Viaggio a Lisbona: una meta non scontata tra tradizione e novità

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Lisboa antigua cantava la grande Amalia Rodrigues, regina del fado, negli anni del suo massimo successo. Non immaginava, però, che da lì a poco la città e l’intera nazione si sarebbero svegliate e che la pur pacifica Rivoluzione dei Garofani, accusandola ingiustamente di essere l’amante dell’ex dittatore Salazar, l’avrebbe costretta all’esilio al canto di Grandola vila morena.

Questa è solo una delle tante e incredibili storie che Lisbona sa raccontare. La capitale Portoghese è una città che regala angoli di incredibile meraviglia con i suoi azulejo che ornano le facciate dei palazzi, i tram gialli che vanno in su e giù e quel fascino un po’ decadente.

In più c’è da dire che il Portogallo, inserito da Lonely Planet tra le 10 destinazioni più interessanti del 2018, è una delle nazioni europee più economiche da visitare. E Lisbona non può che essere il punto di partenza ideale per scoprire questa nazione, che finalmente, sta uscendo dall’ombra della Spagna e rivelando tutto quello che di bello ha da offrire dal punto di vista artistico, culturale e culinario.

Lisbona, la città con l’ascensore

In genere Lisbona non è ricordata per un monumento in particolare: ne offre molti, forse non mirabili, ma tutti indispensabili per regalarle quel fascino che la rende unica. Curiosamente, il suo monumento più conosciuto è un ascensore. L’Elevador de Santa Justa si trova proprio nel centro della città, nella Baixa, è costruito in ferro in stile neogotico e il mio consiglio è di acquistare il biglietto per la salita – che dura solo pochi secondi – solo se davanti a voi non troverete una fila di qualche ora. Altrimenti, potete comodamente salire a piedi verso il Convento do Carmo.

@Cristina Giuntini

Questa struttura, che ricorda ben più che vagamente la nostra Abbazia di San Galgano, è un convento di carmelitane la cui chiesa è completamente scoperta, il che la rende estremamente suggestiva nelle giornate di sole pieno. Annesso alla chiesa si trova un piccolo ma molto interessante museo archeologico. Visto che siete sulla strada, dirigetevi anche verso il Castelo de Sao Jorge. Oltre a visitare i suoi interni, potrete passeggiare nei giardini, fare il giro delle mura e godervi una splendida vista della città di Lisbona.

La visita di Lisbona non può poi prescindere da Praça do Comércio: la piazza ricorda Piazza Unità d’Italia a Trieste, affacciata com’è sull’acqua e con i suoi palazzi bianchi ed eleganti. Affacciatevi sull’estuario per ammirare due monumenti più recenti: il Santuario di Cristo Re, ispirato al Cristo Redentore di Rio de Janeiro e costruito dai portoghesi quale ringraziamento per avere evitato la Seconda Guerra Mondiale, e il Ponte Vasco da Gama, lungo 17,2 chilometri e inaugurato nel 1998, che detiene il curioso record di avere ospitato la tavolata più lunga del mondo.

I miradouros e l’Alfama

Per visitare Lisbona avrete bisogno di buone gambe oppure di un buon mezzo di trasporto, che si tratti di tram, taxi o risciò, molto di moda nella capitale portoghese: la città è, infatti, costruita su di un terreno collinare, il che rende la visita tutta un sali e scendi. Il vantaggio di tutto ciò è la vista mozzafiato che potrete godere dai suoi miradouros, i belvedere. Sono essenzialmente quattro: da Graça, de Santa Catarina, de Santa Luzia e de São Pedro de Alcântara.

La vista più suggestiva, però, si gode sicuramente dall’Alfama, che rivaleggia con il Bairro Alto per il titolo di quartiere più conosciuto di Lisbona. Oltre al già citato Castel de Sao Jorge, qui sono sicuramente da non perdere la Chiesa di Santa Engrácia, con la sua imponente cupola, e il Monastero di São Vicente de Fora, eretto – guardate un po’ – da un italiano, Filippo Terzi. Particolarmente incantevole è la vista dal tetto del monastero, bianco contro l’azzurro del cielo e del mare.

Se, oltre agli splendidi panorami, amate i mercatini delle pulci, organizzate la vostra visita di Martedì o di Sabato: sono i giorni in cui si tiene la famosa Feira da Ladra, il mercatino vintage più importante della città e di tutto il Paese. Il nome così originale deriva dal fatto che, in origine, il mercato era un luogo di ricettazione. Oggi non è più così, per fortuna.

Due passi per Belèm

Non potrete mai dire di avere visitato veramente Lisbona se non allungherete il passo fino a Belèm. L’arioso e soleggiato quartiere, adagiato sulla riva del fiume Tago, è essenzialmente famoso per due monumenti. Il primo è la sua celebre torre dalla curiosa forma a “L”, decorata come un merletto e quasi piantata nella sabbia come un enorme castello costruito da un bambino capriccioso. L’altro è il Monumento alle Scoperte, a forma di caravella, talmente sottile da generare meraviglia nel turista che scopre, al suo interno, perfino una sala congressi.

Viaggio a Lisbona
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Se volete un ottimo consiglio, trovatevi a Belèm per l’ora di colazione o di merenda, e dirigetevi spediti verso la pasticceria Pastéis de Belém: dovrete fare un po’ di fila sia che desideriate sedervi o che vogliate solo dolci da asporto, ma ne varrà la pena per gustare un bellissimo ambiente decorato di azulejos e, soprattutto, gli originali pastél de nata. Si tratta di friabilissime tortine con crema cotta: a Lisbona ne troverete in tutte le pasticcerie, anche da asporto in caratteristici tubi di carta, ma quelle di Belèm sono le irrinunciabili. E… niente scuse: la ricetta tradizionale vuole che siano cosparse di cannella, quindi provateci almeno una volta anche se questa spezia non vi ispira!

Musei: due consigli atipici

Consigli atipici, ma forse anche estremamente tipici: voglio segnalarvi due musei che, pur non rientrando fra i primi della lista del “perfetto visitatore”, incarnano in pieno lo spirito e le tradizioni del Portogallo. Il primo è il Museu Nacional do Azulejo, nell’ex convento Madre de Deus, dove le caratteristiche piastrelle bianche finemente decorate in azzurro, irrinunciabili in qualsiasi edificio portoghese, si mostrano in tutto il loro splendore raccontando la loro storia e la tecnica con la quale vengono create.

Viaggio a Lisbona
@Cristina Giuntini

Altrettanto imperdibile è il Museu do Fado che racconta la storia e lo spirito di questo genere musicale esclusivamente portoghese. Introdotti da un filmato che parla del fado non dal punto di vista tecnico, ma da quello emozionale, potrete ripercorrere la sua storia attraverso dischi, strumenti, foto e curiosità.

Fado: la musica di Lisbona e del Portogallo

Parliamo di fado, visto che a Lisbona non è assolutamente possibile ignorarlo. Fado significa fato, destino e, trattandosi di una musica estremamente fatalistica, è anche marcatamente triste e malinconica. È accompagnato principalmente dalla guitarra portuguesa, uno strumento di grande eleganza dalla forma simile a un mandolino e dal suono acuto. I fadisti sono sia uomini che donne, ma normalmente sono proprio le signore a dare il meglio in questo genere musicale: d’altronde la donna nei secoli è sempre stata pronta ad accogliere su di sé le proprie sofferenze e quelle dei propri cari, sviluppando una sensibilità spesso eccessiva, ma, in questo caso, sublime.

Passate almeno una serata in ascolto del fado. Vi sono ristoranti sicuramente interessanti anche se piuttosto turistici come la Cervejaria Trinidade, dove troverete un fado più “tecnico” e “preciso”, ben eseguito e non sempre del tutto triste. A mio avviso, il fado autentico si trova nei piccoli ristoranti e nelle tascas dell’Alfama e del Bairro Alto, dove i fadisti di strada girano fra i locali esibendosi qua e là, anche per un solo avventore. È questo il fado “bastardo”, quello più vero: quello che non dimenticherete mai.

Curiosità in giro per la città: musica, Pessoa e galletti

Girando per Lisbona vi salteranno all’occhio tante piccole curiosità. Una di queste riguarda sempre il fado ed è nient’altro che una statua in metallo, a grandezza naturale, che rappresenta una fadista e un suonatore di guitarra portuguesa: si trova davanti alla stazione del Rossio ed è possibile sedersi al tavolino per fotografarsi nei panni dell’ascoltatore.

Ben più famosa è la statua dedicata al grande scrittore Fernando Pessoa, sempre in metallo, che si trova davanti al caffè A Brasileira, nel Chiado. Probabilmente dovrete fare la fila per sedervi al tavolino a prendere un caffè con Pessoa, ma questo è uno dei riti al quale il visitatore intellettuale non può sottrarsi.

Viaggio a Lisbona Fernando Pessoa
@lisbonne-idee.pt

Quello che, però, non si può assolutamente evitare a Lisbona è lo sguardo di mille galletti che osservano il turista dalle vetrine dei negozi, in forma di soprammobili, stampati sulle magliette o su borse e portafogli realizzati nel tipico sughero. Il Gallo di Barcelos è il protagonista di una leggenda secondo la quale un uomo accusato ingiustamente di furto si presentò a casa del giudice e dichiarò che, per provare la propria innocenza, il galletto arrosto che egli stava mangiando si sarebbe alzato e avrebbe cantato: fu proprio ciò che successe e l’uomo innocente ebbe salva la vita. Badate, quindi, di non lasciare Lisbona senza un Gallo di Barcelos portafortuna!

Mangiare e bere a Lisbona

Non c’è scampo, a Lisbona dovete assaggiare il baccalà: non potrete raccontare di avere visitato la capitale portoghese senza riportare anche le vostre impressioni su quello che è, a tutti gli effetti, il piatto nazionale. Lo troverete cucinato in decine di modi: con panna, fritto, al forno, in umido… sicuramente almeno una di queste ricette incontrerà il vostro gusto. Il modo più tipico di cucinarlo è con i ceci, come da decenni ancora si mangia da João do Grão, in pieno centro.

La cucina portoghese offre molti altri piatti, prevalentemente di pesce, fra i quali potrete scegliere, ma il baccalà vi verrà presentato, è il caso di dirlo, in tutte le salse. Alla fine del pasto, come dessert, in alternativa ai pastel de nata provate i doces de ovos, sorta di pasticcini fritti o al forno preparati con rosso d’uovo e zucchero.

Passando al bere, il vino tipico portoghese è il vino verde, inteso come vino giovane, da consumarsi entro un anno dall’imbottigliamento: ve ne sono di bianchi, rossi e rosé. Per non parlare, ovviamente, del famosissimo porto. Se volete finire con un liquore, non ci sono dubbi: ginjinha! Si tratta di un distillato di ginja, un frutto a metà strada fra la ciliegia e l’amarena che viene servito con una ginja intera nel bicchierino. In alcuni posti lo si può gustare in un bicchierino di cioccolata.

Un consiglio letterario

Forse starete pensando che sto per sciorinare un elenco di libri di Pessoa, Saramago o Tabucchi e invece voglio consigliarvi un volumetto uscito di recente, “D’amore e baccalà” di Alessio Romano. Curioso libro a metà strada fra il romanzo e la guida turistica, è una lettura fresca e dinamica che accompagnerà bene la vostra permanenza nella capitale portoghese: potrete perfino divertirvi a seguire i passi del protagonista attraverso la città, sicuri di non perdervi nessuno dei luoghi essenziali, e, nel frattempo, appassionarvi al suo amore non corrisposto per Beatriz.

Fra tanti consigli turistici, musicali, letterari e culinari speriamo di non avervi fatto perdere la bussola, ma se avrete occasione di passare qualche giorno a Lisbona scoprirete che perdervi nei suoi colori e nella sua atmosfera solare è quanto di più suggestivo ed esaltante possa capitare. E magari scoprirete anche voi tanti altri piccoli particolari di quel meraviglioso azulejo che è la capitale portoghese!

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Fiorentina per nascita, pratese per residenza, cittadina del mondo per vocazione. Ama viaggiare, studiare le lingue, scrivere racconti, cantare, ballare, la musica, il teatro, i musei, l’arte. Scrive per ogaeitaly.net e recensisce libri per sololibri.net. Il suo peggior difetto è essere curiosa della vita. O è un pregio?

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