Ma Conte è davvero l’allenatore ideale per la nazionale?

di

Antonio ConteVi ricordate di quando si criticava da più fronti Carlo Tavecchio? Ebbene, il tanto bistrattato presidente, appena insediatosi alla guida della FIGC , piazza subito sulla panchina più importante d’Italia, l’unico allenatore che poteva riportare dalla sua parte una grande fetta di quei media che tanto gli avevano fatto la guerra. Antonio Conte diventa il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana, con poteri anche sulle selezioni minori, uno stipendio da record pagato in parte dalla Puma e l’acclamazione di buona parte della stampa italiana.

Ma Conte è davvero l’allenatore ideale per la nazionale? Cerchiamo subito di catturare gli aspetti positivi della scelta del tecnico leccese e riconosciamo i grandi meriti a un allenatore che ha fatto gavetta crescendo negli anni e ha mostrato – almeno a tratti – un gioco godibile, ma soprattutto fruttuoso. Conte è un combattente di natura, la figura giusta in grado di dare un po’ di verve a quella squadra smorta che ha affrontato l’ultimo mondiale. E’ un allenatore capace di fare scelte di polso, di far rendere al meglio gli uomini a sua disposizione, di far rigare tutti dalla stessa parte, la sua.

Eppure, non siamo convinti. Non convince la scelta di Conte – ma questo, sia chiaro, resta un problema suo – di accettare di allenare una delle nazionali con meno talento della storia in una fase ascendente della sua carriera. Si pensava che potesse raggiungere una grande panchina d’Europa, magari a stagione in corso o a partire dal prossimo anno. Invece Conte riparte dalla nazionale e non nel semplice ruolo di commissario tecnico, ma addirittura divenendo responsabile e coordinatore unico di tutte le nazionali, anche quelle minori. In pratica Antonio Conte rischia tutto, prendendo per mano il calcio azzurro vicino ai minimi storici.

Non è nuova la scelta di un allenatore vicino alla Juventus, ma restano dei dubbi sia sul “blocco Juve”, che resta tra i principali responsabili del fallimento nel Mondiale brasiliano, sia sulle qualità del tecnico oltre i confini italici. Conte con la sua Juve ha dominato le ultime tre stagioni della Serie A senza mai raggiungere un grande risultato a livello europeo e per molti dei giocatori italiani di quella sua squadra, il momento più alto della carriera in campo internazionale resta l’Europeo del 2012, arrivato con un altro modulo, un altro allenatore e sempre più riconducibile al caso piuttosto che a un progetto. Il blocco Juve è fatto per lo più di ragazzi vicino ai 30 anni o ben abbondantemente sopra e non potrà di certo essere la base solida per una rinascita del calcio nazionale. In più non convince il 3-5-2 di Conte, modulo che ha bisogno di meccanismi ben oleati e che è di difficile applicazione nelle brevi parentesi dedicate al calcio internazionale. La nazionale azzurra ha un grande bisogno di far crescere nuovi talenti. Non possiamo restare ancorati ai Buffon, Barzagli, Pirlo, De Rossi, ultimi reduci del 2006. Sarà in grado, Conte, di rinunciare allo scheletro della sua Juve vincente? Sarà in grado di far crescere giovani talenti anche a scapito di risultati non eccellenti nel primo anno?

Altro aspetto è quello del tifo azzurro, che per natura è sempre difficile da accontentare. Per quanto possa essere una scelta che unisce la stampa, Conte divide ancora i tifosi tra juventini e non. Il rischio è quello di avere la stessa fredda accoglienza del dimenticabile Lippi-bis. Sarebbe stata utile, per la nazionale italiana, una figura più conciliante e non una in grado di dividere ancor di più il tifo azzurro.

Resta, infine, un incredibile controsenso. A rappresentare la nazionale e quindi la FIGC ci sarà un allenatore che in passato è stato squalificato dalla stessa federazione per questioni legate al calcio-scommesse (omessa denuncia, nel caso di Conte). Eppure, nella federazione del pluricondannato presidente Tavecchio, sembra tutto straordinariamente nella norma.

Segnala un errore

Statistico atipico, ha curato la sezione Sport e amministrato i profili social di Le Nius. Formatore nei corsi di scrittura per il web e comunicazione social, ha fondato e conduce il podcast sul calcio Vox2Box e fa SEO a Storeis. Una volta ha intervistato Ruud Gullit, ma forse lui non si ricorda.

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

vox 2 box ep 52

Vox 2 Box – Episodio 52 (2×22): Der Kommissioner

L'episodio numero 52 di Vox 2 Box si tuffa nel mondo delle elezioni FIGC con l'ospite Fulvio Paglialunga, scrittore e giornalista, uno dei maggiori esperti delle dinamiche della politica sportiva in Italia.
Torna su