World League 2014: un bronzo che sa di speranza3 min read

24 Luglio 2014 Altri Sport Sport -

World League 2014: un bronzo che sa di speranza3 min read

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World League 2014La World League 2014 di volley, nella sua edizione più indecifrabile, si è da poco conclusa a Firenze con l’affermazione a sorpresa degli Stati Uniti (vincitori anche dell’edizione del 2008) sulla più quotata compagine brasiliana.

Gli appassionati di pallavolo non hanno tempo di annoiarsi: il 31 agosto inizieranno i Campionati del Mondo in Polonia che vedranno, tra le varie squadre a contendersi il titolo, anche l’Italia di coach Berruto, che ha concluso al terzo posto, con un confortante 3-0, l’edizione fiorentina della World League 2014.

Alcuni media parlano di delusione azzurra avendo auspicato, ad inizio torneo, un piazzamento più prestigioso; credo invece ci siano aspetti che fanno ben sperare non solo per la prossima rassegna iridata ma anche per il futuro meno immediato.

Italvolley: la squadra

L’Italvolley si è definitivamente messa alle spalle la generazione imbattibile di Julio Velasco (che, ricordiamolo, nel corso degli anni Novanta ha portato la nostra squadra a vincere 3 Campionati del Mondo, 3 Campionati Europei e 5 World League): i vari Zaytsev, Parodi, Travica, Buti e Birarelli non saranno Giani, Tofoli, Cantagalli, Gardini e Zorzi, ma sono comunque giocatori di prim’ordine nel panorama internazionale. Quello che ora, come ieri, emerge più di tutti è l’unità di intenti, il gioco di squadra, il gruppo come vero motore degli Azzurri.

La Nazionale è formata dai 5 veterani di cui sopra che affiancano giovani e giovanissimi (non dimentichiamo che Zaytsev è nato nel 1988) che con il passare degli anni si stanno integrando nella macchina guidata da mister Berruto: la World League appena conclusa ha visto la consacrazione di ragazzi come Luigi Randazzo (schiacciatore, 1994), Simone Anzani (centrale, 1992), Filippo Lanza e Luca Vettori (schiacciatori, 1991).

Un gruppo può essere costruito con ingranaggi che funzionano a meraviglia: l’Iran, privo di campionissimi, recupera posizioni nel ranking mondiale (raccogliendo quanto seminato nel recente passato proprio dall’ex commissario tecnico Julio Velasco). Tuttavia senza giocatori che alzino l’asticella del livello medio del movimento, non ha potuto competere con l’Italia nella finale di consolazione.

World League 2014

Italvolley: le stelle

Ivan Zaytsev: tornato a giocare a livelli altissimi, con una media punti costante per quasi tutto il torneo, dimostra di aver compreso, finalmente, l’importanza che riveste nel gioco azzurro.

Dragan Travica: degno direttore d’orchestra in campo, bravo a giocare palloni verso i jolly che di volta in volta aveva in mano, evitando di mandare in schiacciata sempre i soliti.

Salvatore Rossini: nominato miglior libero della manifestazione e capace di fungere da collante psicologico di un gruppo che ha trovato nella continuità la sua ragion d’essere.

Coach Berruto

World League 2014
@DrabikPany

Il bronzo di quest’anno non deve esser visto come un episodio isolato: per il ciclo-Berruto si tratta della sesta medaglia in quattro stagioni dopo gli argenti negli Europei 2011 e 2013 e i bronzi nell’Olimpiade 2012, nella scorsa World League e nella Grand Champions Cup 2013. Non è fortuna: il coach azzurro è il grande artefice di questa ritrovata solidità.

Mauro Berruto ha un piglio severo con i propri giocatori che lo ergono da anni a punto di riferimento tecnico; preciso nei consigli tattici, al limite del maniacale, è anche un convinto costruttore di team. Rigoroso e saggio consigliere, i risultati gli stanno dando ragione.

Manca sempre qualcosa alla perfezione. Una ricezione da ottimizzare, un muro più affidabile, un leader in campo più carismatico. Manca l’oro. Ma il fatto di trovarsi con regolarità, tra le grandi del mondo, è un ottimo risultato.

Non ci resta che andare in vacanza (finalmente) ed aspettare il 31 agosto. Sperando che sia la volta buona.

Immagini| Sito FVIB

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Daniele Agosto

Nato a Salerno qualche anno fa ma trapiantato a Milano sin dai primi dentini, cresco (si fa per dire) col pane e pallone quotidiano, accompagnandoli con una bicicletta, una racchetta da tennis, delle scarpe per correre, un costume per nuotare e tanto televideo da leggere alla pagina 200. Curioso, irrequieto, sperimentatore. Sognatore.
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