Video Top 5 Sport: Zanetti ai saluti, il “Tractor” cavalca verso il tramonto

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@luiginter
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Che l’annuncio fosse molto vicino lo avevamo capito una decina di giorni fa. A un evento su Malta, di cui Zanetti è diventato testimonial, il capitano argentino ha gentilmente declinato l’invito dei cronisti presenti, trincerandosi nel silenzio. “Solitamente risponde ai giornalisti anche quando è in Argentina e lo chiamano di notte a causa del fuso, ma adesso non crede sia il momento”, dice un ragazzo dell’entourage al ‘Botinero’, uno dei due ristoranti aperti a Milano da Zanetti. Un segno della sua appartenenza alla città in cui è diventato uomo, marito, padre, campione. Lascia, dice, perché “è il momento giusto”. Racconta, a ‘La Naciòn’, di sentirsi ancora “in forma”, anche se le sue presenze stagionali sono scese da 48 a 11, con due gare da giocare. Certe cavalcate, figlie di una muscolatura prodigiosa, del lavoro sul campo (conoscete qualcun altro che si è allenato il giorno del matrimonio?) e dell’amore per la squadra di cui è capitano e simbolo rimarranno l’emblema del suo gioco. Un calcio da ‘Tractor’, il suo, come da storico soprannome. La Top 5 video della settimana è un doverso omaggio di saluto.

5 – 1995/’96, Serie A; Inter-Cremonese 2-0 e Cremonese-Inter 2-4: i primi due gol in Italia, entrambi contro i grigiorossi e superando avversari in serie. Allo ‘Zini’, per fermarlo, un avversario ricorre invano a un tentativo di placcaggio rugbistico. Sono gli anni del moto perpetuo sulla fascia destra, con Roberto Carlos a fargli da parallelo mancino sul lato opposto del campo. Compagni e tifosi ne sottolineano benevolmente la tendenza a passare poco il pallone durante i suoi “strappi”. Lui, intanto, cavalca.


4 – 2009/’10, Serie A; Siena-Inter 0-1: tanto piccola è la sgroppata quanto importante è il risultato prodotto. Zanetti che parte in verticale e scarica per Milito in mezzo a un mare di maglie. L’Inter vince il secondo dei tre trofei stagionali, soffrendo a suo modo. Lo zampino del numero 4 c’è.

3 – 2002/’03, Champions League; Inter-Bayer Leverkusen 3-2: la giocata al 34′ del primo tempo è la vera chicca della partita, più dei gol realizzati. Si contano cinque avversari che tentano di fermarlo, in un fazzoletto di campo. Zanetti ne esce palla al piede e conclude l’azione con un lancio di trenta metri sul piede di Crespo. Tanto per aggiungere qualcosa di più a un repertorio in cui l’apertura da centrocampista non è mai stata il pezzo forte.

2 – 2010/’11, Coppa Italia; Inter-Palermo 3-1: l’ultimo trofeo conquistato. Zanetti ci mette la ciliegina, azionando la gamba all’86’ e facendosi tutto il campo. Alla soglia dei 38 anni e dopo un’intera partita. Qualche primavera in meno e magari sarebbe andato direttamente in porta.

1 – 1995/’96, Serie A; Hellas Verona-Inter 0-1: un gol bello, semplicemente bello. Importante per una domenica, perché proietta l’Inter momentaneamente in testa al campionato. Un primato che dura poco. Non è un pomeriggio che entrerà di prepotenza nella storia personale di Zanetti, ma è la prodezza tecnicamente più rilevante e un emblema del suo stile calcistico.

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Realizzatore di sogni parzialmente mancato, giornalista sportivo riuscito. Segno che qualcosa è andato per il verso giusto, dai venti in poi. Sostenitore convinto della necessità di pensare e divulgare, meglio se in un pub, peggio se in discoteca. Scrittore per diletto, con la fortuna di vivere del mio lavoro.

7 Comments

  1. un ammirato saluto dal tifoso bianconero. giocatore straordinario, mai scorretto, di grande dignità nelle vittorie e nelle sconfitte. il connazionale Osvaldo Soriano sarebbe il più indicato a scriverne. complimenti anche all’autore per la scelta dei video. a presto, Javier

    • Pensare che Zanetti segnava con l’Inter nel 95 è pazzesco: avevo meno della metà degli anni che ho adesso.

  2. A San Siro previsti fazzoletti umidi, lui ha già cominciato ieri sera sul palco del “Premio Gentleman” davanti a centinaia di persone che si sono alzate in piedi ad applaudirlo. Domani, se tanto mi dà tanto, piange che nemmeno a Madrid.

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