Zuppa di porri e patate

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zuppa di porri

La zuppa di porri e patate è la ricetta a base di porri che più di tutte piace anche a chi non ama i porri. Il porro (Allium porrum), è una pianta erbacea appartenente alle Alliaceae, così come vi appartengono anche aglio e cipolla. Del porro solitamente si usa solo la parte finale bianca, scartando la porzione restante verde. In realtà, eliminando le foglie esterne che sono le più coriacee, si può utilizzare anche la parte verde, in particolar modo in questa zuppa.

Il sapore del porro ricorda quello dei suoi cugini più odorosi, ma lui è più delicato e per questo motivo si presta anche una cucina più raffinata ed elegante. Vuoi mettere quando dici: “Cara, ti ho preparato una zuppa di porri”, invece di: “Cara ecco una zuppa di cipolle”.

Senza pensare al problema “alito”, io comunque consiglierei alla “cara” in questione di tenersi un uomo che le prepari la cena, anche se è una più rustica zuppa di cipolle, che tra l’altro è buonissima! Io dico che con me funzionerebbe anche una zuppa di cipolle, possibilmente cotta in una pentola di coccio e guarnita con pane casereccio tostato e olio di quello buono.

La zuppa di porri però ha classe, è semplice e adatta a questa stagione. Aggiungendo una spezia come la curcuma e una spolverata di erba cipollina, sarà ancora più speciale. Personalmente amo molto il porro abbinato alla salvia, stufando l’ortaggio con qualche foglia aromatica mi piace aggiungerlo a torte salate e frittate vegane.

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Curiosità sul porro. Lo sapevate che…

Chi lo avrebbe detto che un semplice e dinoccolato porro abbia delle storie così curiose da raccontare?

Leggi un po’:

  • Ippocrate consigliava il consumo di porri alle donne per aumentare la produzione di latte in maternità
  • sin dai tempi romani gli vengono riconosciute proprietà afrodisiache…sarà per la forma vagamente fallica? Maschietti, vedete voi…
  • nel Medioevo si consigliava di mangiare porri per curare gli organi dell’apparato respiratorio
  • l’imperatore Nerone era convinto che il porro migliorasse la voce tanto da mangiarlo ogni giorno così da essere soprannominato “porrofago”
  • il porro è anche simbolo del Galles. Secondo una storia apocrifa, nel 630 Re Cadwallon, re dei Britanni del Nord, combattè una battaglia contro i Sassoni, probabilmente in un campo di porri. Forse per mimetizzarsi nel campo o forse per distinguere i soldati, indicò loro di indossare dei porri sui loro elmetti. Fatto sta che re Cadwallon vinse la battaglia e da allora il porro compare sull’elmetto delle guardie gallesi.

Zuppa di porri e patate

Ingredienti

  • 3-4 porri Porri medi
  • 400 grammi di Patate, sbucciate e a tocchetti
  • 1 litro di Brodo vegetale
  • Sale q.b.
  • Pepe q.b.
  • 2 cucchiaini di Curcuma (opzionale)
  • 2-3 fili di Erba cipollina
  • Olio di oliva extra vergine q.b.

Preparazione

  1. Preparate almeno 1 litro di brodo vegetale (1 patata, 1 carota, 1 piccola cipolla o metà, 1 pezzo di sedan). Lavare i porri e eliminare la parte finale e uno o due strati esterni e affettateli. Sbucciate e tagliate le patate a dadini.
  2. Scaldare l’olio di oliva in una pentola capiente e soffriggere i porri e le patate. Aggiungere un mestolo di brodo vegetale. Lasciare evaporare quindi mescolare, salare e pepare a piacere, aggiungere la curcuma e l’erba cipollina.
    Coprire con il brodo rimanente e un coperchio e cuocere per circa 20-25 minuti. La cottura dipenderà anche dalla grandezza delle patate, e bisogna cuocere fino a quando non si saranno ammorbidite e cotte le patate.
  3. Trascorso questo tempo la vostra zuppa è pronta. Potete decidere di servirla così con dei crostini di pane oppure di ridurla in crema, come in foto. Per fare questo ultimo passaggio, rasferire il tutto in una ciotola e con un frullatore ad immersione frullate fino a quando non otterrete una crema. Decidete la densità della crema aggiungendo del brodo vegetale o in caso dell’acqua.
  4. Alcuni per renderla ancora più vellutata a questo punto aggiungono della panna, ovviamente non i vegani o gli intolleranti al lattosio!

Servire con pane abbrustolito di buona qualità e indossando un sorriso.

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Amo la cucina e l’arte, l’architettura e la natura al punto da confonderle. Per me la cucina è il luogo migliore per amare chi ho vicino ed è sempre occasione di sperimentarmi, imparare, sognare e talvolta rilassarmi.
La mia cucina è vegana e quando mi ricordo la condivido su “Io porto l’hummus“.

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