Varese Città Giardino: tra arte, parchi e monti

di
Varese città giardino
@Antonello

Qualche mese fa, da un sondaggio è risultato che Varese è la città i cui alberghi hanno il miglior rapporto qualità-prezzo in Italia: e allora perché non approfittarne e organizzare un breve viaggio nella “Città Giardino” per godersi le ultime settimane di quest’estate dal clima quanto meno bizzarro?

Varese Città Giardino: itinerario tra palazzi, ville e parchi

Varese è una città dalle svariate sfaccettature urbanistiche, che riflettono la molteplicità dei molti quartieri e dei borghi che la compongono, dalle rive del lago alla cima dei monti, passando per il centro storico con le sue ville e i suoi parchi. Proprio qui, il corso Matteotti si apre sulla basilica di San Vittore, di cui potete ammirare l’imponente facciata neoclassica, ma anche i capolavori artistici di alcuni pittori del Seicento Lombardo, tra cui Morazzone e Cerano.

Non lontano dal «corso», come viene amichevolmente chiamato dai locali, sulla via Luigi Sacco si trova il Palazzo Estense progettato da Giuseppe Antonio Bianchi, ora sede del municipio, ma già residenza di Francesco III d’Este, duca di Modena e governatore della Lombardia austriaca: potete perdervi tra i suoi giardini all’italiana e, passando vicino alla fontana che fa da quinta di chiusura, vistare il parco mentre raggiungete il Civico Museo Archeologico di Villa Mirabello (Piazza della Motta, 4 – chiuso il lunedì). E se il verde e i parchi sono la vostra passione, non perdete l’occasione di immergervi negli infiniti spazi verdi di Villa Toepliz o di Villa Mylius, vere e proprie isole di tranquillità per godersi un panorama all’inglese o un pic-nic spensierato.

Città giardino Sacro Monte
@Marco030783

Ma se non ne avete abbastanza del verde, delle montagne e dell’arte, potete trovarne ancora al Sacro Monte, inserito con gli altri nove presenti in Piemonte e in Lombardia tra i siti salvaguardati dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Il borgo di Santa Maria del Monte, sorto attorno al santuario, con le sue strette stradine e scorci sulla pianura e i laghi, è raggiungibile in macchina o con i mezzi pubblici, grazie anche alla storica funicolare ripristinata qualche anno fa. Tuttavia imperdibile è la passeggiata delle cappelle (meno di un’oretta di cammino), che offre un panorama spettacolare non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche artistico, con le sue quattordici cappelle progettate e realizzate tra il 1604 e il 1628, con affreschi e sculture lignee che danno vita a veri e propri “teatri sacri” che hanno preso vita, ancora una volta, grazie agli artisti del Seicento lombardo e a Morazzone (suoi i dipinti nella Cappella VII della Flagellazione).

Se preferite restare in ambito artistico, tra le quattro mura di un museo… o di un castello, non mancate di visitare il Museo di arte moderna e contemporanea presso il Castello di Masnago (Via Cola di Rienzo, 42 – chiuso il lunedì), di cui potrete apprezzare le sale dipinte, come le quattrocentesche Sala degli Svaghi e Sala dei Vizi e delle Virtù, ma anche le collezioni d’arte, spesso esposte in mostre temporanee.

Varese offre anche la possibilità di entrare in contatto con l’arte contemporanea più aggiornata: fino al 2 novembre, presso la Villa e Collezione Panza (Piazza Litta, 1 – chiusa il lunedì), è aperta la mostra dal titolo evocativo Aisthesis. All’origine delle sensazioni, che punta tutto sulle percezioni visive di spazio, colore e ambiente, stimolate dalle opere al neon degli artisti americani viventi Robert Irwin e James Turrell. La Villa, di proprietà del FAI e ricca di opere di Dan Flavin grazie all’intuito collezionistico del conte Panza, si apre su un parco che si affaccia sulla città e diventa esso stesso spazio espositivo, grazie alla recente installazione dell’opera “naturale” The Slope, dello scultore belga Bob Verschueren, in rami d’albero, che resterà esposta… fino al suo «dileguamento»!

Quindi affrettatevi, prima che l’autunno rubi il verde, prima che The Slope si dilegui, prima che si spengano i neon di Irwin e Turrell, prendete direzione Varese: andate in città, salite sul monte e poi scendete al lago, alla Schiranna: se non siete ancora stanchi vi aspettano 28 km di pista ciclopedonale!

Varese: dove mangiare

Ristorante Luce con bistrot, presso Villa Panza, per arricchire il connubio tra arte e natura con dell’ottimo cibo:
Piazza Litta, 1 (chiuso il lunedì)
Tel. 0332 242199

In corso Matteotti, fare una selezione tra i bar e le enoteche è arduo, ma all’ora dell’aperitivo avrete l’imbarazzo della scelta; se invece preferite un locale in disparte e con ottimi prodotti, intrufolatevi a La Vineria:
Via Ravasi, 15 (zona Università dell’Insubria – chiuso la domenica)
Tel. 0332 235300.

Varese: dove dormire

Tra le diverse possibilità per dormire a Varese, abbiamo scelto l’affittacamere più curioso: Repubblica di Oz (camere da 75€ con colazione, wi-fi e “riviste e libri in consultazione”).
Piazza Giovine Italia, 3
Tel. 333 8590055

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Alla passione per l'arte e l'iconografia unisce quella per la storia e la cultura umanistica, con competenze che cerca quotidianamente di trasformare in un lavoro socialmente riconosciuto... Non riuscendoci sempre, mantiene vive le sue passioni grazie a viaggi ed esplorazioni culturali, spesso in compagnia del fidanzato cuoco, che l'ha condotta sulla (cattivissima) strada del buon cibo e delle birre artigianali.

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