Identità Europa: contaminazione, mescolanza, fratellanza

di

A Bruxelles da alcuni giorni sono schierati i parà, a difesa da possibili attacchi di jihadisti a una serie di obiettivi sensibili. Il livello di allerta è cresciuto dopo che giovedì scorso la polizia è intervenuta contro un nutrito gruppo di terroristi che preparava imminenti operazioni proprio nella capitale del Belgio e dell’Unione Europea. Ora l’esercito è visibile nelle strade, mentre la gente fa acquisti approfittando dei saldi. Visione stridente e sensazione triste.

Identità Europa
@European Parliament

Chi siamo e cosa vogliamo

Sono Charlie, siamo Ahmed, sei Juif. Ah no, aspetta, io non sono Charlie ma sono Juif, lui invece dice che è Ahmed e pure Charlie. Però se sono Charlie allora non sono le 2000 vittime di Boko Haram in Nigeria.

Se sono filo israeliano uso questa strage per dire che i palestinesi sono terroristi tali e quali, se sono filo palestinese sono schifato nel vedere Netanyahu marciare in difesa della libertà di espressione, però ora che i palestinesi bruciano la nuova edizione di Charlie Hebdo non so più cosa pensare. Le destre di tutto il mondo diffondono islamofobia, chiedendo ai musulmani moderati (come se questa espressione avesse un senso logico) di distanziarsi. I musulmani giustamente ripetono che non hanno nessun bisogno di distanziarsi da nulla, perché non gli pare che a un europeo venga richiesto di distanziarsi da un bel nulla se europei del presente o del passato si rendono protagonisti di efferati crimini. Tuttavia alcuni musulmani uccidono urlando il nome di Dio. C’è chi vuole scatenare una guerra, c’è chi crede di essere in guerra. C’è chi vede scontri di civiltà, c’è chi invoca la libertà. È già stato detto tutto e il contrario di tutto.

Identità Europa: contaminazione, mescolanza, fratellanza

Si è parlato di identità, utilizzando il termine per contrapporre schieramenti. L’identità europea contro quella di coloro che negano la libertà. Si fatica a comprendere. L’Europa è terra in cui le libertà sono state negate per secoli, ogni diritto calpestato. Anche al giorno d’oggi, abbiamo ancora molta strada da percorrere e diritti fondamentali che vengono disattesi. È tuttavia vero che l’Europa, con molta fatica, sembra essere riuscita a porre dei capisaldi. Quantomeno quello per cui le offese o gli abusi non si lavano nel sangue. Ma con l’identità bisogna costruire i ponti, non le barriere. Cosa diavolo è l’identità europea, in fondo?

È il trionfo della mescolanza, della contaminazione, è un insieme liquido e cangiante. Parte dalla filosofia greca, passa dal diritto romano, incontra e si fonde con il mondo arabo e musulmano e le sue immense altezze, trae linfa e vita dall’ebraismo, trasuda cristianesimo e razionalismo nordico. In questa meravigliosa mescola si sviluppano la scienza e la laicità, l’illuminismo e la ragione che appartengono a tutti oltre la rispettiva fede. Si sono creati mostri come il nazionalismo e il sopruso dell’uomo sull’altro, elevato l’individualismo a religione dando luogo a tragedie sociali, ma allo stesso tempo qui sono nati i più grandi esempi di solidarietà e rispetto dell’altro, di cooperazione e comunità. L’identità europea non va difesa con un muro ed elevata a superiore rispetto alle altre. L’identità europea di cui oggi ci vantiamo è contaminazione, integrazione e diversità. Sopravvivrà se rimarrà tale.

identità europa
@smeeclairesy.deviantart.com

Libertè + egalitè

Un mantra, la libertà. Bene supremo dell’uomo. E non può che essere così. Ma non è brandendo matite e citando Voltaire come un mare di anime candide che salveremo noi e questo mondo. Bisogna gettare la maschera dell’ipocrisia. In tutti i sensi e senza alcun riguardo. La libertà di espressione non è uguale alla libertà di offesa. Va punito chi limita la libertà così come va punito chi del proprio diritto abusa, mediante i mezzi previsti dall’ordinamento giuridico. Naturalmente in tutto ciò nessuno ci deve rimettere la pelle. Tuttavia, se questo ci basta, non arriveremo mai da nessuna parte.

La rivoluzione francese, più volte citata in questi giorni, ha dato al mondo il motto di cui tutti ci fregiamo, “libertè, egalitè, fraternitè”. Le prime due parole rappresentano principi fondamentali, da cui discendono moltissime norme di legge che non si finirà mai di difendere di fronte ai soprusi che subiscono ogni singolo giorno anche in Europa, anche in Occidente. Per quanto si tratti di conquiste innegabili della civiltà, che non vanno date per scontato, solo con esse non si costruisce nulla che non sia individualismo. Un mondo dove le libertà si scontrano facendo a gara a definirsi come giuste, un mondo dove l’uguaglianza, in fondo, non può esistere. Perché manca il collante.

Libertè + egalitè + 1

Esiste un terzo concetto, del tutto dimenticato, la fratellanza. Suona come una parola da parrocchia, un po’ sfigata e polverosa, ma senza la quale gli altri due pilastri vengono giù come un castello di sabbia. Forse fa pure un po’ schifo, perché non è molto cool. Non è moderno. Quante volte sentiamo dire ad esempio, con riferimento alla società USA, che è fatta di liberi ed eguali? Risultato: una delle società con più miseria sociale e disuguaglianze. La verità è che ci siamo dimenticati un pezzo. La fratellanza ci dà fastidio, perché distrugge l’individualismo. Se siamo liberi e uguali va bene, ognuno sta per i fatti suoi e io non mi sporco le mani con te. Se siamo fratelli invece, beh, c’è da sporcarsi le mani eccome. Cambia tutto. Non è la norma giuridica che conta, ma qualcosa di ben più profondo.

La fratellanza fra gli esseri umani è l’unico possibile collante. Non è possibile definirlo per legge, non si può difendere in tribunale. È un sentimento e al tempo stesso una conquista della ragione. Come tutto ciò che è profondamente umano, a sua volta è profondamente religioso, e viceversa. Si applica a tutte le religioni e a tutti gli atei, proprio perché è il massimo punto di elevazione dello spirito umano. Non può esistere alcuna coerenza, non può esistere alcun rispetto della libertà e applicazione dell’uguaglianza, senza che gli uomini si comportino come fratelli.

Ed è nella fratellanza che sta l’inclusione e la relazione, che permettono di andare oltre l’offesa o l’ingiustizia, quando questa dovesse verificarsi. Non esiste altra via alternativa all’inclusione di questo principio e all’esclusione e sconfitta di tutto ciò che con esso confligge, si chiami Isis, Boko Haram o Front National. Se a qualcuno tutto ciò puzzasse di chiesa, ricordiamo sommessamente che il concetto campeggia sugli edifici pubblici della nazione più laica del mondo, nel motto della rivoluzione che i preti se li mangiava. Evidentemente sia Cristo – con Maometto, Buddha e tutti quelli del club – che Robespierre, ci avevano visto lungo.

Segnala un errore

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

sudan

Sudan quotidiano

Il Sudan esce da 30 anni di dittatura e attraversa un periodo incerto, pieno di paura e di speranza. Come si vive la quotidianità in momenti del genere?
cosa succede in zimbabwe

Cosa succede in Zimbabwe: un paese alla ricerca della democrazia

Dopo 37 anni di dittatura dell'ex presidente Mugabe, il 30 luglio 2018 si sono tenute in Zimbabwe le prime elezioni libere: come sono andate? Come si è evoluta la situazione? Che aria si respira nel paese? Ce lo racconta una cooperante che vive e lavora nel paese.
Torna su