2018 #EuropeforCulture: cos’è l’anno europeo del patrimonio culturale

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Esattamente un anno fa, ad una cena con amici, si parlava di quanto e come l’Unione Europea avesse lavorato da un punto di vista culturale per rendere l’unione degli stati salda e coesa. Tra noi c’erano opinioni diverse. Molti sostenevano che il ruolo di una mancata identità culturale condivisa tra i paesi dell’unione stesse venendo a galla con gli ultimi avvenimenti. Altri, pur non ricordando espliciti lavori dell’UE in ambito culturale, riconoscevano in alcuni tentativi – il più apprezzato sicuramente il programma Erasmus – un lavoro in questa direzione.

Ma c’è una novità in arrivo sulle capacità dell’UE di mettere la cultura tra gli assi strategici principali della prossima programmazione 2019-2027. L’Unione Europea ha dichiarato il 2018 anno europeo del patrimonio culturale, sul cui successo (atteso) si intersecano due forti interessi politici: l’affermazione ufficiale delle politiche europee sul patrimonio culturale e il rafforzamento identitario europeo basato sul ruolo del patrimonio culturale in diverse sfere della società.

Per i più curiosi vi spieghiamo di cosa si tratta, quali principali eventi europei e italiani sono previsti e per i più frettolosi ci sono le pocket nius.

anno europeo del patrimonio culturale

Pocket Nius: da sapere in breve

1. Con un decreto legislativo emesso nel 2017 (Decisione UE 2017/864*) la UE ha dichiarato il 2018 anno europeo del patrimonio culturale (EYCH2018) e il 20 novembre 2017, il ministro Dario Franceschini ha ufficialmente presentato a Roma il programma dell’anno europeo del patrimonio in Italia (vedi 5 link in fondo).

2. Con il termine patrimonio culturale non si intendono solo i monumenti ma anche le tradizioni culturali immateriali, i luoghi artistici/culturali, ambientali e paesaggistici. Per l’UE, in particolare, la dimensione propriamente detta ‘culturale’ dei patrimoni è superata per includere anche quella dell’ambiente, sviluppo rurale, politiche di coesione, educazione, cittadinanza, ricerca e imprenditoria.

3. Il 7-8 dicembre 2017 sarà a Milano l’inaugurazione ufficiale dell’anno europeo presso il Forum Europeo delle Culture, che per la prima volta si tiene fuori da Bruxelles.

4. Gli obiettivi dell’anno europeo del patrimonio culturale prevedono coinvolgimento, sostenibilità, protezione e innovazione dei patrimoni culturali europei e sostanziano la convinzione che il patrimonio culturale sia abilitante dei processi di costruzione identitaria, di educazione alla cittadinanza e sia una risorsa strategica di sviluppo su cui puntare.

5. L’UE ha previsto uno stanziamento di 8 milioni di euro che saranno finanziati attraverso il programma Creative Europe per la realizzazione di eventi e iniziative europee, nazionali, regionali e locali. In fondo qualche link ai bandi principali disponibili al momento.

Cos’è l’anno europeo del patrimonio culturale

Cominciamo con il dire che fin dal 1983 l’UE ha istituito degli “anni europei” (in tutto 32) per aumentare la sensibilità (e gli interventi) degli stati e dei cittadini su determinati temi (ne trovate un dettaglio qui). L’ultimo è stato il 2015 – l’Anno Europeo per lo Sviluppo (EYD2015) – che è coinciso con l’ultimo anno per il conseguimento degli Obiettivi del Millennio. Gli anni europei offrono l’opportunità all’UE di mostrare le principali politiche attuate in quell’ambito, di incentivare programmazione e progetti e di incanalare fondi in una determinata direzione.

La dicitura “anno europeo del patrimonio culturale” per il 2018 (EYCH2018) identifica l’ambito prioritario per l’Unione Europea per il prossimo anno (Decisione UE 2017/864) fortemente spinto dalla The European Heritage Alliance 3.3, una piattaforma informale di 40 networks e organizzazioni attivi nella advocacy e lobby in ambito del patrimonio.

Il 20 novembre a Roma è stato presentato il programma dell’anno europeo del patrimonio per Italia e in questa occasione il Ministro Franceschini ha dichiarato:

“L’Europa è il più grande consumatore e produttore di contenuti culturali, in grado di esercitare una leadership mondiale se capace di presentarsi unita. […] la cultura è un grande fattore unificante, molto più dell’azione dei singoli governi: c’è una cittadinanza comune che sta crescendo condividendo arte, cinema, letteratura europei. […] è lo strumento più potente per contrastare i tanti populismi, nazionalismi e spinte antieuropee cresciuti sull’onda della crisi”.

Cos’è il patrimonio culturale

Il patrimonio è qualcosa (un luogo, una tradizione, una lingua, ecc.) da tutelare, da tramandare, ereditato dal passato ma presente nella vita quotidiana delle persone, che in qualche modo oggi è parte della identità culturale.

Generalmente ci riferiamo al patrimonio culturale parlando di monumenti, siti archeologici o strutture fisiche riconosciute tali in primis dalle persone e, in modo ufficiale, dalle istituzioni culturali nazionali (il MiBACT per intenderci) e dall’UNESCO (l’organizzazione delle Nazioni Unite per la tutela e promozione della cultura, educazione e scienze).

Negli ultimi anni, il concetto di patrimonio culturale è un po’ cambiato. Ha integrato quello di patrimonio culturale immateriale (tradizioni culturali, lingue, arti performative folcloristiche, ecc.) e quello di patrimonio ambientale/paesaggistico. Nella formulazione dell’UE la concezione di patrimonio culturale si è spostata dalla dimensione propriamente detta culturale per allargarsi a quella dell’ambiente, lo sviluppo rurale, le politiche di coesione, l’educazione, la cittadinanza, la ricerca, l’imprenditoria, ecc.

L’Anno europeo contribuirà ad affermare una visione ampia e integrata del patrimonio, che includa il paesaggio, l’immateriale, il digitale e sia chiaramente in dialogo con la produzione creativa contemporanea (MiBACT, 20 novembre 2017)

Proteso verso una vera e propria direzione strategica, questo anno europeo segnala infatti due aspetti importanti: necessità di coesione legislativa e identitaria.

L’anno europeo del patrimonio culturale, strumento di coesione legislativa

In generale, la tutela del patrimonio culturale materiale è sempre stata fin dalla prima Convenzione Unesco (1972) oggetto di dibattito e strategie diverse tra i vari paesi del mondo. In UE, mancano delle vere e proprie politiche comunitarie sul patrimonio culturale. Oggi, ogni paese europeo fa a modo proprio per la documentazione, ricerca, tutela e legislazione sulla valorizzazione del patrimonio culturale, ma anche delle professionalità specifiche di questo ambito. Inoltre, questo anno europeo dovrebbe porre l’attenzione sulle difficoltà di oggi nel trovare nuovi metodi di salvaguardia per i patrimoni immateriali, per rispondere alle pressioni dei cambiamenti climatici, dei conflitti sociali o dal traffico illecito che mettono a rischio il patrimonio.

La strategia dell’UE sulle politiche legate al patrimonio, già delineata dall’art. 167 del Trattato di Lisbona, ci si aspetta arrivi proprio nel 2018. Saranno messe a punto in seno all’UE politiche comunitarie su temi specifici per rendere gli interventi sul patrimonio più armonici,  insieme a iniziative culturali ed eventi per la valorizzazione del patrimonio culturale europeo. Come ha dichiarato Silvia Costa, parlamentare europea:

abbiamo voluto rilanciare una forte politica culturale europea che è mancata negli anni scorsi e che deve diventare rilancio dell’Europa stessa.

L’anno europeo del patrimonio culturale, strumento identitario e per la sostenibilità

L’istituzione di questo tema per l’anno europeo è di fatto un tentativo dichiarato per stimolare l’attenzione sui patrimoni culturali dell’Unione Europea e, attraverso la loro celebrazione, in qualche modo rafforzare l’identità di “cittadini europei”. Secondo alcuni studi sviluppare una cittadinanza e identità europea è da qualche anno una priorità dell’UE per tamponare in qualche modo il deficit democratico con cui si è scontrata e che l’ha delegittimata, affinché non sia solo tecnocrazia ma sia anche anima. Tra le iniziative che saranno celebrate e promosse quest’anno che vanno nella direzione della celebrazione di un ‘patrimonio europeo’ queste sono le principali:

  • The European Heritage Days, previsti nel mese di Agosto-Settembre 2018 per celebrare patrimoni culturali legati all’Europa.
  • The European Heritage Label, una certificazione nazionale e sovranazionale per insignire i patrimoni culturali che celebrano valori europei.
  • The European Capitals of Culture, due città  annualmente sono insignite di questo titolo, per il 2018 saranno La Valletta (Malta) e Leeuwarden (Olanda).
  • Numerosi Premi UE come il Prize for Cultural Heritage / Europa Nostra Awards per premiare le migliori pratiche nella gestione, ricerca, salvaguardia, educazione e comunicazione dei patrimoni.

Una riflessione che viene immediata da fare, è che questo lavoro non è semplicemente voler istituire delle nuove categorie e certificazioni di riconoscimento valoriale di una data forma culturale, ma è la costruzione di un vero e proprio linguaggio, di una nuova prospettive sul ‘patrimonio europeo’ in quanto risorsa sovrannazionale, pan-europea e condivisa. Come se si presupponesse l’esistenza di un patrimonio culturale europeo comune che prescinde dalle diversità culturali locali dei vari paesi membri o come se si desiderasse di costruirne uno, con questo e altri interventi** per rafforzare l’unione tra i popoli.

anno europeo del patrimonio culturale

Qual è il budget dedicato alle iniziative dell’anno europeo per il patrimonio culturale?

Ma veniamo ai fatti e ai fondi. Come sapete, l’UE agisce in termini di politiche e finanziamenti e per l’anno europeo 2018 ha previsto uno stanziamento di 8 milioni di euro che saranno finanziati anche attraverso il programma Creative Europe e di cui 1 milione di euro (stanziato sul bilancio UE 2017) destinato alla preparazione dell’anno e la sua comunicazione, 7 milioni di euro (stanziati sul bilancio UE 2018). E se a livello europeo diverse commissioni (13) lavorano per l’organizzazione degli eventi, a livello nazionale ogni paese europeo ha una sede di riferimento che di volta in volta potrebbe lanciare bandi e call per il finanziamento di attività locali, in Italia è il MiBACT.

Dimenticavo! Ci sono degli hashtag ufficiali #EYCH2018 #EuropeforCulture perché i social media e la digitalizzazione saranno i protagonisti del prossimo anno europeo 2018.


I prossimi eventi ufficiali coordinati dalla UE e dall’Italia per #EYCH2018

anno europeo del patrimonio culturale evento a roma
Uno dei prossimi eventi a Roma #EYCH2018
  • 7-8 Dicembre  2017

Inaugurazione ufficiale dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018, presso Forum Europeo delle Culture, a Milano.

  • 20 – 27 Gennaio 2018

Ceremonia di inaugurazione delle due Capitali della Cultura Europea (ECoC) per il 2018 la Valletta (Malta) e Leeuwarden (Olanda).

  • 19 Gennaio 2018

Celebrazione dell’Anno del Turismo EU-Cina, Commissione Europea, a Venezia.

  • Aprile 2018

Lancio dell’ European Heritage Label 2018 a Brussels, in Belgio

  • 20-24 Giugno 2018

European Summit of Cultural Heritage / EU Prize for Cultural Heritage / Europa Nostra Awards Ceremony / 5° Meeting of Stakeholder’s Committee for EYCH2018 a Berlino, in Germania.

  • Agosto-Settembre 2018

Lancio dei Giorni Europei del Patrimonio (European Heritage Days) a livello nazionale, in ogni paese.

  • 18-19 Ottobre 2018

Congresso sul Patrimonio Culturale a Vienna, in Austria.

  • 7-9 Novembre 2018

Conferenza sulle capitali europee della Cultura, a Firenze, organizzata dalla Commissione Europea, il Comune di Firenze, il MiBACT.


5 link per saperne di +

1. Il + video

In questo video viene presentato brevemente e ufficialmente il senso e gli obiettivi dell’anno europeo del patrimonio culturale 2018.

2. Il + ufficiale

Per leggere un dettaglio dello scopo e gli obiettivi dell’EYCH 2018, sul sito ufficiale trovate tutte le informazioni in inglese. Cliccate qui.

3. Il + locale

Ogni paese europeo ha un coordinatore nazionale e un punto di contatto per iscriversi, proporre attività, supportare le iniziative o semplicemente fare domande più dettagliate. A questo link trovate la lista dei coordinatori nazionali per ogni paese.

4. Il + economico

Scade il 18 gennaio 2018 il prossimo bando EACEA 32/2017 per il ‘Support for European cooperation projects 2018’ (Category 1 – Smaller scale cooperation projects / Category 2 – Larger scale cooperation projects) a cui partecipare per proporre progetti per il prossimo anno.

5. Il + organizzato

Se volete approfondire sugli eventi previsti in Italia e già in calendario presentati ufficialmente dal Ministro Franceschini a questo link trovate il pdf completo.

*
Decisione (UE) n. 2017/864 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, relativa a un Anno europeo del patrimonio culturale (2018).
**Nel 2014, già due documenti ufficiali rilasciati dalla Commissione Europea  ufficializzavano l’approccio strategico dell’UE al patrimonio culturale come risorsa strategica per la sostenibilità europea sociale, culturale, economica e ambientale: 1)Conclusions on cultural heritage as a strategic resource for a sustainable Europe, Unione Europea, pubblicato il 20 Maggio 2014; 2)Towards an integrated approach to cultural heritage for Europe, Commissione Europea, pubblicato il 22 luglio 2014.

Altre fonti consigliate:

-Tsaliki L. The Construction of European Identity and Citizenship through Cultural Policy in EUROPEAN STUDIES 24 (2007): 157-182.
-Conclusions of the Council and of the Representatives of the Governments of the Member States, meeting within the Council, on a Work Plan for Culture (2015-2018)

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Dottoranda, indologa e foodlover. Approda al blogging nel 2011 con Ravanello Rosa Pallido e realizza meglio che l’ossessione per il cibo è ovunque. Si occupa di studiare il ruolo delle tradizioni culturali nei processi di sviluppo socio-economico. Vivrebbe in viaggio e freme per le partenze e la curiosità. [email protected]

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