Vivere con un pappagallo: l’ironia è tutto3 min read

1 Agosto 2014 Società -

Vivere con un pappagallo: l’ironia è tutto3 min read

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vivere con un pappagallo
@TheTorch

Vivere con un pappagallo è un’esperienza con la E maiuscola, che merita di essere raccontata nella nostra rubrica We Animals. Un’esperienza mai banale o scontata. Gratificante per i palati più raffinati e curiosi ma, di certo, sconsigliata se l’idea di un essere alato in casa vi ricorda solo il film Gli Uccelli di Hitchcock o se pensate che avere un pappagallo sia giusto qualcosa di esotico per arredare casa.

Ecco, allora, in questi casi vivere con un pappagallo non è l’esperienza che fa per voi (e forse non siete nemmeno particolarmente portati per la convivenza uomo-animale). Gli psittacidi sono, infatti, esseri molto intelligenti, socievoli, indubbiamente divertenti – come dimostra il video di Frostie, il cacatua ballerino – ma anche alquanto esigenti.

Gli studi sull’intelligenza cognitiva di queste meravigliose creature che da secoli sono allevate (e anche illegalmente “deportate”) per diventare i nostri – cosiddetti – animali da compagnia abbondano. Oggi tuttavia ci accontenteremo di incuriosirvi con alcune informazioni ironiche (ma con molte verità) per capire cosa significa vivere con un pappagallo.

Vivere con un pappagallo: decalogo di convivenza

1. Se piace a te, è mio
2. Se riesco a raggiungerlo, è mio
3. Se è nel mio becco, è mio
4. Se riesco a prenderlo a te, è mio
5. Se l’ho avuto poco tempo fa, è mio
6. Se è mio, non deve mai sembrare tuo in nessun modo
7. Se sto masticando qualcosa tutti i pezzi sono miei
8. Se sembra che sia mio, è mio
9. Se l’ho visto per primo è mio
10. Se hai qualcosa e lo posi, è mio

Jane Hallander, comportamentista aviaria

vivere con un pappagallo
@Tambako the Jaguar

Vivere con un pappagallo: il linguaggio del corpo

Per i più esigenti ecco invece un estratto da un simpatico breviario per la comprensione del linguaggio del corpo “pappagallesco”. Una sorta di Guida galattica per autostoppisti declinata in versione pappagalla, buon materiale per pappagallari neofiti o aspiranti tali.

– Fermo su un piede solo: mi sto rilassando.
– Fermo su un piede solo, digrignando il becco: mi sta venendo sonno…
– Testa rivolta all’indietro, infilata sotto l’ala: sto dormendo, shhht!
– Coda scrollata: ok, adesso sono pronto per qualcosa di nuovo!
– Becco strofinato avanti e indietro contro il trespolo: mi sto pulendo la faccia.
– Fermo dritto, con lo sguardo rivolto verso di te: sono pronto per essere preso su!
– Becco a terra, piume del collo arruffate: voglio un grattino, daaaai, un grattino sul collo…
– Testa all’ingiù, ala sinistra completamente estesa: grande stretching!
– Inchino e poi rigurgito: TI AMO!
– In piedi dritto, guardando fisso verso di te: sto aspettando che tu guardi da un’altra parte, così posso fare qualcosa di cattivo.
– Afferrato al tetto della gabbia con entrambi i piedi e il becco: sto andando da qualche parte.
– Appeso dal tetto della gabbia con entrambi i piedi: sto giocando.

Questo era solo un assaggio, Il testo completo lo trovate qui.

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Il disegno e la progettazione mi hanno sempre appassionato. Dopo la laurea in architettura mi sono specializzata in pianificazione urbana nei paesi in via di sviluppo. Attualmente sono una ricercatrice in turismo responsabile. Che dire? Viaggi, scarabocchi e coinquilini – pelosi e pennuti – caratterizzano le mie avventure e ‘disavventure’…
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