Hezbollah, sciiti del Libano: islamici che combattono contro Isis

di
Hezbollah sciiti del Libano
@commons.wikimedia.org

Nella sua avanzata verso il Libano, Daesh ha trovato l’opposizione degli sciiti di Hezbollah: “il partito di Dio”, come vuole la traduzione dall’arabo, sta infatti diventando il principale antagonista di Isis nel territorio libanese. Chi sono gli aderenti a Hezbollah? Da dove vengono e che ruolo hanno in Libano?

Come nasce Hezbollah

Fra il 1978 e il 1982, Israele invade il Libano meridionale, in risposta alle aggressioni subite sul proprio confine settentrionale ad opera di milizie provenienti dal territorio libanese. Durante l’occupazione, si formano diversi movimenti per la liberazione: nel 1982 nasce così Hezbollah, una milizia sciita emanazione diretta della rivoluzione iraniana, che si stava concretizzando in quegli anni, e che si ispira agli insegnamenti dello Ayatollah Khomeini. Assieme agli altri componenti del Fronte Libanese di Resistenza Nazionale, Hezbollah inizia una guerra contro gli occupanti attuando pratiche di guerriglia. Con gli accordi di Ta’if, nel 1989 il Fronte viene disarmato, ma gli Hezbollah rimangono in attività in quanto l’occupazione militare di Israele è ancora in corso. La guerra continua per undici anni in cui si susseguono diversi attentati da parte dei miliziani libanesi e i consecutivi interventi aerei o di terra israeliani. Il conflitto prosegue fino al 2000, quando Israele decide di ritirare le proprie truppe dal Libano dopo la disgregazione dell’Esercito del Libano del Sud. Malgrado la fine ufficiale del conflitto, il confine settentrionale israeliano continua a rimanere una zona calda in quanto negli ultimi anni si sono più volte verificati lanci di missili verso Israele dalle basi libanesi (controllate da Hezbollah) che hanno provocato come risposta diversi bombardamenti israeliani sul confine. Il successo della campagna contro gli occupanti ha comunque aiutato Hezbollah ad incrementare la propria sfera di consensi, trasformandolo in un soggetto importante nella politica nazionale.

Il ruolo di Hezbollah in Libano e i rapporti internazionali

In Libano Hezbollah si presenta soprattutto come partito politico, il cui leader dal 1992 è Hassan Nasrallah. Grazie sopratutto ai finanziamenti provenienti dall’Iran, Hezbollah ha finanziato diverse iniziative volte a tutelare servizi fondamentali quali istruzione o sanità, e garantire una certa sicurezza sociale per le fasce di popolazione più povere. Tuttavia, nel proprio manifesto rivendicano una rigida applicazione della Sharia, la legge coranica, al contesto istituzionale a scapito delle altre realtà culturali e religiose presenti su tutto il territorio libanese. Bisogna infatti notare che il sistema politico del Libano è basato interamente sul bilanciamento di poteri fra diverse confessioni religiose (si parla infatti di regime politico su base confessionale). Inoltre, visti i trascorsi belligeranti, Israele viene visto come una “minaccia eterna” per il Libano e questo giustificherebbe la presenza perenne dell’apparato militare in seno al partito. Rispetto alle altre realtà politiche, non si pone come partito anti-sistema ma si integra con quelli che sono i meccanismi democratici delle istituzioni, spesso aderendo anche a coalizioni multi-confessionali. Hezbollah controlla anche un canale televisivo satellitare denominato Al-Manar: il bacino d’utenza in Libano è stimato attorno al milione di spettatori, mentre in tutto il mondo si parla di 10-15 milioni.

Nel mondo arabo, Hezbollah gode dell’appoggio politico ed economico dei Paesi sciiti come l’Iran e la Siria prima della guerra. È ovviamente osteggiato dai Paesi sunniti (come Arabia Saudita e Giordania) ed anche da buona parte dell’Occidente, in quanto considerato un partito terrorista: Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Canada, Australia ed Israele l’hanno classificata come organizzazione terroristica e anche il Parlamento Europeo nel 2005 ha approvato con una maggioranza schiacciante (473 a favore, 8 contro, 33 astenuti) una risoluzione che lo etichetta come tale. Sempre nel 2005, indagini condotte dal Brasile hanno portato alla scoperta di una rete internazionale per il traffico della droga che pare faccia capo proprio ad Hezbollah. Secondo alcuni osservatori, con i soldi derivanti dal traffico illecito e con i finanziamenti provenienti da Iran e Siria, il partito avrebbe finanziato non solo la propria formazione militare ma anche l’addestrato uomini e il rifornimento di risorse per Hamas e ad altre milizie palestinesi.

La guerra in Siria e l’Isis

Con lo scoppio della guerra civile in Siria, Hezbollah e Governo libanese hanno assunto posizioni differenti: i primi si sono schierati con Assad, grande amico e finanziatore del partito, mentre il Governo ha scelto di rimanere il più possibile neutrale. Durante le prime fasi della guerra, si verificano diversi scontri fra i simpatizzanti filo siriani  ed anti siriani sia a Beirut che a Tripoli e sul sul confine libanese imperversano incursioni e rapimenti da parte di alcune formazioni ribelli siriane. Aumenta così la paura di un possibile sconfinamento del conflitto anche nei territori libanesi. Anche la presenza di Hezbollah e il suo forte radicamento nel Sud del Paese rappresentano un ulteriore fattore di instabilità: c’è la paura che i sostenitori di Assad aprano un fronte interno per colpire i ribelli siriani alle spalle in aiuto del dittatore. Consapevole dei propri mezzi e della propria posizione, Hezbollah decide di approfittare del caos e della paura per legittimare la propria presenza nel Libano meridionale schierando un gran numero di propri miliziani al fianco dell’esercito regolare presente sul confine siriano. La situazione degenera nel maggio del 2013, quando le paure diventano realtà: i miliziani sciiti stanziati sul confine intervengono in favore dell’esercito di Assad contro i ribelli nella città di al-Quasyr. Da questo momento in poi, gli interventi di Hezbollah si fanno sempre più frequenti fino ad arrivare ad un vero e proprio fiancheggiamento dell’esercito siriano contro i ribelli fondamentalisti di al-Nusra. Contemporaneamente, nelle città di Beirut e Tripoli si acutizzano le violenze e l’esercito libanese è costretto ad intensificare la propria azione di repressione senza però arrivare ad una pace duratura.

Nell’Agosto 2014 arriva anche Isis: approfittando del supporto dei fondamentalisti sunniti di Arsal e Tripoli, il Califfato riesce a penetrare in Libano con l’aiuto di alcuni miliziani di al-Nusra. Dopo i primi successi, il fronte jihadista viene respinto dall’esercito libanese sui rilevi montuosi sul confine siriano settentrionale vicino ad Arsal. Da quest’area si concentrano i successivi tentativi di invasione, ma il supporto di Hezbollah permette all’esercito libanese di mantenere le proprie roccaforti e impedire l’avanzata dello Stato Islamico.

Ad oggi, lo Stato Islamico ha ufficialmente dichiarato l’apertura di un fronte libanese contro Hezbollah: l’appartenenza sciita degli aderenti al partito e la loro opposizione alle milizie sunnite in Libano lo rendono un partito apostata e nemico del Califfato. Gli attentanti rivendicati dall’Isis di inizio Novembre a Beirut sono una vera e propria dichiarazione di guerra: un doppio attacco kamikaze contro le roccaforti di Hezbollah nella Capitale è costato la vita a 41 persone ed ha provocato 200 feriti. L’obiettivo di Isis adesso è aprire un vero e proprio fronte di guerra in Libano per costringere Hezbollah a difendersi in casa propria ed abbandonare il fronte siriano.

Segnala un errore

Fiorentino di nascita, nativo digitale e content creator di professione, anche se ancora devo capire in cosa consiste questo mestiere. Da nerd di prima categoria ho scelto di seguire la più emozionante delle mie passioni: la politica.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

Torna su