Il gioco più bello del mondo

di
Il gioco più bello del mondo
@SLR Jester


Oggi facciamo una cosa che in questo periodo non sta facendo nessuno, ma proprio nessuno: parliamo di calcio.

Può sembrare che il calcio c’entri poco con questa rubrica: è vero che qui ci occupiamo di giochi, ma di solito preferiamo quelli più sedentari. Siamo più tipi da boardgame e videogiochi che da sport.

il gioco più bello del mondo
@Paul

Tuttavia, a parte il fatto che il futbol è protagonista di una serie infinita di videogame e anche di qualche gioco da tavolo, su tutti il mitico Subbuteo, c’è un motivo se viene chiamato il gioco più bello del mondo. E il motivo è che, a guardar bene, racchiude in sé tutti gli altri giochi. O quasi.

Procediamo in ordine sparso.

Scacchi. Il contropiede, del quale abbiamo ammirato uno splendido esempio durante Croazia-Messico, ricorda da vicino il gambetto, un’apertura scacchistica che consiste nel sacrificare un pedone per guadagnare spazio di manovra: in entrambi i casi l’avversario viene attirato in avanti allo scopo di fregarlo nelle retrovie. E che cos’è la difesa a catenaccio, se non una versione calcistica dell’arrocco?

Biliardo. Le statistiche dicono che finora il Brasile ha corso in media un centinaio di chilometri a partita, mentre l’Australia, eliminata al primo turno, ha sfiorato quota centoventi. I polmoni non sono tutto; per far arrivare la palla/biglia in rete/buca contano di più la freddezza e la capacità di sfruttare le geometrie. Nel calcio come nel biliardo.

Bowling. Chiunque abbia cercato di ottenere uno split abbattendo un singolo birillo rimasto in piedi sa come si sente un rigorista. Con la differenza che, quando tiri un rigore, devi fare di tutto per mancare il birillo. E non è affatto facile, come ha imparato sulla sua pelle il valoroso ma sfortunato Cile.

il gioco più bello del mondo bowling
@Bill Harrison

Poker. Spesso tacciato di essere un passatempo per viziosi, in realtà il poker può avere una funzione didattica. Certi soggetti talentuosi ma poco collaborativi dovrebbero praticarlo più spesso: imparerebbero che, se l’avversario non è proprio un bluff, un asso da solo non basta a vincere una partita. Anzi, per batterlo è sufficiente un banale Uruguay con una coppia di due.

Gioco dei mimi. Un classico delle feste delle elementari. Mimica e gestualità sono fondamentali per chi vuole giocare a calcio da professionista; e no, gli italiani non sono i più bravi neanche in questo.

Giochi di ruolo. Nel gioco di ruolo i giocatori si calano nei panni di qualcun altro: diventano maghi, guerrieri, esploratori spaziali, impavidi detective. È più o meno la stessa cosa che succede in Italia dopo ogni partita, e soprattutto dopo ogni sconfitta, della Nazionale. Con una differenza: tutti e sessanta i milioni di italiani scelgono di interpretare lo stesso ruolo. Quello del commissario tecnico.

Immagine di copertina| @Andy Griffin

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Classe 1975, è laureato in Lettere. Lavora come editor in campo letterario, televisivo e cinematografico. Vive con la sua famiglia a Segrate, in provincia di Milano.

1 Comment

  1. é indiscutabilmente il gioco più seguito e corrotto del mondo, ma lontano anni luce dall’essere il più bello.

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