Click #10 – Magic Moments parte II

di

magic_the_gathering
Un collegamento casuale, non cercato né voluto, ma dettato dall’entropica connessione globale, per cui la realtà è un aggrovigliato insieme di cavi elettrici, lungo i quali gli impulsi viaggiano secondo percorsi imprevedibili. Il decimo pulsante tappa un Duplicatore, infatti questo post è lo sdoppiamento di quello scorso.

Stavamo parlando di memorie legate a Magic, ricordate? Io sì, per forza di cose, visto che le memorie sono le mie. Quindi non indugiamo oltre e concludiamo la magica rassegna, con cui peraltro si chiude anche questa rubrica, che non è durata a lungo, ma a cui ho voluto tanto bene.

Madre Terra – Ricordo che le prime volte che scartavo le bustine delle carte Magic, quando trovavo una terra inevitabilmente mi scocciavo. Erano ovunque e mi parevano un mero riempitivo. E per questo ne limitavo l’utilizzo al minimo. Con il risultato di avere un mazzo con tante carte da giocare e pochi punti di mana per giocarle. Ricordo che quando appresi la lezione (ovvero: le terre sono fondamentali, pivello!) fu molto doloroso. Fu più o meno allora che imparai anche come mai le doppie terre fossero così preziose.

Non sottovalutare i goblin – Ho sempre ritenuto i goblin assolutamente inutili, in ogni loro forma e manifestazione. Fino a quando non ho visto giocare un tizio con un mazzo le cui creature erano solo goblin, congegnato alla perfezione per essere un mazzo veloce e cattivo. Affascinato, ho anche tentato di realizzarne uno simile, con risultati discreti, ma assolutamente non all’altezza.

In due è meglio – Ricordo qualche vacanza passata con i miei, quando ormai mio fratello di mezzo era già grandicello e se ne andava a zonzo con i suoi amici. Mi annoiavo. E allora costruivo due mazzi e giocavo a Magic io contro me stesso, cercando di far finta di non sapere che carte avesse in mano il mio avversario. Non funzionava molto bene. In due è decisamente più divertente.

Aspirazioni e realtà – Ricordo la foga da collezionista che mi ha preso i primi tempi, quando speravo di riuscire ad avere TUTTE le carte Magic esistenti. Ma ricordo soprattutto il momento di cocente delusione, quando mi sono reso conto che non ce l’avrei mai lontanamente fatta.

Pura magia – L’ultimo ricordo riguarda le tante partite giocate con un amico con cui purtroppo non potrò più giocare. E non è perché ho venduto o regalato tutte le mie carte. Molte delle cose che ho imparato su Magic (così come su due altri ambiti fondamentali della vita come i videogiochi e i fumetti), le ho imparate da lui. E quindi non posso fare altro che dedicargli quest’ultimo click.

Click. Si spegne l’interruttore.

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Ciao a tutti, mi chiamo Agu e ho un problema con l’alce. E pure con i correttori automatici. Sono giornalista freelance. Pubblico racconti e disegnetti sul mio blog, Come un dinosauro in un bicchier d’acqua. Se ne avete voglia, dateci un occhio. Prima o poi ve lo restituiremo.

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