Al via il Tour de France, ecco in breve cosa sapere

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Al via il Tour de France, ecco in breve cosa sapere
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Finirà. Succederà il 24 luglio sui Campi Elisi a Parigi, dopo 3.535 chilometri e 21 tappe. Finirà con gli occhi del mondo appresso a quelle gambe e a quelle bici, a quei colori che sanno ancora di girasoli. Le persone si aggrapperanno alle transenne della capitale per accogliere i reduci dei 198, partiti sabato 2 luglio da Mont-Sant-Michel e giunti stremati, vero, ma anche fieri. Seguiranno le premiazioni e le tv, le interviste e la gloria. Poi, comunque, come ognuno e ogni cosa, anche la diretta finirà. Resterà Parigi stanca, un cielo vinaccia sopra i Campi Elisi spogli, già più duri e freddi. Il 103° Tour de France finirà come solo un Tour de France ha il dovere e il prestigio di finire: con un’altra eredità. Cosa aspettarsi allora?

Tour de France, il percorso e i protagonisti

Questa edizione della Grande Boucle partirà dal nord della Francia, in Normandia, dipartimento della Manica. In programma ci sono 21 tappe: nove in pianura e altrettante in montagna, oltre ad una frazione collinare e due crono individuali (13esima e 18esima, 37 e 17 km). Gli arrivi in salita saranno quattro, ovvero Andorre Arcalis, Mont Ventoux, Finhaut-Emosson e Saint-Gervais Mont Blanc; i giorni di riposo due. Oltre al Massiccio Centrale gli atleti affronteranno tre tappe sui Pirenei seguite, dopo tre giorni, dall’arrivo in salita sul Mont Ventoux, assente da tre anni. Prima di Parigi la strada è ancora lunga: geograficamente corrisponde ai nomi di Massiccio del Giura e, soprattutto, Alpi (qui ben quattro giornate). Lungo il percorso la carovana visiterà anche Spagna, Principato di Andorra e Svizzera. Ma quali sono i nomi da tenere d’occhio?

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In casa Sky, come ogni anno, l’obiettivo top resta la corsa francese. La formazione britannica punta a vincere il suo quarto Tour dopo i successi di Bradley Wiggins (2012) e Chris Froome (2013 e 2015), con quest’ultimo ancora saldamente in veste di capitano. Il 31enne britannico-keniota, in forma brillante al Delfinato, andrà a caccia della sua terza maglia gialla, la seconda di fila dopo quella dello scorso Tour (l’ultimo a vincere almeno due edizioni consecutive è stato Miguel Indurain, dal ’91 al ’95). Froome, però, dovrà guardarsi dal 26enne colombiano Nairo Quintana, capitano della Movistar e re del Giro 2014. Sul podio finale di Parigi, Quintana è già salito nel 2013 e nel 2015, sempre secondo e sempre dietro Froome: questa volta potrebbe pagare meno la relativa inesperienza del passato.

Al Tour sarà tutt’altro che una lotta a due. Sarebbe infatti imperdonabile tenere troppo distante dai favoriti Alberto Contador, a caccia del suo ottavo grande giro. Il 33enne spagnolo della Tinkoff, già re a Parigi nel 2007 e 2009 (revocatogli per doping il titolo 2010), forse non è al massimo come in passato, ma ha dalla sua un’esperienza notevolissima con la quale fare la differenza in ogni momento. Lo scorso anno la super impresa della doppietta Giro-Tour gli è riuscita solo a metà, ma a differenza del 2015 il madrileno non avrà nelle gambe le fatiche della corsa rosa.

L’Astana punta (quasi) tutto su Fabio Aru, al suo debutto al Tour. Il sardo, 25 anni, nel 2015 è arrivato secondo al Giro e ha vinto la Vuelta, ma il banco di prova francese è tutt’altra storia. Al suo fianco avrà un certo Vincenzo Nibali, che il Tour lo ha vinto nel 2014. Lo Squalo, maglia rosa al Giro di quest’anno, è ufficialmente lì per supportare il compagno di squadra e affinare la condizione in vista delle Olimpiadi di Rio, ma i colpi di scena non sono da escludere. Tra gli altri, poi, ci saranno anche Tejay van Garderen e Richie Porte (BMC), Alejandro Valverde (Movistar) e Joaquim Rodriguez (Katusha), ma soprattutto i francesi Romain Bardet (AG2R) e Thibaut Pinot (FDJ), quest’ultimo beniamino e speranza più grande di casa.

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Fabio Aru, 25 anni | @palermomania.it

La sfida tra le ruote veloci, poi, è grasso che cola. A maggio, André Greipel e Marcel Kittel hanno abbandonato il Giro dopo poche tappe per preparare al meglio il Tour, un gesto che non è piaciuto a troppi. In Francia, il parterre dei velocisti sarà il migliore possibile: con Greipel e Kittel ci saranno anche Mark Cavendish, Boasson Hagen, Bryan Coquard, John Degenkolb, Alexander Kristoff e il campione del mondo Peter Sagan, in cerca della quinta, clamorosa maglia verde di fila.

Ah, capitolo a parte: c’è ancora spazio per Fabian Cancellara? C’è sempre spazio per Fabian Cancellara.

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Napoli, luglio '87. Due mesi prima gli Azzurri vincono lo scudetto, lui arriva in ritardo. Una laurea in Storia contemporanea, ma scopre che la Storia non si ripete. Poi redazioni, blog, libri, ciclismo, molti aerei, il tifo, la senape, la vecchia Albione, un viaggio di 10mila km in camper in capo al mondo. Per dimenticare quel ritardo sta provando di tutto.

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