Iddu Andrea Vismara e il magnetismo del Vulcano

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Iddu era il motore, il dio del fuoco che governava quell’angolo di mondo. Solo se amato avrebbe amato a sua volta. Era magia pura, un ancestrale rapporto tra uomo ed elementi. Acqua, aria, terra e fuoco erano uniti in maniera inscindibile in quell’isola. 

Iddu-Andrea-Vismara-magnetismo-Vulcano

Sono dieci i protagonisti di Iddu, romanzo d’esordio di Andrea Vismara. Apparentemente diversi tra loro, ma tutti accomunati da qualcosa. Un passato doloroso. Un presente difficile da affrontare. Qualcosa da cui fuggire.

Provenienti da posti diversi e per ragioni tra le più disparate, si ritrovano sull’isola di Stromboli, attratti dal richiamo di Iddu, il modo in cui gli abitanti del posto chiamano il vulcano e verso cui tutti i personaggi convergono. Iddu è una presenza costante che si insinua lentamente tra le righe e nelle vite dei protagonisti e li aiuterà a riscoprire se stessi e a capire lo scopo del viaggio e della propria esistenza, stravolgendo le loro vite.

Un romanzo che racchiude dieci racconti, dieci storie, dieci vite, che si incrociano sempre di più fino a incontrarsi. Un libro intenso, pieno di ritmo, che non concede soste: amore, vendetta, espiazione, protezione, passione… tutto si fonde fino alla catarsi finale.

Ho conosciuto Andrea Vismara all’ultima edizione di Più libri più liberi. Tanta fantasia, una curiosità fuori dal comune, tanta passione per la musica, che accompagna l’intera narrazione del libro. Così, tra una chiacchiera e l’altra, ho deciso di rivolgergli qualche domanda sul suo libro.

Perché hai scelto Stromboli come sfondo delle storie che racconti?

L’isola è magica, diversa dalle altre Eolie. È un posto senza illuminazione stradale, senza macchine, possiede una forte suggestività. Io ci ero stato tantissimi anni fa e ci sono tornato dopo l’esplosione del 2002 che ha creato parecchi danni e disagi alla spiaggia. Nel settembre 2003 ancora erano evidenti gli effetti dell’ondata anomala. E poi la presenza del Vulcano conferisce al luogo un’energia particolare e ho pensato che potesse essere un ottimo finale per le dieci storie. Nel libro il Vulcano attira a sé i personaggi, fa da burattinaio e muove i fili che li reggono e che si attorcigliano gli uni agli altri. Sono dieci persone che provengono da posti diversi ma alla fine, grazie al Vulcano, sono uniti da un misto di fratellanza e complicità.

Se dovessi classificarlo in un genere specifico, che tipo di romanzo sarebbe?

Un romanzo sul viaggio, sul destino per chi ci crede, sull’evoluzione dell’essere umano quando si confronta con se stesso e le proprie paure. È il mio primo libro, è stato quindi faticoso e doloroso, una sorta di terapia psicologica. I dieci personaggi sono piccole parti di me, soprattutto le storie più dolorose mi appartengono quindi trasferirle sulla carta è servito a esorcizzarle, a tirare fuori gli aspetti più problematici, la definirei quasi una sorta di scrittura terapeutica.

Tra i personaggi descritti, quale ti appartiene di più?

Il personaggio di Ingrid è stato quello più faticoso da scrivere. Nel mio percorso di vita, per molto tempo ho provato un forte senso di colpa. Di fronte a degli eventi drammatici che mi hanno toccato e turbato, ho sempre tentato di fuggire, di evitare il dolore. Ho seguito un lungo percorso di analisi per poterlo superare. Ingrid racchiude tutto ciò, immaginare questo personaggio è servito a confrontarmi continuamente con me stesso. Ingrid è l’unico personaggio di cui si conosce il destino, si attende solo che tutto accada.

Come definiresti lo stile che caratterizza il tuo libro?

Alcuni l’hanno definito un “romanzo americano”, ma io mi sono formato col romanzo gotico e con la cultura europea. Non ho una forte consapevolezza dello stile, ho scritto seguendo la mia ispirazione senza curarmi troppo dell’aspetto stilistico.

Cosa ha determinato la scelta delle Edizioni Spartaco per la pubblicazione?

Nel nostro Paese purtroppo c’è la piaga delle case editrici che chiedono agli autori di pagare per la pubblicazione dei libri. Ho escluso quindi queste case editrici e individuato quelle che preferiscono rischiare e investire sugli autori. Gli editori possono in qualche modo prevedere come il mercato risponderà alla pubblicazione di un testo, ma si tratta di una scommessa anche per loro, di una sfida. E io apprezzo chi decide di rischiare perché crede nelle proprie scelte e nei propri criteri. I tipi della Spartaco sono così.

 Iddu, Andrea Vismara, 249 pagine, 11,00 euro, Edizioni Spartaco, Santa Maria Capua Vetere, 2014

Immagine / Andrea Vismara

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Ho una laurea in Lettere moderne, del tutto inutile. Siccome sono solo le cose inutili a piacermi, ne ho presa anche un’altra in Editoria. Per poi finire a fare tutt'altro nella vita. Profondamente inquieta e insoddisfatta. Amo viaggiare, ballare il tango e perdermi tra i pensieri. Solo che quando diventano troppi mi sento tanto confusa. In attesa di capire cosa voglio fare da grande, collaboro con LeNius.

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