Video Top 5 Mondiali: l’anno dei piccoli fenomeni

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@Erik Daniel Drost
@Erik Daniel Drost

E’ il Mondiale degli Under 23. Giovani e ambiziosi talenti che hanno già dimostrato nel proprio club di valere una convocazione per Brasile 2014 e che una volta iniziata la competizione non si sono fatti scappare la chance. Non ci sono italiani, sebbene uno come Verratti abbia certamente davanti un futuro luminoso. La sua avventura è finita presto, potrà dire di aver disputato un Mondiale da titolare a nemmeno 22 anni. Speriamo possa vivere delle esperienze migliori di quella appena conclusa, seguendo le orme di chi è ancora in corsa. Nella “Video Top 5 Mondiali” di oggi andiamo alla scoperta dei giovani calciatori che hanno incantato la platea. Tutti hanno strappato un pass per i quarti di finale.

Video Top 5 Mondiali: l’anno dei piccoli fenomeni

5 – Paul Pogba, Francia: è il giocatore che più di tutti può aspirare a diventare un fuoriclasse di lunga carriera, ma il suo Mondiale è stato in chiaroscuro. Grazie a Enyama e al suo fiuto del gol, si è trovato nel posto giusto quando il portiere nigeriano è andato a “farfalle”. Non ha ancora mostrato tutto il repertorio, contro la Germania i suoi compagni avranno bisogno di lui. E’ una delle chiavi della partita.

4 – Joel Campbell, Costa Rica: all’Arsenal di giovani se ne intendono, anche se il ragazzo ha dovuto girovagare per l’Europa in prestito. Ha appena vinto il campionato greco con l’Olympiacos, qualche italiana gli ha messo gli occhi addosso. Il suo futuro più immediato è un insperato quarto di finale con la sua nazionale. A 22 anni è già un eroe per il suo paese. Ruiz e Keylor Navas gli stanno un po’ rubando la scena, ha ancora una partita (forse di più, chi lo sa?) per confermare di essere un prospetto fantastico.

3 – Memphis Depay, Olanda: la rivoluzione giovane di Van Gaal è passata anche da lui. Gli “orange” sono squadra dal grande palleggio, non trovi spazio in un attacco del genere se non hai delle doti tecniche innate. A queste ha aggiunto personalità e capacità non comune nel vedere la porta. Il PSV si frega le mani, c’è aria di cessione con grande introito.

2 – Kevin De Bruyne, Belgio: per una volta Mourinho non ci ha visto lungo. Lasciato andare a gennaio verso il Wolfsburg, il ragazzo ha dimostrato di essere un trequartista coi fiocchi e di saper colpire nel momento più opportuno. Due i simboli del suo Mondiale finora: una cavalcata spettacolare contro la Russia, seminando avversari come birilli, e il gol del momentaneo 1-0 con gli Stati Uniti.

1 – James Rodriguez, Colombia: fa abbastanza impressione parlare di “sorpresa” per un giocatore che un anno fa è stato pagato 45 milioni di euro. Lo stupore non è legato alle capacità, limpide al Porto e al Monaco, ma a come si è messo sulle spalle la squadra dopo l’infortunio di Falcao. Autore del gol più bello del Mondiale, è una stella di prima grandezza e lo spauracchio del Brasile nella strada verso la semifinale.

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Realizzatore di sogni parzialmente mancato, giornalista sportivo riuscito. Segno che qualcosa è andato per il verso giusto, dai venti in poi. Sostenitore convinto della necessità di pensare e divulgare, meglio se in un pub, peggio se in discoteca. Scrittore per diletto, con la fortuna di vivere del mio lavoro.

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