Vademecum Mondiali 2014: il profilo del tifoso dell’Italia

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Vademecum Mondiali 2014Il Mondiale, per tradizione, è l’evento di tutti. È chiaro, c’è sempre la minoranza degli estremisti dell’anticalcio che guarderà una maratona di 24 ore in sala parto piuttosto che una partita ma, fondamentalmente, capiterà quasi a tutti di veder giocare almeno una volta la nazionale.

Abbiamo pensato a un piccolo vademecum da seguire durante il mese dei Mondiali. È valido per tutti, da quelli che conoscono a memoria le statistiche sui tiri in porta di Balotelli quando ci sono più di 25 gradi a coloro che a fatica ricordano quanti minuti dura una partita di calcio.

Vademecum Mondiali 2014: il profilo del tifoso dell’Italia

Livello 1: Da che parte dobbiamo segnare?

È roba di noi appassionati di calcio doverci sorbire, nel mese dei Mondiali, la vicinanza di, in serie:
– la fidanzata/compagna/moglie che per un anno si lamenta delle troppe partite in tv e che improvvisamente desidera che le venga spiegato tutto il regolamento e la storia del calcio in un quarto d’ora.
– l’amico hipster/intellettuale che segue i Mondiali in quanto evento di “indiscusso interesse antropologico”.
– tutti gli altri amici festaioli per cui “i Mondiali sono un’ottima occasione per bere”. Che sarebbe anche vero, ma la partita è sacra.

Bene, se appartenete alla prima categoria, non avrete risposta a nessuna delle vostre domande e se le avrete dimenticherete tutto in tempo per l’inizio della partita successiva. Quindi non ne avrete altre.

Per tutti gli altri, noi siamo l’Italia, quelli che giocano in azzurro (al massimo in bianco ma è più raro), facciamo gol dal lato della finestra, oppure da quello della porta, o comunque sarete in grado di accorgervene non appena saremo vicino a farlo perché ci sarà sempre l’appassionato vero che si alzerà in piedi e urlerà tanto da far invidia ad Alessandra Amoroso.

Le partite durano 90 minuti e a metà c’è una pausa di un quarto d’ora in cui si commenta la prima parte della partita.

Se avete un compagno interista di fianco, non chiedetegli chi tra gli azzurri gioca nell’Inter. Potrebbe iniziare a tifare contro.

Vademecum Mondiali 2014

Livello 2: “Ma tu che squadra tifi?” “Io? Solo l’Italia”

Li conosciamo tutti, non sono veri tifosi di calcio, o comunque non hanno una squadra del cuore. Al massimo simpatizzano. Ma con spirito critico. Le loro valutazioni sono sempre giudizi di alto livello, non capita mai un banale commento istintivo.

Solitamente si ergono a “vate del divano”, gli amici più stronzi li soprannominano “Pistocchi”. Dalle loro bocche verranno fuori commenti di scialbo stampo berlusconiano quali “Balotelli deve giocare più vicino alla porta” o gli immancabili “siamo troppo lunghi”, “siamo troppo corti”, “siamo troppo lenti”.

Sono quelli che non guardano il campionato durante l’anno, vedono i risultati. Per cui Immobile non può non essere titolare, e in nazionale doveva andarci Luca Toni invece di Cassano perché ha segnato molto ma molto di più.

Sono quelli, soprattutto, che l’appassionato vero odia di più, perché lui sa bene che di calcio ne sanno poco, eppure parlano dall’alto della loro presunta modestia.

Ecco, se credete di far parte di questa categoria – so che non lo credete, ma almeno pensateci un po’ su – limitate al massimo i commenti durante le partite. Non tutti vogliono sapere che secondo voi “Parolo ha più qualità di finalizzatore rispetto a Verratti”. Non interessa. Al massimo limitatevi ad esultare, se davvero segna Parolo.

Potreste, piuttosto, usare tutte le vostre conoscenze per spiegare il gioco del calcio a quelli del livello 1. E soprattutto, non state a segnalare a un milanista ogni cross sbilenco di Abate. Lui saprà riconoscerli prima ancora che partano.

Livello 3: Ma davvero devo fare il tifo per Chiellini?

È il livello più delicato. Ogni due anni – perché in fondo delle amichevoli e delle gare di qualificazione non frega niente a nessuno – si è costretti a snaturare il proprio tifo pur di parteggiare per la nazionale italiana.

È il caso del tifoso più appassionato, sia esso juventino o non juventino (ma è pur sempre questa la più grande diaspora): tra giugno e luglio in occasione di Mondiali o Europei dovrà per forza scontrarsi contro alcuni dogmi della sua fede calcistica. In fondo, abbiamo vinto un mondiale grazie a quel Materazzi che veniva insultato in tutti gli stadi d’Italia. E nessuno se n’è mai lamentato.

Il periodo più difficile è proprio quello dell’avvicinamento all’evento: il tifoso oltranzista deve rivedere le sue certezze e accettare, prima che arrivi l’esordio della nazionale, alcuni concetti che mai e poi mai farebbe suoi in una partita tra club, soprattutto se riguardano la Juve.

La vecchia signora, si sa, spacca l’Italia in due, e quando è la nazionale a giocare, superare questa divisione è il punto più delicato per arrivare ad avere una tifoseria unita.

In particolare il non juventino deve, nell’ordine:
– Accettare che non tutti gli interventi di Chiellini sono fallosi. La maggior parte sì, ma non tutti.
– Realizzare che la maggior parte dei giocatori italiani, almeno tra i più forti, giocano nella Juve.
– (Sì, tra i suddetti c’è anche Bonucci).
– Sorbirsi in caso di vittoria l’innata spocchia degli juventini che faranno risaltare oltremodo il fatto che la nazionale è piena di giocatori bianconeri.

Lo juventino, invece, deve accettare che:
– Esistono anche giocatori più bravi di quelli della Juve, persino tra gli italiani.
– Non è sempre colpa dei non juventini se l’Italia non vince.
– Non è scritto da nessuna parte che con Conte e il 3-5-2 si vince facile il Mondiale.
– Anche Pirlo fa le minchiate in campo, a volte.

Ecco, se portate a termine il training siete davvero a pronti a tifare Italia. Per gli immancabili momenti di isteria passeggera, invece, in assenza del solito Montolivo, potrete sempre sfogarvi su Thiago Motta.

Immagini| Figc.it| Fanpage

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Statistico atipico, ha curato la sezione Sport e amministrato i profili social di Le Nius. Formatore nei corsi di scrittura per il web e comunicazione social, ha fondato e conduce il podcast sul calcio Vox2Box e fa SEO a Storeis. Una volta ha intervistato Ruud Gullit, ma forse lui non si ricorda.

5 Comments

  1. Tutto vero…ma Toni è un maledetti Veronese Che esulta sotto una curva piena di svastiche! Mettiacassano!

  2. Postilla: i tifosi juventini si dovranno presentare alla prima partita dell’Italia con una mappa della NASA e spiegare ai tifosi delle altre squadre dove è atterrato il pallone dell’ultimo rigore calciato da Bonucci l’anno scorso alla Confederations Cup. Sempre che sia già atterrato.

  3. Io tifo Internazionale, sono cresciuto avversando ogni nazionalismo e anche la nazionale. Però il senso di appartenenza rimane 🙂

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