Warcraft – L’Inizio: quando la trasposizione non funziona

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warcraft inizio

A pochi giorni dall’uscita nelle sale italiane di Warcraft – L’Inizio, ultimo adattamento cinematografico di un soggetto videoludico e, nello specifico, di una pietra miliare come World of Warcraft, sono state rese pubbliche le prime impressioni sul film.

Il risultato, in attesa del riscontro al botteghino, è generalmente negativo, con critiche estese a diversi aspetti del film, dalla trama al coinvolgimento emotivo, dall’eccessivo e non sempre ottimale ricorso agli effetti speciali al ritmo.

Le critiche parlano del film di Duncan Jones come di una storia priva di originalità e incapace di sopperire a questo difetto con una trama forte ed un pizzico di ironia. Il mondo alternativo ricreato sembra debole, “come non avesse assunto una tridimensionalità” (The Guardian). I personaggi sono privi di emozioni e caratterizzazioni e “non riescono a sfuggire dal proprio ruolo: capo, eroe, guerriero, donna” (The Telegraph).

Anche i personaggi e le scene realizzati in CGI spesso si amalgamerebbero male con le riprese dal vivo, tanto che “Warcraft vorrebbe essere originale e visivamente fantastico, e invece finisce per essere già visto e pacchiano” (Variety).

Il film sembra insomma l’ennesima conferma di una tendenza che si riscontra molto spesso nei film tratti dai videogames. Il primo esperimento, in tal senso, fu il film Super Mario Bros. del 1993, ispirato all’eroe della Nintendo. Il fallimento fu totale, sia in termini di incassi che di critica, soprattutto a causa della scarsa corrispondenza tra le atmosfere del gioco e quelle del film, interpretato in chiave cyberpunk.

Non per questo i progetti di trasposizione si sono interrotti; al contrario, sembrerebbe che col tempo e con la sempre maggior diffusione a livello mondiale di titoli videoludici il desiderio di realizzarne una degna controparte cinematografica sia in costante crescita. Ma i risultati, finora, sono stati più che modesti, salvo qualche rara eccezione.

Basandosi esclusivamente sugli incassi, si possono trovare una decina di film che hanno totalizzato cifre tali da giustificarne la produzione. Il primato spetta a Prince of Persia – Le sabbie del tempo (2010), che ha superato i 400 milioni di dollari, mentre a seguire si trovano i vari capitoli di Resident Evil con Milla Jovovich e di Tomb Raider con Angelina Jolie, oltre a titoli meno attesi come Need for Speed e il recente Angry Birds. In tutti questi casi, però, al riscontro commerciale non corrisponde un successo in termini di critica, considerando che nessuno dei titoli citati raggiunge la sufficienza, per esempio, su Metacritic o su Rotten Tomatoes.

Le cause di questa incompatibilità apparente tra le due forme espressive di cinema e videogioco possono essere varie. Senza dubbio, per quanto un personaggio possa essere famoso ed apprezzato (Super Mario o Lara Croft, per citarne due), l’ambito videoludico rappresenta comunque una nicchia del potenziale pubblico cinematografico, il che giustificherebbe gli incassi limitati. Questo pubblico, inoltre, sarà costituito per lo più da persone che hanno giocato ed apprezzato un titolo e che auspicano, con il film, di rivivere le stesse emozioni, dimenticando, forse, che il coinvolgimento e l’interattività vengono meno davanti al grande schermo e che gli autori devono ampliare l’esperienza per renderla godibile anche a chi non ha mai impugnato un joypad.

La prossima tappa di questo viaggio verso la conciliazione di film e videogame vedrà approdare nelle sale cinematografiche, a dicembre, Assassin’s Creed, altra recente pietra miliare tra i giochi per console e PC. Pur non trattandosi di una trasposizione in senso letterale, il trailer con Michael Fassbender, rilasciato da poco, accende più di una speranza. Ma cosa diranno, ancora una volta, gli incassi e la critica?

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Classe '85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura (ho pubblicato cinque romanzi) ed i videogiochi, non disprezzo fumetti, calcio, cinema e cucina. Eterno bambino, amo la vita e credo che sia troppo breve per non interessarsi a... tutto!

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