Wish I Was Here, quando sogniamo ad occhi aperti

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Anno nuovo, rubrica nuova. Che la caccia al tesoro abbia inizio!

Il 2015 si è chiuso con una vera e propria invasione di Star Wars VII non solo al cinema, ma in tutti gli ambiti che circondano la nostra vita quotidiana: media, social media, supermercati e persino navigatori, dove un advice segnalava la possibilità di inserire la voce di C-3PO come guida. Non a caso è stata la più imponente operazione di marketing di sempre. Nemmeno il tempo di smaltire la visione spaziale che un altro fenomeno cinematografico è sbarcato dentro e fuori la sala cinematografica: Quo Vado? di Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha infatti battuto tutti i record di incassi dei film italiani precedenti. Se siete andati a vederlo sarà capitato anche a voi di trovare cinema multisala programmati così.
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Ed è proprio mentre ero in coda in una bolgia post natalizia infernale, con lo sguardo perso nel vuoto di un monitor simile che mi è venuta l’idea per questa nuova rubrica. L’Acchiappafilm vorrebbe essere un suggerimento a spingere lo sguardo più in là. Più in là dei film che si impadroniscono delle multisale cinematografiche, più in là dei film che hanno più mezzi per far parlare sé, più in là delle visioni che ci vengono proposte e che non scegliamo e delle visioni che scegliamo solo tra quelle proposte. Ogni mese esce una quantità mondiale di film ormai impossibile da tenere sotto controllo e in questa grandine cinematografica talvolta piovono perle che, spesso, finiscono dritte nei tombini.

Ogni mese vi segnalerò quindi un film che, secondo il mio modestissimo parere, merita di essere visto, di essere cercato, recuperando anche la sottile gioia infantile di una caccia al tesoro, perché vi avviso, non è sempre semplice trovarli questi film. Sono opere passate quasi inosservate nelle nostre sale cinematografiche, a volte uscite direttamente in dvd senza passare dal grande schermo o che addirittura non hanno trovato una distribuzione nel nostro Paese. Questo non vuole certo essere un incitamento alla pirateria, è bene sottolinearlo, ma un incentivo alla curiosità, alla ricerca e alla scoperta, che sono, per chi scrive, i motori del mondo.

Wish I was here, di Zach Braff

Wish I was here, di Zach Braff

Con Josh Gad, Jim Parsons, Ashley Greene, Kate Hudson, Joey King, Mandy Patinkin, McKaley Miller, Donald Faison, Zach Braff, Michael Weston, Pierce Gagnon. Commedia-USA 2014. Durata: 106 minuti.

Inauguro la nuova rubrica con Wish I was here scritto, diretto e interpretato da Zach Braff, il Dottor John Dorian della serie Scrubs. Presentato al Sundance Film Festival nel 2014, il film narra la storia di un uomo, Aidan, attore squattrinato, marito e padre di 35 anni, alla ricerca della sua identità. Con il padre gravemente malato e i conti in rosso, Aidan e la moglie non possono permettersi di pagare l’istruzione dei figli, così sarà Aidan stesso a diventare maestro dei suoi eredi. Aidan è un sognatore e ben presto i metodi di insegnamento tradizionali vengono sostituiti da una formazione alternativa.

Zach Braff, per la seconda volta dietro la macchina da presa dopo La mia vita a Garden State, del 2005, è uno di quelli che riesce a farti a attraversare, in un’ora e venti, tutta lo spettro dei sentimenti umani: si ride, ci si arrabbia, ci si commuove. Una commedia visionaria, costellata dai sogni ad occhi aperti del protagonista, quei sogni ricorrenti che si insinuano in noi quando siamo bambini e che non ci lasciano più. Braff trasforma le emozioni in immagini con una sensibilità originale e mai stucchevole. Nell’insegnare ai suoi figli a stare al mondo, sarà Aidan stesso a trovare risposte alle sue domande attraverso di loro. Il progetto è stato finanziato tramite Kickstarter e attualmente non ha ancora trovato una distribuzione italiana.

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Una laurea in linguaggi dei media e un diploma di montaggio alla Civica di Cinema. Poi uno stage a Nocturno, tra Lucio Fulci e Rob Zombie e uno al TG5, tra George Clooney e Madonna. Approda a Iris (Mediaset) come assistente alla regia. Ora autrice televisiva e filmmaker. Divoratrice di film più che mangiatrice di uomini.

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