Favignana: perché ci vanno tutti? Le ragioni di una meta gettonatissima

di
Favignana
@boboviel via VisualHunt.com

Forse anche voi ci avrete fatto caso: la scorsa estate parlando di ferie con amici, colleghi e conoscenti li abbiamo sentiti spesso dire:

Io vado a Favignana!

Le prime volte ci abbiamo fatto appena caso, ma poi via, via che la stessa affermazione si susseguiva, abbiamo iniziato a chiederci come avrebbe fatto un’isola così piccola a contenerli tutti.

Ma, soprattutto: che cosa c’è a Favignana? Perché si sceglie proprio quest’isola delle Egadi, splendido arcipelago siciliano, come meta delle proprie vacanze? Insomma: perché quest’estate tutti sono andati a Favignana?

Noi ci abbiamo pensato e abbiamo provato a darci una risposta. Queste sono, secondo noi e secondo i pareri di chi è appena tornato, i motivi per i quali si decide di passare le vacanze a Favignana.

Favignana: ci si va per il mare

Favignana Cala Rossa
@Gabriele Fontana via VisualHunt.com

La prima ragione è la più ovvia e scontata: a Favignana, come in tutta la Sicilia, il mare è splendido. Molto freddo però, quantomeno al largo. Se amate tenervi vicino alla riva, non avrete problemi di temperatura: l’acqua, per alcuni metri, è piacevolmente tiepida. Ma, appena vi allontanerete, sarà meglio per voi non essere freddolosi: la temperatura, infatti, si abbassa drasticamente. Questione di gusti e di abitudini: ognuno saprà regolarsi secondo le proprie esigenze.

Chi cerca la spiaggia classica si dirige verso Lido Burrone, spiaggia di sabbia adatta per famiglie con bambini. Non vi sono stabilimenti balneari, ma un noleggio di ombrelloni e lettini. Altra spiaggia dello stesso genere è Praia, vicina al centro abitato.

Molto meno accessibile e quindi sconsigliata a bambini e a persone con problemi di deambulazione, ma incantevole, è Cala Rossa. Il nome deriva, si dice, dalle Guerre Puniche, che colorarono di sangue l’acqua del mare. Dopo avere parcheggiato sulla strada, vi si arriva in pochi minuti a piedi, lungo un sentiero in discesa. Il paesaggio è composto da scogli spugnosi e appuntiti, è quindi sconsigliato avventurarvisi senza le apposite scarpette in gomma.

Cala Azzurra è, invece, quasi tappezzata di alghe: qui si concentra la maggiore quantità di posidonie dell’isola. Ma guai a schifarsene: la posidonia è un elemento importantissimo per l’ecosistema. Viene addirittura chiamata l’ossigeno della Sicilia: ogni metro quadro di posidonia libera nell’ambiente fino a 20 litri di ossigeno al giorno, cosa particolarmente importante per una terra brulla e povera di vegetazione!

@David Bergamaschi

Ma la suggestione delle spiagge non finisce qui; ci sono anche Cala Rotonda, Punta Sottile, Cala Faraglioni. Non si ha davvero che l’imbarazzo della scelta! Infine non fatevi mancare un giro in barca dell’isola con visita alle grotte: ce n’è una che si chiama Grotta degli Innamorati

Ci si va in bici!

Favignana in bicicletta
@egadiescursioni.it

Ovviamente, a Favignana si arriva in traghetto, con Siremar. Ma, una volta arrivati sull’isola, non c’è modo migliore di visitarla che noleggiare una bicicletta. Al porto si trovano diversi noleggi che offrono bici a tariffe economiche: la bicicletta vi permetterà di entrare veramente in contatto con l’isola e con la sua natura. Del resto, l’isola è piccola: il perimetro misura appena 33 chilometri. Inoltre, vi si trova una sola altura, il Monte Santa Caterina, alto 300 metri. Anche i ciclisti meno esperti e allenati incontreranno davvero poche difficoltà, in un ambiente come quello della “farfalla sul mare”.

Come dite? Che cosa c’entrano le farfalle? È presto detto: farfalla sul mare è proprio il soprannome di Favignana. Osservando una foto aerea dell’isola, infatti, vi renderete conto che ha proprio la forma di una farfalla, con le due ali allungate in un grazioso e fluido volo. Inforcando le due ruote per percorrere le sue ali i ciclisti, oltre a tenersi in forma, possono osservare con calma e spensieratezza la classica flora siciliana: capperi, fichi d’India e agavi. Chi si interessa anche all’ornitologia potrà individuare colombacci, tortore, beccacce e aironi. Un paesaggio suggestivo che, da solo, vale il viaggio verso l’isola e le abbondanti pedalate.

Ci si va per l’archeologia

Favignana Antiquarium
@hiveminer.com

Favignana deve il suo nome attuale al vento Favonio, ma nell’antichità era chiamata Aegusa: la più grande delle Isole Egadi. Le prime testimonianze ritrovate sull’isola sono graffiti di epoca paleolitica, appena visibili, nelle grotte tufacee. Purtroppo, il patrimonio archeologico di Favignana è incustodito e lasciato a se stesso, all’azione erosiva del mare e agli atti vandalici: questo non permette di conservarlo e valorizzarlo come meriterebbe, ma il turista interessato e rispettoso può, in ogni caso, ancora accedervi.

Testimonianze fenicie si trovano presso Cala San Nicola, nelle grotte che circondano il cimitero. Nei pressi si trova invece il Bagno delle donne, l’unico luogo a Favignana che presenti testimonianze della civiltà romana.

Altre grotte molto interessanti si trovano sul Monte Santa Caterina. In particolare, la grotta del Pozzo e la grotta della Ficara presentano iscrizioni puniche con raffigurazioni di pesci.
Diversi reperti provenienti dal mare si trovano nell’Antiquarium, un piccolo museo collocato all’interno degli ex stabilimenti Florio. Si tratta di una collezione non certo enorme, ma di grandissimo pregio e valore storico e artistico.

Ci si va per conoscere i Florio

Stabilimento Florio Favignana
@rohypnol [Francesco Zaia] via VisualHunt.com
Nella seconda metà dell’800, l’isola di Favignana divenne proprietà della famiglia Florio. Questo nome, potremmo scommetterci, vi dirà senz’altro qualcosa: vi farà pensare a liquori o ad automobili. Ma andiamo con ordine. La famiglia Florio, che ebbe il suo massimo splendore durante la Belle Époque, era di origine calabrese. Il capostipite Vincenzo, trasferitosi a Palermo, avviò diverse iniziative industriali, fra cui quella dei vini Marsala. Il figlio Ignazio, nella sua Favignana, dette invece inizio alla prima industria conserviera al mondo, iniziando a inscatolare sott’olio il tonno, fino allora conservato sotto sale.

All’altro figlio Vincenzo si deve la Targa Florio, la celeberrima corsa automobilistica. Figura di spicco della Sicilia del tempo fu Franca, la moglie di Ignazio: a Palermo, il Palazzo Florio Fitalia conserva ancora la sua incredibile camera nuziale, con i petali di rose dipinti sulle mattonelle del pavimento.

A Favignana, la Tonnara, o ex Stabilimento Florio, è oggi visitabile. Come già detto, comprende l’Antiquarium, ma non solo: si estende, infatti, per ben 32mila metri quadrati, con numerosi ambienti di varia destinazione e rappresenta un gioiello di architettura industriale nonché un’importante testimonianza della vita della famiglia.

Ci si va per le curiosità

Favignana giardino dell'impossibile
@villamargherita.it

Nelle botti piccole è custodito il vino buono: lo sanno tutti. Favignana non fa eccezione, come abbiamo visto finora. Le sue dimensioni ridotte non le impediscono di essere una vera e propria scatola a sorpresa ricca di spunti e stimoli. Vale la pena di evidenziare due gioiellini piuttosto insoliti, ma che sapranno senz’altro interessare i visitatori che vi si accosteranno.

Iniziamo dal Giardino dell’Impossibile di Villa Margherita. Si tratta di un giardino ricavato dalle antiche pirrere, le cave di tufo adiacenti alla villa. La proprietaria Maria Gabriella Campo ha vinto la propria sfida contro lo scetticismo di chi sosteneva che sarebbe stato impossibile piantarvi alcunché e ne ha fatto un rigoglioso giardino a cielo aperto, ricco di bellissimi scorci e suggestivi percorsi.

Altra perla dell’isola è il Museo Malacologico, detto anche Casa Museo Matteo Sercia. In stretta collaborazione con l’AMP, l’esposizione si compone di tre sale nelle quali è riassunto gran parte del patrimonio dei nostri mari, sotto forma di bellissime conchiglie, pesci e animali marini. Addirittura, diversi pezzi esposti risultano ancora sconosciuti. L’ultima vetrina è dedicata alla Sicilia, con diversi molluschi e gasteropodi.

Ci si va per mangiare!

@Erik il Rosso via VisualHunt.com

E che vacanza sarebbe senza un abbondante assaggio di buona cucina isolana? La cucina delle isole Egadi si differenzia, in qualche modo, da quella siciliana, e risente dell’influenza nordafricana. Non a caso, il piatto tipico delle Egadi è il cous cous! Non stupitevi: ovviamente si tratta di un cous cous di pesce, che viene preparato con strumenti particolari quali la mafararda (recipiente in coccio) e la cuscussiera. Vale la pena ricordare che il cous cous, essendo tradizionalmente servito in un grande recipiente nel quale i commensali mangiano tutti insieme, ha una forte valenza conviviale e viene pertanto indicato come il piatto della pace.

Il cous cous, però, comprendeva sempre delle parti mal lavorate, che dovevano essere scartate. Con esse si facevano le frascatole, una sorta di minestra con l’aggiunta di carciofi, cavolfiori o fave. Oggi questo piatto si è evoluto, passando da piatto di recupero a pietanza principale e a volte vi si trova perfino l’aragosta!

Le polpette di tonno nacquero, invece, proprio negli stabilimenti Florio, dall’abitudine di regalare agli operai gli scarti di lavorazione quale “pagamento in natura”. Del tonno non si butta via niente, ed ecco che gli scarti, amalgamati con mollica di pane, diventavano polpette.

Favignana vitigno Favinia la Muciara
@David Bergamaschi

Al momento del dolce, ricordatevi della produzione locale di miele di cardo e di timo. Quanto al vino, l’unico prodotto a Favignana è il Favinia la Muciara, un bianco forte e selvaggio dagli aromi marini. Il liquore tipico è invece l’Amaro Rizza, ottenuto dall’infusione di 12 erbe e dal miele.

Ci si va per… continuate voi!

Favignana
@David Bergamaschi

Adesso è il vostro turno. E magari anche il nostro: dopo tutto questo bombardamento di informazioni e suggestioni a noi la voglia di andare a vedere di persona è venuta. Se anche voi ci state pensando, non ci resta che programmare il viaggio e scoprire, ciascuno secondo il proprio gusto e le proprie preferenze, il motivo principale per visitare Favignana. Scommettiamo che ne troveremo ancora una buona decina, come minimo? Allora, partiamo!

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Fiorentina per nascita, pratese per residenza, cittadina del mondo per vocazione. Ama viaggiare, studiare le lingue, scrivere racconti, cantare, ballare, la musica, il teatro, i musei, l’arte. Scrive per ogaeitaly.net e recensisce libri per sololibri.net. Il suo peggior difetto è essere curiosa della vita. O è un pregio?

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