Videogioco o scherzetto? Cinque titoli da paura

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Niente VR bensì...

Con Halloween alle porte, l’idea di passare una serata terrorizzati davanti ad un televisore, abbarbicati al bracciolo del divano insieme ad un gruppo di amici, al proprio partner o – perché no? – soli soletti passa per la testa anche dei non amanti del genere. E, ancora più che empatizzare con il protagonista di un film, impugnare il pad e attraversare noi stessi corridoi in penombra e scantinati scalcinati ci tiene sul filo di una tensione sempre pronta ad esplodere, a spaventarci e in sostanza farci sentire vivi.

Ecco qui cinque titoli che noi di Le Nius ci sentiamo di annoverare in una lista dei videogiochi horror che hanno fatto la differenza, in una piccola lista che non ha nessuna pretesa di completezza ma che può sicuramente fornire dei punti di partenza imprescindibili.

5 videogiochi da paura

1. Resident Evil (Capcom – PlayStation, 1996)

Il titolo di Shinji Mikami che ha causato il vero revival e la proliferazione del genere survival horror è anche tra i videogiochi con il maggior numero di porting e conversioni, disponibile per praticamente quasi ogni piattaforma dalla pubblicazione originale alla generazione corrente. Sebbene il quarto capitolo della saga ne sia a buon ragione considerato il momento più riuscito e seminale, le inquadrature fisse e i fondali renderizzati dei primi tre episodi donavano ai giochi un’atmosfera filmica e inquietante che si è andata via via stemperando nell’approccio più action dei capitoli successivi, per poi essere in qualche modo recuperata in quello di più recente pubblicazione, Resident Evil 7, tramite la visuale in prima persona funzionale anche al gioco in realtà virtuale.

La villa infestata è il luogo in cui, in molti sensi, tutto è iniziato e tutt’ora il primo Resident Evil è quello che più mi sentirei di consigliare a chi volesse avvicinarsi alla saga, magari prendendo in considerazione le ripubblicazioni più recenti del titolo, basate sul sontuoso remake per GameCube del 2002, Resident Evil Rebirth.

2. Silent Hill 2 (Konami – PlayStation 2, 2001)

Silent Hill 2 si pone a pieno diritto tra i titoli che hanno innovato l’esperienza videoludica nello scorso decennio, riuscendo a trovare la chiave di volta per portare un genere di horror più sottile, psicologico e disturbante al pubblico.

Silent Hill 2Il secondo capitolo in particolare si presenta come un’esperienza alienante e a tratti difficile da comprendere se non si accetta di viverne il gameplay come viaggio psicologico e catartico dei protagonisti: adulti alle prese con sofferenze reali e al contempo con il loro personale tentativo di allontanarsene, in un viaggio delirante nella misteriosa Silent Hill, infestata da mostri e incubi che affiorano da una claustrofobica ed onnipresente nebbia, elemento da allora diventato emblematico e imprescindibile per la saga*.

Nel tentativo di uscire indenne dalla maledetta cittadina, il giocatore si trova a risolvere enigmi e combattere con mezzi di fortuna ma soprattutto ad affrontare le proprie paure, riflesse nella città e nella sua deformazione.

3. Eternal Darkness: Sanity’s Requiem (Nintendo – GameCube, 2002)

Eternal Darkness è più difficile da reperire rispetto agli altri titoli dell’elenco, in quanto non è mai stato ripubblicato sotto forma di download digitale o remaster nonostante l’ottima ricezione da parte di critica e pubblico. Se troverete un modo per giocare al titolo dei Silicon Knights però, difficilmente ne rimarrete delusi, in quanto presenta tutt’oggi uno degli approcci più freschi al genere, con una narrazione affidata a più protagonisti molto diversi tra di loro per prospettiva, contributo alla storia e gameplay, un sistema di rune magiche intuitivo ma profondo e, dettaglio forse maggiormente ricordato da tutti, un indicatore della salute mentale (ispirato dal gioco di ruolo Il richiamo di Cthulhu) che va deteriorandosi ad ogni nuovo incontro con le creature lovercraftiane del titolo, finendo per causare allucinazioni di ogni genere e aggiungendo un ulteriore livello di inquietudine a questa vera e propria gemma dimenticata del catalogo Nintendo.

eternal darkness4. P.T. (Konami – PlayStation 4, 2014)

Si tratta per tanti versi di un gioco fantasma: fu rilasciato gratuitamente su PlayStation Store nell’agosto 2014 dalla sconosciuta softwarehoue 7780s Studio, rivelatasi poi un’inesistente casa videoludica dietro la quale Hideo Kojima e Kojima Productions avevano voluto celarsi al pubblico; oggi, dopo la rottura netta e decisamente poco amichevole tra Kojima e Konami, l’azienda giapponese lo ha rimosso dallo store e addirittura reso impossibile riscaricarlo a chi lo aveva “acquistato” in precedenza e poi cancellato, confinando P.T. in una sorta di limbo.

Il gioco ci pone, tramite la visuale in prima persona, in un lungo e inquietante corridoio aprendo la porta al termine del quale ci si ritrova all’inizio dello stesso in una ripetizione di spazi uguali ma diversi, catapultandoci in un mistero cervellotico da risolvere raccogliendo e ricomponendo dati in svariati modi, alcuni dei quali talmente poco convenzionali che accennarli costituirebbe un vero e proprio spoiler.

p t il videogioco che non esiste
La qualità fotorealistica del suggestivo corridoio in P.T. ci catapulta in un luogo familiare ed emotivamente disarmante. Siamo stati tutti in un corridoio come quello. E ci siamo chiesti se ci fosse qualcosa dietro l’angolo. Beh, in P.T. quel qualcosa c’è. (Patrick Klepek, Kotaku)

Raggiunto il finale, P.T. si rivela al giocatore come playable teaser del progetto di Hideo Kojima e del regista messicano Guillermo Del Toro per un nuovo Silent Hill, denominato Silent Hills; definirlo una demo però, sarebbe sbagliato, perché come ben individuato da Chris Grant di Polygon si tratta più di una realtà con una propria forma autonoma, “una novella o un racconto piuttosto che un capitolo facente parte di un’opera estesa”. Purtroppo però, nonostante il clamore generale suscitato da P.T. e la febbrile giocata corale da parte di tutta la rete, impegnata a sviscerarne gli apparentemente infiniti misteri, al tempo dell pubblicazione Konami ha cancellato il progetto Silent Hills dopo il licenziamento di Hideo Kojima.

5. Until Dawn (Sony – PlayStation 4, 2015)

Sviluppato da Supermassive Games e pubblicato da Sony, Until Dawn** ci mette alle prese con una sorta di film horror interattivo che parte dalla più classica premessa di genere: la vacanza di un gruppo di amici in un luogo isolato, nello specifico uno chalet nella provincia canadese di Alberta.Until DawnElemento fondante del gameplay sono le scelte effettuate in momenti cruciali della narrazione e nei dialoghi tra i personaggi: queste andranno ad influenzare i rapporti tra il gruppo di amici, le loro statistiche e la possibilità di alcuni di essi sopravvivere tramite il sistema dell’effetto farfalla, per cui alcune scelte o azioni compiute sono determinanti e possono cambiare l’esito degli eventi.

Altra parte del gameplay è costituita dai Quick Time Event (o QTE) che si avviano nelle situazioni di panico e nelle fasi più concitate: il giocatore è chiamato a premere prontamente il tasto a schermo in un breve periodo di tempo e, in caso di fallimento, rischia di rallentare i movimenti del personaggio o di metterlo in serio pericolo, o al contrario, deve cercare di tenere fermo il controller, dato che anche il minimo movimento rischia di compromettere la situazione del personaggio che si guida o farlo scoprire e provocarne la morte istantanea. Il gioco ideale da affrontare e con uno o più “copiloti” al proprio fianco, decidendo volta per volta come comportarsi.

*Silent Hill 2 è stato riproposto in HD su PlayStation 3 ma l’eccessivo lavoro di pulizia ha finito per alleggerire eccessivamente l’effetto della nebbia e snaturare l’opera. Tuttavia i pregi del gioco sono tali che ci sentiamo di consigliare anche questa versione qualora il vostro curriculum di videogiocatore horror ne fosse sguarnito.

**il link contiene un codice di affiliazione di Le Nius, che ci permette di prendere una piccola percentuale sull’operazione nel caso lo acquistaste arrivando su Amazon da questa pagina. Il prezzo del gioco per voi rimane invariato.

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Mercante di parole giramondo. Mentre si dedicava allo studio delle humanae litterae nascosto dentro una giara di rupie, è naufragato sulle coste dell’arcipelago giapponese dov’è scampato alla morte venendo colpito in testa da un funghetto 1UP. Ha divorziato dai carboidrati complessi e benché si possa pensare che sia pigro, tecnicamente è solo impostato in modalità risparmio energetico perché mangia solo cibo ipocalorico.

4 Comments

  1. Ottima selezione, non ho avuto la fortuna di provare Eternal Darkness ma il resto sono effettivamente pietre miliari, ognuna col suo punto di forza. Until Dawn, in particolare, meno famoso degli altri ma con spunti decisamente interessanti soprattutto per quanto riguarda l’effetto farfalla.
    Aggiungerei alla lista anche Amnesia: The Dark Descent, tra l’altro gratuito fino a fine ottobre per gli abbonati a PS Plus, se non altro per aver fatto da apripista a titoli più recenti come Outlast, Layers of Fear, forse lo stesso RE7 e il futuro Call of Cthulhu: The Official Videogame.

    • Ciao Juri, ho visto che hanno messo Amnesia nell’offerta gratuita di PSplus di questo mese e l’ho ingordamente già scaricato… Non so quando avrò modo di giocarci ma non vedo l’ora di farlo, me lo state consigliando tutti!

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