Coltura biodinamica e biologica: ma che orto sei?

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Coltura biodinamica e biologica. Stimolati dalla lettura della rubrica sugli orti, alcuni lettori mi hanno chiesto qual è la differenza tra queste due modalità di coltivazione. Prima di proseguire quindi sul nostro cammino tra orti e giardini, chiariamoci le idee. Innanzi tutto bisogna dire che a differenza di altre (ad esempio naturale e permacultura, di cui parleremo più avanti), le lavorazioni in questione hanno come fulcro l’uomo ed il suo lavoro.

Coltura biodinamica

La biodinamica nasce prima della biologica, che ne è, se vogliamo, una semplificazione. La prima ha origine negli anni ’20, quando Rudolf Steiner, filosofo austriaco fondatore dell’antroposofia, viene invitato a tenere una serie di conferenze per illustrare le proprie idee in relazione alla natura, alla coltivazione e al ruolo che l’uomo riveste in esse. I contenuti di questi incontri sono stati raccolti in un volume che può risultare molto interessante se desiderate approfondire : “Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura”.

Steiner propone il recupero di pratiche tradizionali, come l’alternanza delle colture in base ai cicli lunari. Queste rotazioni consentono di migliorare la qualità del terreno e di garantirne la sostenibilità.
Inoltre, il metodo steineriano introduce l’utilizzo di preparati organici ottenuti attraverso il compostaggio dei rifiuti umidi, da impiegarsi come fertilizzanti e concimi naturali, oppure di preparati così detti “a spruzzo”, a base di quarzo macinato o di letame bovino.
In Italia l’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica è il riferimento fondamentale per chi desidera conoscere e praticare colture secondo questi principi.

coltura biodinamica e biologica
@Alex Scarcella :: http://www.ccworld.it/

Coltura biologica

La coltivazione biologica possiamo dire che è meno restrittiva della biodinamica, seppure controllata e certificata. Essa impiega metodi più moderni, non segue necessariamente le fasi lunari, ma applica comunque regole forti per il rispetto della natura e la garanzia della sostenibilità.

Anche in questo caso la rotazione delle colture è importante, basata sulle caratteristiche del terreno, sulle piante autoctone o naturalmente adattabili al luogo, sulle risorse tipiche. E’ vietato l’uso di organismi geneticamente modificati ed è molto ristretto (salvo alcuni casi e/o tipologie particolari) quello di fertilizzanti, concimi o altre sostanze di origine sintetica.

Attualmente ambedue, la coltura biodinamica e biologica, sono molto praticate e sempre più agricoltori scelgono di coltivare in tali modi. L’agricoltura biologica soprattutto è parte di una ormai fiorente catena di mercato, che comprende coltivazione, trasformazione, distribuzione e vendita. Per garantire il rispetto dei regolamenti internazionali in materia, tutti gli attori di questa filiera sono tenuti al rispetto di precisi vincoli e alla verifica effettuata da enti appositi accreditati dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali.

Importante rilevare come in tempi di crisi il settore biologico non risenta degli effetti di questa, ma anzi, in alcune aree soprattutto, sia in crescita, sintomo che sempre più persone preferiscono la qualità e la genuinità dei prodotti sulla propria tavola.

Mi pare che ora le idee siano più chiare, abbiamo anche qualche nuovo spunto e riferimenti utili. Proseguiamo quindi nella nostra passeggiata tra orti e giardini, alla scoperta di altre teorie e fruttuose pratiche!

Foto in copertina |kalamun

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Di professione curiosa e istigatrice tale; di aspirazione narratrice; di indole sognatrice; impegnata in condivisione e comunicazione. Appena posso, viaggiatrice. Laureata in economia dello sviluppo internazionale, senza necessità di collegamento tra il titolo di studio e ciò che svolgo. Seguo la mia strada e mi piace incontrarne tante altre, diverse. A volte mi faccio domande; per fortuna, non ho tutte le risposte.

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