Cosa succede a Roma? L’intervento di Beppe Grillo

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Cosa succede a Roma? Virginia Raggi e i problemi del Movimento 5 Stelle
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Ogni giorno il caso comune di Roma 5 Stelle regala colpi di scena non da poco. Dopo il caos per le indagini sull’assessore Paola Muraro è intervenuto Beppe Grillo a sedare la possibile rissa infinita. Da una parte confermando la fiducia (a termine?) a Virginia Raggi, con la dichiarazione

Virginia Raggi va avanti, sta reggendo benissimo. Noi vigileremo.

dall’altra sposando la tesi dei poteri forti e chiarendo che il direttorio non è in discussione

La reazione del sistema a noi è una cosa bellissima. E’ una meraviglia. Siamo entrati nella superfetazione della merda cosmica. Questi ragazzi fantastici, il famoso direttorio, voglio ringraziarli.

È significativo però il fatto che Raggi e Grillo non si siano incontrati. Se regolamento di conti interno è stato, i vincitori per il momento restano la sindaca -il mini direttorio romano si è sciolto – e Alessandro Di Battista, che ha colto la palla al balzo per portare tutto il Movimento 5 Stelle dalla sua parte per un no secco alle Olimpiadi

Sarà un no secco, che farà tremare il potere

Il CONI, gli atleti medagliati di Rio e Renzi hanno preso malissimo questa decisione, pubblicizzata in tempi un po’ sospetti senza consultare nemmeno il Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Da una parte il Coni è incredulo e si aspetta ancora di essere convocato a riguardo dopo le Paralimipiadi, dall’altra Renzi ha ironizzato

I Cinque Stelle dicono di no per questioni interne e per rifarsi la verginità nel dibattito di Roma. A me sembra triste.

Luigi Di Maio, che si è scusato durante il comizio di mercoledì a Nettuno per la famosa “mail compresa male”, esce indebolito dalla vicenda ma anche grazie a Grillo rimane in piedi. Bisognerà capire se i militanti gli rinnoveranno la fiducia, di cui in questo momento sembra più godere “il Dibba”.

Altro cambiamento repentino al Comune è stato il ripensamento di Raggi e 5 Stelle sul neo assessore De Dominicis, anch’esso indagato. Mentre l’ex procuratore della Corte dei Conti del Lazio grida al complotto, la Raggi su Facebook ha precisato che

Vedremo quali saranno i nomi nuovi per il Movimento 5 Stelle a Roma: di certo resta solo il fatto che Raggi e 5 Stelle non si possono più permettere passi falsi, almeno nel breve periodo. Al di là della tifoseria pro e contro a prescindere, questo settembre potrebbe essere decisivo per la credibilità di un Movimento che aspira a governare nel 2018 l’Italia.

6 settembre

Cosa succede a Roma? Le difficoltà del Movimento 5 Stelle

a cura di Fabrizio Pedone

Cosa sta succedendo a Roma? Una domanda legittima che si staranno facendo in queste ore parecchi italiani, noi compresi: proviamo a fare chiarezza fra le mille indiscrezioni e pareri che fioccano dalle pagine di giornali e social, dalla voce dei politici e dai diretti interessati.

I fatti. Ci eravamo lasciati con la partenza non proprio semplice dell’amministrazione Raggi. La sindaca era però riuscita, dopo alcune vicissitudini e la caduta di un paio di teste, comprese le dimissioni a sorpresa di Roberta Lombardi dal direttorio incaricato di seguire l’operato della nuova amministrazione capitolina, a nominare capo di gabinetto il magistrato anticorruzione Carla Romana Raineri.

Dimissioni. Ad un mese di distanza da quei fatti ecco però il colpo di scena. Carla Raineri si dimette – ed è già il secondo capo di gabinetto a farlo dopo l’addio di Daniele Frongia – a seguito delle polemiche scaturite dal suo compenso, 193 mila euro annui, e soprattutto del parere chiesto dalla stessa Raggi all’ANAC (Ente anti corruzione) sulla compatibilità della nomina della magistrato. I guai, per i 5 stelle, non finiscono qui. Al seguito della Raineri, della cui presenza nello staff del sindaco si sentivano evidentemente in qualche maniera garantiti e tutelati, si dimettono infatti l’assessore al bilancio Minenna e i dirigenti delle partecipate Rettighieri, Brandolese (Atac) e Solidoro (Ama).

Caso Muraro. Pochi giorni fa esplode, infine, il bubbone Paola Muraro. L’ex consulente Ama (azienda romana per i rifiuti urbani) e ora Assessore all’ambiente è infatti indagata per abuso d’ufficio e, si scoprirà poi, avrebbe informato di questo Virginia Raggi già a luglio. Non è ben chiaro se la sindaco abbia a sua volta informato della cosa l’intero direttorio, i vertici del Movimento o la sola Paola Taverna, ma di sicuro qualcuno, all’interno del movimento, sapeva da tempo.

Assessore De Dominicis. Un’altra notizia tutt’altro che entusiasmante per gli elettori del MoVimento è stata la nomina dell’ex procuratore della Corte dei Conti Raffaele De Dominicis al bilancio. In particolar modo dopo un’intervista al Corriere della Sera dove il neoassessore ha dichiarato di essere stato contattato per l’incarico dall’amico avvocato Sammarco, titolare dello studio dove Raggi ha svolto il suo praticantato e fratello di Domenico, legale di Cesare Previti.

Attacco e difesa. Da qui la ridda di accuse dei nemici: in realtà comanda Marra (vice capo di gabinetto e uomo per tutte le stagioni), comanda Salvatore Romeo (capo della segreteria della sindaca), comanda l’avvocato Sammarco (capo dello studio legale nel quale lavorava Raggi fino all’elezione). Monolitica e scontata la prima difesa a 5 stelle: è un complotto dei poteri forti. Ma gli attacchi più velenosi vengono ora dagli ex, ovvero da Minenna e Ranieri, che raccontano retroscena non proprio gratificanti sulla gestione del potere capitolino. Ha dichiarato la Raineri

La verità è che ero scomoda, ero avvertita come un corpo estraneo, come un nemico da abbattere. La sindaca faceva gestire tutto al duo Romeo-Marra, il primo ricopriva di fatto il mio ruolo e si occupava delle partecipate facendo l’assessore-ombra di Minenna. L’altro, che pure era il mio vice, riferiva direttamente a Raggi.

Anche Federico Pizzarotti, sindaco di Parma sospeso dai 5 stelle, non ha voluto perdere l’occasione di togliersi più di un sassolino dalla scarpa, compresa la piccola vendetta per accuse a lui rivolte dalla stessa Raggi che gli rimproverava la poca trasparenza. Dopo aver twittato non senza una certa ironia

Pizzarotti ha chiesto le dimissioni del Direttorio, vero obiettivo del sindaco di Parma. Non ultimi sono arrivati anche i mal di pancia degli assessori in carica Berdini e Bergamo.L’impressione è che all’interno del Movimento 5 Stelle, in particolare quello romano, sia iniziata una guerra di potere e di rivendicazioni che rischia di distruggere il Movimento dall’interno.

Ora cosa succederà? Innanzitutto verrà chiesto all’assessore Muraro di fare un passo indietro per placare il forte malcontento della base e -sembra- dello stesso Grillo. Virginia Raggi dovrà decidere quale linea adottare e una volta per tutte chiarire eventuali errori e responsabilità. Intanto Di Maio ha rinunciato alla sua partecipazione al talk show Politics e Di Battista ha interrotto il suo tour per il NO al referendum: entrambi i forfait sembrano spie evidenti del nervosismo in casa 5 stelle, di quanto sia ormai chiaro a tutti il rischio di perdere l’occasione che davvero non può essere persa per accreditarsi come amministratori responsabili e potenziali candidati alla gestione del Paese.

No tifosi. Volendo uscire dalla logica delle opposte tifoserie, dal garantismo, dal giustizialismo ad intermittenza e dal vociare social degli ultras, ad essere entrata in crisi non è soltanto l’amministrazione capitolina e nemmeno il solo Movimento 5 stelle ma un’intera concezione dell’amministrazione della cosa pubblica comune (in parte) anche ad altre esperienze politiche, ovvero la supremazia del tecnico sul politico come ben spiegato da Alessandro Coppola in questo articolo. La crisi di Roma potrebbe quindi rivelarsi l’ennesimo scandalo all’italiana che contribuirà ad allontanare ancora più persone dalla politica oppure essere un’occasione importante per ripensare il ruolo dei partiti nella società e dei cittadini all’interno dei partiti, a partire da un generale e profondo ripensamento dello stesso Movimento 5 stelle.

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