La vita oltre il terremoto: tre storie dalle Marche

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terremoto marche

A partire dal 24 agosto 2016 circa 50 mila scosse di terremoto hanno avuto come epicentro un’area compresa tra le quattro regioni di Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria.

Nove di queste scosse hanno avuto una magnitudo superiore al 5, due delle quali superiore al 6, con quelle date del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016, 18 gennaio 2017 stampate nella memoria dell’Italia.

Abbiamo tutti vissuto il dramma delle vittime, degli sfollati, dei borghi distrutti, del patrimonio culturale perduto.

Abbiamo vissuto le operazioni di salvataggio come qualcosa di eroico, e ci siamo subito tuffati (ne avevamo bisogno) nella retorica di una ricostruzione che avrebbe velocemente riportato i borghi distrutti ai loro antichi splendori, nello stesso posto dove stavano prima che il tremolio della terra li inghiottisse.

Ora, a sei mesi di distanza dall’inizio di questo incubo, ci chiediamo a che punto siamo. La macchina della ricostruzione sembra non essere mai partita, gli sfollati hanno più volte protestato, arrivando fino a Montecitorio, e l’entusiasmo iniziale rischia di trasformarsi in rassegnazione e abbandono.

In questo momento così delicato, abbiamo bisogno di voci che siano il più possibile vicine alle persone e alla società locale. Ne abbiamo raccolte tre, capaci di restituirci tutte le fatiche, le lotte e le speranze di una comunità disorientata, a tratti disillusa ma sempre operosa.

Sono voci di esperienze nate dal basso, per e con le persone e le comunità colpite dal terremoto nel sud ovest delle Marche. Sono voci belle, di iniziative capaci a modo loro di darci forza e tenerezza allo stesso tempo.

Terre in Moto è una rete informale di persone e associazioni che fa confluire le istanze di persone e realtà disperse sul territorio in un percorso unitario di monitoraggio sociale e rivendicazione politica.

Futuro Infinito è un progetto che utilizza i libri come collante di una comunità dispersa che ha bisogno di nuovi centri simbolici e fisici.

Sibillini Wow è un’iniziativa imprenditoriale senza fini di lucro che porta i turisti a fare esperienze gastronomiche dai produttori colpiti dal terremoto.

Terremoto Marche: lo stato delle cose

“In questo momento è difficile contare quante persone sono sfollate”, ci dice Simone, attivista della rete Terre in Moto. “Sappiamo che negli alberghi della costa sono ospitate circa 5.200 persone, ma ci sono altre migliaia di persone che hanno trovato sistemazioni autonome, chi da familiari o amici, e chi affittando appartamenti”.

Il sentimento più diffuso è l’incertezza, dovuta all’assenza di pianificazione. Gli sfollati sulla costa dovranno essere trasferiti entro l’estate, quando negli alberghi arriveranno, si spera, i turisti. Del loro futuro niente è ancora dato sapere. È una situazione estenuante, racconta Simone:

Non sai dove iscrivere i figli a scuola, non sai dove cercare lavoro.

Sul versante della ricostruzione, tutto tace. “Al momento non si può parlare di ricostruzione, siamo ancora pienamente immersi nella fase di gestione dell’emergenza, e non si vedono segnali di uscita”, continua Simone. “Nonostante siano passati sei mesi, molti aspettano ancora i controlli nelle abitazioni. Vivono in palazzi sulla cui agibilità non possono giurare. Nella città di Macerata, ad esempio, solo il 15% delle più di duemila richieste di controlli è stata evasa”.

A fronte di questa situazione di stallo sul fronte politico e operativo, la questione più preoccupante è quella sociale. Le comunità sono disperse, persone che vivevano a pochi metri di distanza sono state allontanate le une dalle altre. “Il rapporto nei paesi è molto basato sulla prossimità. Anche nei paesi che non sono stati distrutti, molti abitanti sono andati via, perché avevano la casa danneggiata o perché non vedevano più un futuro lì, e questo significa relazioni sociali che si interrompono, bar e negozi che chiudono”.

Silvia, che con il progetto Futuro Infinito opera con riferimento alla comunità di Visso, uno dei paesi più colpiti dal sisma, conferma: “Gli abitanti di Visso sono dispersi in diverse strutture sulla costa o in sistemazioni autonome, e la comunità si trova perciò frammentata e divisa. È difficile incontrarsi e mantenere le relazioni”.

In prospettiva qualcuno potrebbe tornare a Visso all’inizio dell’estate, se fossero pronte le “casette”, ma molti preferiranno comunque non tornare. “I flussi turistici sono interrotti, e chi aveva attività commerciali più o meno direttamente legate al turismo farà molta difficoltà a ritornare”.

“Il turismo nei Sibillini ha ovviamente subito un tracollo, che durerà nel tempo e che avrà ripercussioni su tutto il sistema Marche” conferma Enrico, giovane marchigiano che ha da poco avviato Marche Wow, start-up del settore turistico.

Le problematiche aperte sono dunque molte: l’immobilismo politico, la disgregazione sociale, lo stallo economico, soprattutto turistico. Ma c’è chi non si rassegna, e cerca di dare corpo a visioni politiche, culturali, economiche con le persone e le comunità colpite dal terremoto.

Terre in Moto e il lavoro politico

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“Il terremoto ha portato all’estremo problematiche che c’erano già: lo spopolamento delle aree interne, il taglio dei fondi agli enti locali, la debolezza del sistema di welfare”, argomenta Simone. La sensazione degli attivisti di Terre in Moto è che piuttosto che intervenire strutturalmente su queste problematiche si preferisca perseguire una “strategia dell’abbandono”.

Come se il terremoto diventasse la scusa per realizzare un progetto politico altrimenti irrealizzabile: concentrare le persone in località più funzionali all’organizzazione sociale ed economica di un territorio, quindi in città più grandi e sulla costa, piuttosto che ripopolare borghi interni dove organizzare i servizi diventa difficile e costoso.

Un’ipotesi di un certo fascino, da consegnare ad un serio dibattito politico, economico, sociologico e antropologico, oltre che naturalmente ad un confronto onesto con le popolazioni coinvolte.

Terre in Moto cerca di portare avanti questo confronto e sollevare questi temi. Organizza incontri con la popolazione per monitorare la situazione, cercando di raggiungere tutti, sulla costa e nei paesi. “È un lavoro di relazioni personali dal basso, certo poi abbiamo i canali web ma molte persone sono anziane, non sono sui social, e in ogni caso la relazione personale è sempre la cosa migliore”.

Il valore aggiunto di una rete come Terre in Moto è quello di riuscire ad aggregare le problematiche comuni di tutte le persone colpite dal terremoto nelle Marche, superando il modello dei mini comitati legati a singoli comuni. Questo consente di avere una rappresentanza politica unitaria, che sta diventando un interlocutore importante per portare le istanze dal basso alla Regione Marche.

Futuro Infinito e il lavoro culturale

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Non manca di fascino anche la via culturale percorsa da Silvia Sorana e Francesca Chiappa, gestrici della libreria Kindustria di Matelica e ideatrici del progetto Futuro Infinito. Un futuro spazzato via dal terremoto, ma che va necessariamente riprogettato. Nel concreto, certo, ma anche in quell’infinito che è la terra dei sogni e delle aspirazioni profonde.

Un futuro che ha bisogno di vocabolari diversi da quelli della dura realtà di tutti i giorni, di parole pensate e scritte da qualcun altro, in altri tempi, in altri luoghi, per altri scopi. Le parole dei libri, da raccogliere in una biblioteca fisica ma anche itinerante, in grado di servire gli abitanti di Visso, di ridare un cuore simbolico alla comunità dispersa.

I libri hanno il potere di regalarci le parole che non abbiamo e che un evento traumatico come il terremoto ha sostituito. I libri sono le prime cose a cadere dopo una scossa, ma le prime che rimettiamo al loro posto.

Attraverso una rete costruita con il passaparola e i social network, Silvia e Francesca sono riuscite a raccogliere duemila libri in poche settimane. Libri per adulti e per bambini, donati da privati, associazioni, editori, scrittori.

Libri che devono ora trovare una collocazione fisica aperta al pubblico, per cui Silvia e Francesca stanno preparando una campagna di raccolta fondi. La nuova biblioteca dovrà essere “un centro attorno al quale far gravitare iniziative culturali che mantengano in vita Visso e la sua comunità, in attesa che il centro storico ritorni a vivere”, ci spiega Silvia. “Iniziative che possano anche avere ricadute occupazionali ed economiche”.

Sibillini Wow e il lavoro economico

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Un piano, quello economico, centrale per qualsiasi percorso di ricostruzione. Economia da queste parti significa soprattutto turismo. Siamo in una terra dalle forti attrattive: montagne, canyon, borghi incantati, cibi genuini, tradizioni secolari, fate e storie esoteriche. Il tutto vista mare.

Lo sa bene Enrico Battisti, giovane fondatore di Marche Wow, start-up che organizza per i turisti esperienze gastronomiche a diretto contatto con i produttori.

Marche Wow opera soprattutto nel nord delle Marche, ma per Enrico è stato facile immedesimarsi nei travagli dei produttori della zona dei Sibillini, colpiti chi direttamente nelle strutture di produzione chi dall’interruzione dei flussi turistici.

“Ho subito pensato di fare qualcosa. Volevo dare un segnale psicologico, prima ancora che economico, ai produttori di quella zona”, racconta Enrico, che ha creato il marchio Sibillini Wow per portare gruppi di turisti a fare esperienze gastronomiche dai produttori interessati dal terremoto.

In questa fase i turisti sono più portati a vivere esperienze di una giornata, che non necessariamente includono pernottamenti e, ci confida Enrico, “si spera che possano rendersi conto che esiste ancora una dimensione di normalità, nonostante tutto. E che, ripartendo, possano innescare un circolo virtuoso di passaparola”.

Le prime esperienze di Sibillini Wow si sono svolte a metà febbraio, e hanno coinvolto un’azienda vinicola, presso cui i turisti hanno potuto visitare le vigne e le cantine (e, ovviamente, degustare), un’azienda agricola, con visita alla fattoria e merenda, e una norcineria, presso cui i turisti potevano contribuire al processo produttivo del ciauscolo, tipico salume locale.

Sibillini Wow è un progetto totalmente non profit, per cui non vengono applicate le normali commissioni del servizio. “Non è stato facile per me prendere questa decisione. Marche Wow è una start-up appena nata che sta cercando una sua sostenibilità. È una fase delicata, ma ho voluto agire d’istinto, mi sono sentito chiamato in causa per dare il mio piccolo contributo”.

E sono proprio contributi come quelli di Enrico, Silvia, Francesca, Simone e tutti gli attivisti di Terre in Moto, a riempire di concretezza la parola speranza.

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Si gingilla a decifrare le trame della società, scartabellando dati e raggranellando storie. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

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