migliorare è meglio che stare fermi”, d’accordo, ma fino a prova contraria il miglioramento ci sarà solo a detta dei sostenitori del sì, la cui opinione ha uguale peso di quella dei sostenitori del no.

      A me questo referendum sembra tanto una mossa di Renzi non tanto per cambiare, ma per dimostrare che ha abbastanza potere, carisma, approvazione popolare per farlo. Dopo l’exploit delle europee si sentiva probabilmente invincibile e inarrestabile e, spinto dal suo ego (non ditemi che l’ego in Renzi non è preponderante), ha alzato ancora l’asticella.

      Ora, vuoi per il risultato delle amministrative, vuoi per l’aria che tira nel mondo, sente che la sfida è meno sicura del previsto e passa così dall’ostentare sicurezza, all’attaccare gli avversari (che rispondono per le rime, o attaccano a loro volta con toni esagerati, non lo nego), all’occultare le parti meno chiare della riforma, al sostenere velatamente le previsioni disfattiste della finanza e dei giornali stranieri.

      Io voterò no, dopo essermi ampiamente informato. Ma non credo che se vincerà il sì dovremo temere stravolgimenti epocali. Solo, una vittoria del sì porterà Renzi ed il suo ego su un piedistallo ancora più alto e quello un po’ mi spaventa, perché non so a quel punto che cos’altro si inventerà per dimostrare che lui può “cambiare”.

      • Con questo REFERENDUM dovevamo cambiare le leggi, eliminare l’eccesso di parlamentari, insomma dovevamo cambiare la burocrazia.Gente ricordatevi che se votate NO sarà tutto come prima con questo governo di ladri e scalda poltrone.Le riforme che andiamo a votare scegliendo SI e per un’ITALIA più
        semplice senza cavilli burocratici incomprensibili.Ricordatevi che votando SI non votiamo per RENZI che finito il suo mandato andrà a casa,ma per un ITALIA MIGLIORE che lasceremo ai nostri figli……Meditate gente Meditate!………..

  33. VOTARE SI ! a tutti i costi PER eliminare tutti questi parlamentari MAGNA,MAGNA,tanto per come siamo messi ,PEGGIO DI COSI ‘!!!

  34. Davvero pensate che votando Si ci sia una svolta per l’Italia? Bene allora fatelo…poi ci ritroveremo a parlarne tra un anno, quando tutto sarà uguale o anche peggio, quando ci renderemo conto che il cambiamento vero non passa per spot inneggianti al futuro del paese e alla occasione mancata, ma quando ci renderemo conto che i soliti problemi con i quali abbiamo a che fare sono sempre li…lavoro, pensioni, tasse, migranti, bilancio…

  35. Io penso che molti problemi rimarranno, ma che votare Sì significhi anche poter contare su un sistema istituzionale migliore, in cui si avrà finalmente contezza certa sulle capacità e la volontà di chi governa di poterli risolvere.
    Una delle principali argomentazioni del no riguarda il rischio di derive autoritarie e la limitazione di strumenti di democrazia diretta.
    Il rischio, in particolare, deriverebbe dal combinato disposto tra la legge elettorale battezzata e nota come “Italicum”, valevole, al momento, per la sola Camera dei deputati, e la modifica costituzionale oggetto di referendum popolare confermativo.
    Sul funzionamento dell’Italicum, su cui peraltro ebbene ricordare che si attende ancora la pronuncia della Consulta sulla sua legittimità costituzionale, sono oramai stati pronunciati fiumi di parole ed ettolitri di inchiostro che sarebbe superfluo e stucchevole ogni ulteriore commento.
    Qui, pertanto, la riflessione ed il confronto che si vuole stimolare riguarda più che altro il tentativo di riscontrare oggettivamente e, dunque, al netto di inquinamenti ideologici e di tentazioni demagogiche, la sussistenza o meno dei rischi paventati dai sostenitori del no circa l’interrelazione esistente fra legge elettorale e modifica costituzionale oggetto di consultazione referendaria.
    Eleggere una Camera dei deputati con un meccanismo elettorale ad evidente vocazione maggioritaria e con i capi lista bloccati ed avere un Senato, che la Costituzione, modificata nella sua parte dedicata all’organizzazione dello stato ed alla vita democratica, vuole rappresentativo dei territori e, quindi, composto da consiglieri regionali e sindaci, infatti, condurrebbe ad un Parlamento di nominati ed a un governo di oligarchi di regime.
    In verità, c’è da dire che una democrazia di più diretta espressione popolare non si promuove solo con l’eliminazione delle liste o dei capi lista bloccati e la possibilità di scelta del parlamentare da parte dell’elettore.
    I candidati, invero, verrebbero scelti, come è sempre stato, dai partiti o movimenti politici che decidano di competere alle elezioni e che naturalmente siano capaci di raccogliere un numero di firme sufficienti alla presentazione delle liste.
    Sappiamo tutti, dunque, che l’elettore sarebbe sempre ed in ogni caso chiamato a scegliere fra una lista di <>. L’unica opportunità in più che avrebbe, esprimendo la preferenza, sarebbe semplicemente quella di scegliere liberamente l’ordine con cui vuole votare fra più candidati <>.
    Anche sul tanto vituperato Senato che verrebbe fuori dalla riforma, inoltre, ci sarebbe da dire che i consiglieri regionali ed i sindaci che andrebbero a comporlo, nominati o non nominati che siano, sarebbero in ogni caso scelti fra quelli eletti dai cittadini durante le elezioni regionali e comunali. Lo stesso testo costituzionale riformato, peraltro, fa espresso rinvio alla legge ordinaria per la disciplina delle modalità di scelta di consiglieri e sindaci che dovranno rappresentare i territori nel nuovo Senato.
    In realtà, è evidente che la vittoria del no non produrrebbe semplicemente l’effetto di conservare lo status quo, ma aprirebbe, con ogni probabilità, la strada ad una nuova legge elettorale a forte impronta proporzionale.
    Questo significa, in concreto, eliminare la possibilità da parte dei cittadini di scegliere il proprio governo.
    Tornare al proporzionale significa tornare alla prima repubblica.
    Significa, dunque, offrire la possibilità ai partiti ed ai movimenti politici di accordarsi fra di loro e scegliere loro il governo in luogo dei cittadini.
    Significa consentire accordi fondati su patti di potere e di distribuzione delle poltrone che prescindono dal consenso elettorale.
    Significa un rigurgito forte dei vecchi manuali Cencelli
    Significa arrivare al paradosso che chi ottiene la maggioranza relativa alle elezioni possa essere relegato all’opposizione grazie all’accordo fra forze politiche di minoranza che si alleano insieme per occupare il potere.
    Significa ritornare ai governi di penta o tetra partito che hanno ingessato questo paese per quasi settant’anni.
    Significa riesumare i guasti prodotti non dalla Costituzione del ‘48, che rimane e rimarrà la Costituzione più bella del mondo, ma dai meccanismi istituzionali che sono stati trapiantati forzatamente in essa come cellule estranee per produrre anticorpi in nome di quell’anticomunismo che tanto interessava all’America.
    Ebbene quel trapianto di cellule con l’andare del tempo ha prodotto rigetto e guasti.
    Non è forse arrivato il momento di espiantare quelle cellule?
    Se il problema di un sistema a vocazione maggioritaria è quello di emarginare le minoranze, è altrettanto vero che il problema di un sistema proporzionale è quello di consentire l’estromissione delle maggioranze, o, comunque, di forze con ampio consenso elettorale dalla possibilità di assumere responsabilità di governo.
    La soluzione è ovviamente quella di trovare un corretto ed oculato equilibrio fra i due estremi.
    Può darsi che l’Italicum debba essere corretto, ma non penso proprio che, come dice Berlusconi, si rischino derive autoritarie.
    Dal mio punto di vista è chi afferma questo che è in malafede e non il contrario.
    Non far passare la riforma non significa forse consentire a Berlusconi di sedersi ad un tavolo e di ridare le carte per chiedere un sistema elettorale proporzionale che gli consentirebbe di avere ancora un ruolo e di condizionare il governo del Paese nonostante un consenso oramai ridotto al lumicino?
    Non equivale forse a permettere a Salvini, Meloni ed alla Sinistra di Fassina di continuare a sopravvivere in un Parlamento bicamerale e paritario composto da una miriade litigiosa di gruppi parlamentari pronti ai veti incrociati ed alla ripartizione delle poltrone?
    La vittoria del sì al referendum, per contro, spianerebbe la strada della vittoria ai Cinque Stelle nella prossima tornata di elezioni politiche. Sarebbero, infatti, comunque, avvantaggiati da un Italicum che seppur corretto rimarrebbe senz’altro di impronta maggioritaria.
    Ma forse vincere ed essere costretti ad assumere la responsabilità del governo nazionale è proprio quello che non vogliono.
    I problemi da affrontare sono enormemente complessi e nessuno, nemmeno loro, a prescindere dal livello di capacità, sarebbe in grado di risolverli tutti in tempi brevi.
    È molto più facile continuare conquistare consensi sparando a zero sul mucchio.
    Così Beppe Grillo continua a chiedere di andare a votare subito dopo il referendum e la certa vittoria del no.
    Questo consentirebbe al Movimento Cinque Stelle di continuare ad accumulare consenso facendo leva sulla rabbia di noi cittadini attraverso il solito schema della denigrazione di tutto e di tutti senza dover assumere responsabilità di governo a livello nazionale.
    L’onestà intellettuale viene prima della fedina penale che è sacrosanta e che dovrebbe essere scontata per chiunque si accinga a voler ricoprire una carca pubblica elettiva o non elettiva che sia.

  36. ho letto il testo integrale e posso dire che l’articolo non è un po fuorviante perché nelle modifiche non si fa riferimento chiarificatore, alle modalità di elezione dei nuovi senatori,oltretutto non sono l’unico che ha avuto questa perplessità anche in qualche radio se ne è parlato e datevi un’occhiata alll’art.77, è come viaggiare dentro la nebbia, non che sia sfavorevole ai cambiamenti ma questa riforma vuole rendere modellabile la costituzione a seconda dei tempi e a chi è pronto a sparare critiche ricordi che è l’unica vera forma di garanzia fino al 4 dicembre rimasta, poi chissà! Per favore non rispondete se avete raccolto informazioni solo sulla base di telegiornali e insulsi articoli come questo. LEGGETE IL TESTO INTEGRALE E POI FATEVI UN’IDEA VERA di quello che verrà in caso di vittoria del si

  37. Allora con in No rimane tutto come sempre. Con il Si cambia tutto. E chi mi dice, che il cambiamento sia migliore della situazione attuale? Rischiare, perchè più male di così non può andare? Invece può andare dal male a peggiore! Guardate cosa è successo alla Grecia e ripensate se il Si sarebbe propio la soluzione giusta.

    L’ Italia merita non un referendum che destabilisce borghesia, ma uno che la rinforzi.

  38. io voto NO, perchè con questa non chiara riforma e troppo di libera interpretazione il governo potrà far ciò che più gli piace, e sopratutto con molti più poteri di adesso rischiamo seriamente che sorga una nuova dittatura, già son 3 presidenti della camera di seguito che non eleggiamo, ora con questa riforma limitano ulteriormente ciò che i cittadini possono fare innalzando del 300% il numero di firme necessarie per proporre una legge popolare… ma è normale questo? No, io voto NO!

  39. A prescindere da risparmi ipocriti, auguro una grandissima vittoria del NO, perché è verissimo che da tempo si auspicava un Parlamento MONO CAMERALE, ma questa reviviscenza ipocrita d’un senato non eletto e rifugio dei trombati politicanti nazionali – piazzati ad arte dai partiti vari nei gangli dei sistemi della Repubblica – è un ABORTO levantino e curialesco, che solo un boy scout di Renzi poteva abortire.
    L’inganno, poi, di DOVERSI esprimere con un solo NO su più temi costituzionalmente rilevanti è truffaldino e repellente democraticamente.
    Evviva una grandissima vittoria a questo schifoso e costoso referendum da parte dell’ultimo iscritto all’ANPI, motivato proprio in onore dei tanti, molti morti della Resistenza, padri della nostra Costituzione: lunga/rigida/invidiataci dalle altre Nazioni e democratica.

    Michele DI GIUSEPPE, dottore magistrale e specialista in GIURISPRUDENZA dell’Università di Genova.

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