5 motivi per cui (quasi) tutti amano Enrico Mentana

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5 motivi per cui (quasi) tutti amano Enrico Mentana

Negli ultimi anni, silenziosamente, la televisione italiana ha conosciuto lo sviluppo iperbolico di un programma capace di fare concorrenza, per quanto è atteso e seguito, alle migliori partite di Champions League (o quasi…). Parliamo dell’ormai iconica #maratonamentana, la lunga diretta che il direttore del TG La7 dedica al commento dei grandi eventi della politica italiana ed internazionale.

Non passa turno elettorale senza che il buon Enrico Mentana incolli al televisore centinaia di migliaia di spettatori, intrattenendoli con i più disparati ospiti (dai soliti Cerasa, Damilano e Bechis alla comparsata del Team Gazebo) e con le sue lucide analisi riepilogative, condite dalle spesso rocambolesche dirette dei suoi inviati. Sempre al primo posto nelle tendenze Twitter nazionali, l’hashtag legato alla trasmissione conferma il gradimento di una formula televisiva con mille alternative su altri canali, ma alla quale evidentemente il direttore aggiunge un plus decisivo. Un apprezzamento, quello per Enrico Mentana, confermato anche dai moltissimi follower su Facebook e dalla diffusione dei suoi post e dei suoi commenti.

Perché questo giornalista e le sue trasmissioni sono così amate, al punto da spiccare tra la pur nutrita concorrenza? Proviamo ad elencare cinque motivi.

Mentana è “imparziale”

Una sensazione generale che si prova quando si segue una trasmissione condotta da Mentana (TG, speciale o la classica maratona) è quella di imparzialità e oggettività. Per quanto i più accaniti ultras dell’uno o dell’altro schieramento politico siano sempre pronti a criticare una parola, uno sguardo, una domanda, qualunque dettaglio che a detta loro testimonierebbe la preferenza e l’orientamento del direttore, è difficile non ammettere che Mentana cerchi di tenersi al di sopra delle parti. Dopo una staffilata al PD può seguire una critica a M5S, Lega o Forza Italia, così come dopo un elogio all’uno può seguire l’apprezzamento all’altro, nella logica che non conta l’appartenenza politica, ma la bontà o meno di certe decisioni, di certe dichiarazioni. Esposizione dei fatti nudi e crudi e commenti limitati a dare delucidazioni ma incalzanti, con una visione il più possibile a 360° e sempre con cognizione di causa, completano un modo di fare giornalismo che, a quanto pare, viene premiato dal pubblico.

Mentana smorza i toni

Recentemente, nell’ultima intervista pre-referendum con gli esponenti dei principali partiti politici, Enrico Mentana ha chiesto di ribadire che gli eccessi, da una parte e dall’altra, andavano smentiti. Nessuna deriva autoritaria in caso di vittoria del SI e nessun blocco trentennale delle riforme costituzionali in caso di vittoria del NO. Un esempio della sua tendenza, molto apprezzata dai telespettatori ed auspicabile in un giornalista serio, a smorzare i toni e a riportare ogni discorso entro i binari della ragionevolezza. Evitare gli eccessi è un’operazione fondamentale per filtrare le parole dei politici, il cui scopo principale è fare breccia negli elettori anche a costo di esagerare, e per dare a chi guarda la possibilità di giudicare al netto delle boutade e degli slogan. Enrico Mentana lo sa, e lo sa bene al punto da comportarsi nello stesso modo con le polemiche e i complotti che smonta e ridicolizza su Facebook.

Mentana blasta lagggente

Mentana blasta lagggente è il nome di una pagina Facebook nata per raccogliere le migliori risposte di Enrico Mentana ai post degli utenti Facebook. Risposte che, quasi sempre, sono lapidarie, quando non strafottenti o decisamente irose, specialmente per chi manifesta idee complottiste o critica gratuitamente persone, idee, fatti di attualità con la superficialità dell’utente medio. Memorabile, a questo proposito, il neologismo “webete” coniato proprio da Mentana, per descrivere tutti coloro che scrivono sui social solo per seminare odio, spesso rifacendosi a dati e fonti non attendibili. Una guerra continua, quotidiana, quella del direttore contro post del genere: memorabili le sue recenti battaglie contro il complottismo sull’11 settembre, contro il ritocco delle magnitudo dei terremoti e contro il ritornello “hotel ai clandestini e tende ai terremotati”.

Mentana scherza

Un’altra caratteristica distintiva delle conduzioni di Mentana, soprattutto in occasione delle maratone, è l’ironia con cui intervalla o commenta momenti più seri. Battute, frecciatine, freddure, doppi sensi che da una parte contribuiscono ancor di più a placare gli animi, dall’altra ad alleggerire e ringiovanire il format della trasmissione e ad avvicinare Mentana stesso ed i suoi ospiti al mondo reale. Meno salotto televisivo intriso di formalità e autoreferenzialità, spesso reso inutile da litigi e discorsi sovrapposti, e più ‘Bar Sport’ nazionalpopolare, ma senza eccessi, sproloqui e sotto il costante e deciso controllo del direttore. Non sono immuni da ironia e critiche più o meno scherzose gli inviati di Mentana (chiedere al povero Masia) e la qualità audio/video dei collegamenti in diretta.

Mentana è Mentana

Un motivo per cui molti ammirano Enrico Mentana è sicuramente che lui è…Enrico Mentana. Da decenni lo spettatore è abituato al suo volto in TV, prima con la conduzione del TG5 e in seguito a La7. Sono noti, riconoscibili, unici il suo modo di parlare, i suoi lunghi e complessi periodi, le capriole linguistiche e concettuali virtuose con cui riesce a collegare ogni notizia con la successiva, fossero anche l’elezione del nuovo presidente degli USA e il salvataggio di un gatto da un tetto. È un pezzo di televisione italiana, un pezzo della storia e della società del nostro paese che ha saputo fare scelte difficili, rinnovarsi, reinventarsi, adeguarsi ai tempi e parlare a tutti, di tutto, con competenza e lucidità.

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Classe '85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura (ho pubblicato cinque romanzi) ed i videogiochi, non disprezzo fumetti, calcio, cinema e cucina. Eterno bambino, amo la vita e credo che sia troppo breve per non interessarsi a... tutto!

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