Video Top 5 Sport: Nba, un fenomeno per ogni decade

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@Kip-koech
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Il 12 febbraio scorso Bill Russell ha compiuto 80 anni. Un traguardo festeggiato da tutti gli Stati Uniti e in particolare dal presidente Barack Obama, che su Twitter ha voluto omaggiare lo storico centro dei Boston Celtics. Ha vinto 11 titoli Nba, segnando un’epoca a cavallo tra gli anni ’50 e ’60. Decade per decade, vi presentiamo i maggiori rappresentanti del basket professionistico.

Anni ’60: Bill Russell – Wilt Chamberlain; un ex-aequo dovuto. Se il centro dei Celtics è stato l’emblema della squadra eternamente vincente, Chamberlain ha rappresentato l’opposto, legando il suo nome a due soli titoli Nba (Philadelphia nel ’67, Los Angeles Lakers nel ’72). Troppo poco per un giocatore capace di segnare 100 punti in una sola partita.

 

Anni ’70: Kareem Abdul-Jabbar; nato Ferdinand Lewis Alcindor Jr, l’artista del “gancio cielo”, il paio di occhiali più famosi della pallacanestro. E’ il miglior realizzatore nella storia della Nba, un dato che basta da solo per immortalare la grandezza del personaggio.

 

Anni ’80: Magic Johnson – Larry Bird; secondo e ultimo pari merito della Top 5, un tributo alla storia delle loro sfide. Dal college fino alla categoria superiore si sono affrontati per anni, dividendosi i trofei. Entrambi hanno fatto parte del primo, vero Dream Team alle Olimpiadi di Barcellona ’92, pur avendo da poco terminato la carriera. “Magic” tornerà in campo anni dopo in Nba, per una sola stagione.

 

Anni ’90: Micheal Jordan; il più forte di tutti. MJ, l’uomo volante. Incubo di ogni difensore e sfidante della metafisica. Nessun altro ha regalato spettacolo quanto lui. Il miglior spot per la pallacanestro nel mondo.

 

Anni 2000: Kobe Bryant; dura prendere lo scettro del “migliore” dopo Micheal Jordan, eppure lui ce l’ha fatta. Cinque titoli Nba, una mentalità da vincente espressa anche negli anni più difficili della franchigia dei Lakers. Con un po’ d’Italia nel cuore.

 

Per la decade che finirà nel 2020 il destino sembra segnato, ma ci vogliono ancora sei anni. La sfida a LeBron è lanciata.

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Realizzatore di sogni parzialmente mancato, giornalista sportivo riuscito. Segno che qualcosa è andato per il verso giusto, dai venti in poi. Sostenitore convinto della necessità di pensare e divulgare, meglio se in un pub, peggio se in discoteca. Scrittore per diletto, con la fortuna di vivere del mio lavoro.

3 Comments

  1. Starei ad ascoltare la coppia Buffa Tranquillo per ore, anche se parlassero di coltivazione di ortaggi bio

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